Crea sito

Cicerchia

La cicerchia (in dialetto Cicerchie o Cecere), si semina in primavera. Raccolta manuale nel mese di Luglio, seguita da essiccazione naturale sul terreno.
La trebbiatura avviene tra la seconda decade di Luglio e la prima decade di Agosto, con relativa pulitura e selezione del prodotto. Seguono le fasi di vagliatura e confezionamento.
Nella dieta mediterranea, i legumi erano la principale fonte di proteine e rappresentavano anche una produzione fondamentale delle aziende agricole, perché si alternavano ai cereali e miglioravano così il terreno, impoverito dal frumento o dall’orzo.
La scoperta dei concimi chimici e lo spostamento dei consumi verso le proteine animali li ha resi però “inutili” e sono quasi scomparsi.
Adesso conoscono un certo revival, grazie al rilancio della dieta mediterranea ed alle numerose aziende biologiche, che li hanno reintrodotti nella rotazione delle colture, per la loro azione miglioratrice dei terreni.

Ricchi di proteine, di fibra e di potassio, il loro utilizzo è chiaramente documentato in ricette seicentesche di zuppe e minestre.
In particolare, i ceci e le cicerchie, erano un tempo presenti in ogni orto familiare ed erano componenti di nutrienti e saporiti minestroni. Dal passato ci giunge la ricetta di una minestra dove la cicerchia rappresenta l’ingrediente principale.
La cicerchia viene usata in cucina per accompagnare salsicce, zampetti o cotiche di maiale. Si prepara in questo modo: il legume viene fatto bollire in acqua e ripassato in un soffritto di olio, sedano, carota e cipolla; in seguito viene aggiunta la salsiccia, il pomodoro ed un peperoncino.
Il piatto, semplice ma gustoso, viene servito caldo su crostoni di pane abbrustoliti. (fonte Prodotti tipici Regione Umbria)

Cicerchia - per la foto si ringrazia

Cicerchia – per la foto si ringrazia

Comments are closed.

Search
Categories