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Fagiolina del lago

L’area del Lago Trasimeno da sempre è stata caratterizzata dalla produzione di ortaggi, grazie al clima mite e al terreno “sciolto” di questa zona.
Tuttavia, nel corso del tempo, tali produzioni hanno subìto la pressante concorrenza delle produzioni extraregionali, tanto che sono quasi scomparse le varietà un tempo coltivate.
L’Istituto di Miglioramento Genetico della Facoltà di Agraria di Perugia ha compiuto una ricerca volta alla ricognizione delle varietà locali a rischio di estinzione: ben 33 varietà locali di fagioli, 10 di zucca e 9 di cavolo sono ancora coltivate in piccoli orti familiari ed aziende agricole del luogo, ma il loro consumo è oggi confinato tra la popolazione del Lago.
La fagiolina, detta anche risina del lago a causa delle dimensioni modeste e del colore prevalentemente biancastro, o fagiolo dall’occhio, a causa di un puntino nerastro che ricorda una pupilla, è anch’essa una pianta assai antica, perchè venne introdotta in Italia intorno al IV secolo avanti Cristo, insieme con pisello, fava e lenticchia.
Ne sono state contate ben 18 varietà, leggermente diverse l’una dall’altra, coltivate da una settantina di agricoltori. Si consuma in genere lessa, condita con un filo d’olio extravergine delle colline del Trasimeno, meglio con una bruschettina calda.

Il terreno viene concimato prima della semina con potassio e fosforo; una successiva concimazione può essere effettuata a ridosso della fioritura. La semina avviene mediamente tra metà maggio e metà giugno, secondo la stagione e la qualità del terreno, alla distanza 75cm x 10 cm con profondità 5 cm..
La germinazione avviene abbastanza velocemente (3/4 giorni). Le cure colturali successive richieste sono:
– Sarchiatura (può essere ripetuta più volte) e/o scerbature manuali;
– Irrigazioni con cadenza settimanale;
– interventi di emergenza vengono effettuati se la stagione è particolarmente
asciutta, nel periodo che va dalla fioritura all’invaiatura (colore del seme);
– trattamenti preventivi a base di poltiglia bordolese contro patogeni fungini.
– La raccolta inizia dalla fine di agosto, e si protrae a settembre ed ottobre se la
stagione lo consente.
Le piante vengono sfalciate, sistemate in andane (strisce in mezzo al campo) e lasciate essiccare naturalmente al sole per 3/5 giorni per poi essere raccolte con apposita macchina operatrice (trebbiatrice e/o mietitrebbiatrice).
Il prodotto raccolto viene sistemato in silos in atmosfera addizionata di anidride carbonica, oppure in sacchi di juta in attesa di essere selezionato e confezionato per la vendita. (fonte Prodotti tipici Regione Umbria)

Fagiolina del lago - per la foto si ringrazia

Fagiolina del lago

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