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Miele del Montefeltro – P.A.T.

Il millefiori del Montefeltro

Questo miele è complesso per la presenza di pollini provenienti da numerose specie nettarifere e non nettarifere: ombrellifere, leguminose, crucifere, composite, oltre a girasole, medica, erba strega, rovo, scotano, asparago, timo, papavero, trifoglio, querce, ecc. L’elemento caratterizzante è quello di essere prettamente estivo (giugno-agosto). Al di fuori da questi mesi difficilmente si trova una produzione consistente in quanto nel periodo marzo-maggio si preferisce preparare le famiglie alla produzione di acacia, mentre a settembre le esigenze sanitarie delle famiglie e la diffusa presenza della problematica edera fanno in modo che non ci sia produzione di miele.
Generalmente all’analisi sensoriale il miele del Montefeltro presenta caratteristiche olfattive di intensità medio-debole di tipo vegetale-fruttato e mentolato. Al gusto si presenta di intensità medio-breve di fruttato, caldo-caramellato, aromatico.

Il miele “quello duro”

Tradizionalmente (prima della varroa) il miele del Montefeltro era un millefiori estivo consumato, nella maggioranza dei casi, nel periodo invernale, quasi come una “medicina” per il mal di gola e le altre malattie respiratorie. I più anziani, che si sono nutriti fin dalla loro infanzia con il miele locale, ancora chiedono il miele “quello duro” perché prima di qualche decennio fa (è ancora l’avvento della varroa a fare da spartiacque) i monoflora non erano conosciuti.

La maggiore attenzione alla qualità del cibo e la crescente esigenza di conoscenza dei prodotti alimentari in genere ha portato, dapprima alla ricerca dei mieli monoflora, ma successivamente alla riscoperta della complessità del nostro territorio racchiusa appunto nel millefiori. Ecco che ora non sono più gli anziani a chiedere il miele duro, ma anche qualche consumatore esigente alla ricerca dei sapori tradizionali più genuini.

Fonte: mieliditalia.it

Miele del Montefeltro

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