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Tajarin

Poche ricette sono più piemontesi dei tajarin, una preparazione antica, una tradizione che per secoli si è gelosamente custodita di madre in figlia. Odore di farina, tante uova, mani in pasta, mattarello e sfoglia sottile. Tanta manualità e destrezza conducono ad una pasta che ha poche eguali.

Si narra che Vittorio Emanuele II ne fosse particolarmente ghiotto e che la ” Bela Rusin”, sua prediletta amante, glieli preparasse in prima persona.

Come accennato in precedenza, i tajarin sono celeberrimi per le tante uova impiegate nella preparazione, dose che può addirittura arrivare a 40 tuorli per kg di farina!

La ricetta che vi proponiamo noi è più light ma altrettanto gustosa e sorprendente, otterrete un risultato davvero strepitoso.

Ora non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti (dosi per 6 persone):

  • 250 gr. di farina di tipo “2”
  • 120 gr. di semola di grano duro macinata
  • 2 uova medie intere
  • 5 tuorli di uova medie

Procuratevi una spianatoia (possibilmente in legno) oppure apprestatevi ad un piano di lavoro bello ampio dove andrete a setacciare la farina di tipo “2” fino componendo la classica fontanella. Sulla sommità create un piccolo “cratere” dove metterete le 2 uova intere e gli ulteriori 5 tuorli.

Iniziate quindi ad impastare, dapprima delicatamente aiutandovi con i rebbi di una forchetta per poi passare in rapida successione alla pressione manuale per almeno una decina di minuti o comunque fin quando non otterrete un impasto liscio e morbido.

Ottenuto il composto, avvolgetelo con della pellicola trasparente (oppure in un canovaccio) e lasciatelo riposare per una mezz’oretta.

Nel frattempo, se siete delle sfogline esperte, prendete il mattarello e tirate la pasta fino a renderla sottilissima, se invece siete meno pratiche della questione, procuratevi la famosa “nonna papera”, ovvero quella macchina con i due rulli costruita apposta per tirare la pasta.

Una volta trascorsa la mezz’ora, dividete l’impasto in quattro parti pressochè uguali, dunque, dopo una prima stesura con il mattarello, andate ad inserire la pasta nella macchina e passatela più volte partendo livello più spesso fino al penultimo più sottile.

Non dimenticate mai di infarinare abbondantemente la sfoglia tra un passaggio e l’altro.

Ottenuta la foglia dello spessore finale, lasciatela riposare per ulteriori 15 minuti quindi provvedete a trafilarla nell’apposita sezione della “nonna papera” raccogliendone i tajarin in nidi che andrete a disporre su un vassoio precedentemente infarinato con abbondante semola di grano duro.

Ripetere l’operazione fino ad esaurimento della pasta.

La vostra opera d’arte è pronta per essere cucinata.

Consiglio:

  • i tajarin possono essere anche congelati nel freezer e conservati per un breve periodo.
  • i tajarin non necessitano di una lunga cottura, basteranno un paio di minuti in acqua bollente e saranno pronti per essere scolati e conditi come meglio crederete.

Tajarin

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