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Fagiolana di Torza – P.A.T.

La fagiolana è arrivata in Val di Vara, importata dall’America meridionale per introdurre proteine di origine vegetale nella popolazione, che soffriva di carenza proteica. La coltivazione si è sviluppata in modo particolare nei terreni adiacenti al torrente Torza (affluente del fiume Vara) e nel paese omonimo, perché ama i climi piuttosto freschi la notte e con buona umidità. Nel paese di Torza (frazione del comune di Maissana) si svolge da più di quarant’anni, le prime domeniche del mese di ottobre, la sagra della fagiolana con lo stoccafisso (merluzzo).
Legume di colore bianco dalla pelle molto morbida, forma media e di peso medio di alcuni grammi per bacelllo. La semina avviane entro il mese di aprile, con i semi raccolti l’anno precedente, preferibilmente quelli in basso alla pianta. La semina si esegue nei solchi con tre o quattro semi per buca. Nei solchi più vicini si mettono dei paletti (detti ramme, in dialetto) di castagno, alti circa 4 o 5 m, sui quali si arrampicano le piante di fagiolana. Fioriscono a grappoli di colore bianco e ricchi di polline, molto amati da api, bombi e altri insetti impollinatori. Possono essere raccolte sia fresche sia secche dalla fine del mese di agosto. Sono ottime servite con lo stoccafisso.

La pianta della fagiolana non è di facile coltivazione e richiede molta acqua: queste caratteristiche hanno favorito il progressivo abbandono di questa varietà che quindi meriterebbe una ripresa con nuovo entusiasmo.

Fonte: fondazioneslowfood.com

Fagiolana di Torza P.A.T. – per la foto si ringrazia