Crea sito

Archive for the ‘Formaggi’ Category

Stelvio – Stilfser – D.O.P.

Formaggio ricavato tutto l’anno da latte vaccino di bestiame alimentato in malga e all’interno delle stalle.prevalentemente con foraggi definiti dal Disciplinare. È consentito il raffreddamento fino a temperatura di 6-9°C e la durata dello stoccaggio a questa temperatura può durare un massimo di 25 ore.

Nel complesso il latte deve essere avviato alla caseificazione entro le 48 ore dalla mungitura.

Prende il nome dall’omonimo passo a 2.758 mt.

Caratteristiche

  • forma cilindrica a scalzodritto o leggermente concavo o dritto di altezza 8-10cm
  • facce piane, di diametro di 36-38 cm
  • peso varia da 8 a 10 kg
  • crosta ha colore dal giallo.arancio all’arancio- marrone
  • pasta elastica e di consistenza cedevole, compatta con colore dal giallo chiaro al giallo paglierino
  • occhiatura irregolare di piccola e media grandezza
  • umidità massima 44%
  • grasso sul secco minimo 50%

La zona di produzione

La zona di produzione comprende il territorio dei comuni che appartengono alle comunità comprensoriali della Provincia di Bolzano di: Val Venosta, Burgraviato, Salto-Sciliar, Val Pusteria, Val d’Isarco, territorio del comune di Bolzano.

La lavorazione

La lavorazione prevede che possa essere utilizzato anche latte scremato in modo tale da ridurre il tenore di grasso tra il 3,45 e il 3,60%. Il latte viene riscaldato a 72°C per 2-3 secondi e può essere addizionato con fermenti lattici disciplinati.

Il caglio di vitello viene aggiunto dopo 50-60 minuti e fa raggiungere la coagulazione in 20-27 minuti, la cagliata viene poi rotta alle dimensioni di chicchi di mais.

La massa caseosa viene poi agitata per 8-12 minuti e sgrondata di parte del siero e quindi riscaldata fino a 36-40°C con l’aggiunta di acqua calda a 50-70°C di temperatura.

La massa caseosa viene quindi estratta e pressata blandamente per eliminare il siero residuo, quindi viene inserita in sagome cilindriche per la formatura. la forma viene poi lasciata in pressatura per un tempo che va dai 30 minuti alle 2 ore. Poi la forma viene fatta riposare ed eventualmente raffreddata e rassodata mediante l’immersione in acqua fredda per 1-3 ore.

La salatura avviene in salamoia in un tempo che va dalle 36 alle 48 ore ad una temperatura tra i 12 e i 15°C.

La stagionatura dura almeno 60 giorni, durante i quali le forme che vengono depositate su tavole in legno e in locali mantenuti a temperatura di 10-14°C con un’umidità relativa del 85-95% vengono lavate e rivoltate almeno due volte alla settimana.

Note

Riconosciuto formaggio Dop in virtù del regolamento (CE) n.148/2007.

Fonte: Atlantecaseario.com

Stelvio D.O.P. – per la foto si ringrazia

 

Spressa delle Giudicarie – D.O.P.

Carta d’identità

Formaggio D.O.P. e I.G.P.
Formaggio a pasta dura, semicotta, prodotto esclusivamente con latte di 2 o 3 mungiture, di cui 1 o 2 parzialamente scremate facendo affiorare leggermente la panna. Le razze vaccine utilizzate sono soprattutto la razza Rendena ma anche Bruna, Grigio-alpina, Frisona, Pezzata rossa, alimentate con fieno di prato stabile con essenze soprattutto di graminacee, può essere implementato con pascolo sia nei prati di fondovalle che nei pascoli di mezza montagna purché integrato con fieno.

Il periodo di produzione va dal 10 settembre al 30 giugno

Caratteristiche

  • forma cilindrica a scalzo basso, leggermente convesso o dritto di altezza 10-11cm
  • facce piane, leggermente orlate, di diametro di 30-35 cm
  • peso varia da 8 a 10 kg
  • stagionatura varia dai 4 ai 6 mesi ma per avere un formaggio ben stagionato bisogna aspettare almeno 10-12 mesi
  • pasta:
    – a breve stagionatura– la pasta si presenta compatta ed elastica con leggera occhiatura sotto la crosta, di colore bianco tendente al paglierino
    – nella forma stagionata il colore delle pasta tende maggiormante al paglierino con occhiatura di media e piccola grandezza.
  • crosta compatta, abbastanza irregolare, elastica e di colore marrone,che con l’invecchiamento tende ad scurirsi
  • il gusto:
    – per la versione fresca è dolce e delicato
    – nella versione stagionata è più marcato e gradevole.

La zona di produzione

La zona di produzione comprende i comuni delle valli Giudicarie, Chiese, Rendena, e Ledro in provincia di Trento.

La lavorazione

La lavorazione della Spressa delle Giudicarie prevede l’utilizzo di latte caldo o raffreddato ad una temperatura di 12-15°C, che viene stoccato e parzialmente scremato per affioramento.

Questo latte viene poi riscaldato in caldaia con fuoco a legna o con vapore. Non viene utilizzato alcun additivo e l’acidità può essere naturale o indotta con un latteinnesto o con starter ottenuti dalla selezioni di batteri lattici autoctoni della zona di produzione.

La coagulazione si ottiene con caglio di origine bovina in 20-50 minuti ad una temperatura di circa 35°C, una volta formata la cagliata viene rotta utilizzando lo “spino” in granuli delle dimensioni di “chicco di riso”

Successivamente la cagliata viene semi-cotta alla temperatura di 42°C per 20-30 minuti durante i quali la mssa caseosa viene continuamente agitata.

Segue un periodo di sosta in cui la cagliata viene fatta riposare sotto siero per 35-65 minuti quindi viene estratta e messa nelle fascere.

A seconda delle tecniche di produzione il tempo necessario per la lavorazione dal momento dell’aggiunta del caglio al momento dell’estrazione della cagliata può variare da un minimo di 90 minuti ad un massimo di 150.

La cagliata viene fatta sostare per 24 ore e poi viene salata a secco ( per 8-12 giorni) oppure in salamoia ( per 4-6 giorni in una soluzione di densità variabile).

La stagionatura viene fatta in appositi locali alla temperatura di 10-20 °C con un’umidità dell’80-90%:
– prodotto giovane: per almeno 3 mesi
– prodotto stagionato: per almeno 6 mesi

Come si conserva

Va conservato in frigorifero,nel reparto più fresco, ben avvolta in carta da alimenti

Come acquistare la Spressa delle Giudicarie

La Spressa delle Giudicarie si trova in commercio nei negozi o nei caseifici di produzione, al momento dell’acquisto è bene controllare che sullo scalzo delle forme, ci sia la presenza del marchio del Consorzio che ne garantisce l’origine e la qualità. Le forme inoltre non devono presentare spaccature o gonfiori particolari.

Note

Questo formaggio ha antiche origini, nella seconda metà del 1800 ed era una volta noto come formaggio molto magro in quanto venivano effettuate fino a 5 scremature per la necessità che c’era di ricavare il burro, bene più prezioso un tempo del formaggio che veniva invece considerato un sottoprodotto del latte o quasi, il nome deriva da “spresso” che significa pressa

Riconosciuto formaggio Dop nel 2003, al Disciplinare sono state apportate modifiche con il Decreto Ministeriale del 30 novembre 2006.

Fonte: Atlantecaseario.com

Spressa delle Giudicarie D.O.P. – per la foto si ringrazia

Zighera – P.A.T.

Carta d’identità

Lo Zighera è un prodotto lattiero caseario che si ottiene con la lavorazione degli avanzi della cagliata utilizzata per la produzione del Nostrano ( in dialetto detto Musso).

Caratteristiche

  • La forma definitiva del prodotto finito è sferica
  • Il peso indicativo di 300-500 grammi
  • Forma irregolare, pasta compatta, scura

La zona di produzione

La produzione avviene esclusivamente nelle malghe della zona del Pinetano (Pinè) (- Trentino -) e in Valfloriana (TN) e si limita al periodo estivo e in Veneto

La lavorazione

La lavorazione di questo prodotto caseario prevede che i I residui di cagliata vengano estratti e plasmati quindi compressi a mano, trattati poi con pepe e sale

Una volta prodotta la forma sferica, della grandezza di una palla da bowling, lo Zighera viene affumicato per 8 – 10 giorni dopo i quali è pronto per essere consumato

Non si effettua la stagionatura

Note

Questo prodotto caseario è di origini antiche e , come tutti i prodotti di questo tipo, costituiti da avanzi delle lavorazioni del latte, è nato per evitare sprechi, il nome deriva dal tedesco zieghe = capra perché in zona veniva utilizzato soprattutto il latte caprino, ma c’è anche una versione che attribuisce il nome al celtico tsigross = formaggio

Zighera P.A.T. – per la foto si ringrazia

Tosella – P.A.T.

Carta d’identità

“Prodotto agroalimentare tradizionale”

La Tosella ( o Tosèla) è un formaggio fresco a pasta molle, essendo un formaggio tipico delle malghe si trova durante il periodo dell’alpeggio presso le malghe dell’altopiano, è un piatto tradizionale e viene prodotto su richiesta e consumato subito. La lavorazione è la stessa utilizzata per produrre il formaggio Allevo

Caratteristiche

  • Si presenta di colore bianco brillante
  • la pasta è fresca
  • forma quadrata
  • può essere salato a piacere, al momento della consumazione

La zona di produzione

La Tosella viene prodotta in Trentino Alto Adige e in Veneto nelle seguenti zone : Altopiano di Asiago (nei sette Comuni dell’altopiano di Asiago (VI): Gallio, Rotzo, Conco, Lusitana, Roana, Foza, Enego), Bassa Val Sugana, Massiccio del Lagorai (fino al Pinè), parte del Bellunese, Val di Tesino, Valle di Primiero .

La lavorazione

La lavorazione della Tosella e quella tipica utilizzata nella malghe vicentine, una parte minima di cagliata viene prelevata dopo la cottura

Il latte utilizzato è quello vaccino crudo intero o a volte parzialmente scremato, il lievito utilizzato, in polvere, viene alternato meno frequentemente con gli altri tipi di lieviti (in pasta o liquido)

La lavorazione di questo formaggio inizia con la raccolta del latte della mungitura serale il quale viene filtrato e lasciato a riposo per tutta la durata della notte in vasche di acciaio.

Con questo sistema il mattino successivo si può prelevare la panna di affioratura che serve per formare il burro. Una volta scremato il latte così ottenuto viene scaldato all’interno di caldaie e scaldato fino alla temperatura di 30°C a questo punto viene aggiunto il latte della mungitura mattutina , mescolato con quello già presente in modo che la temperatura sia omogenea.

L’aggiunta del caglio in polvere, sciolto e miscelato con un po’ di acqua o latte, si effettua nel latte quando ha raggiunto la temperatura ambientale.

La cagliata si forma in un tempo variabile dai quindici ai 30 minuti, viene poi rotta mediante l’utilizzo dello “spino” o di una “lira” fino a che le sue dimensioni non raggiungono quelle di chicchi di riso.

La cagliata viene continuamente agitata per favorisce l’eliminazione del siero mediante uno strumento detto “battarella” dopo avere riacceso il fuoco infatti la cagliata potrebbe attaccarsi al fondo e il continuo movimento evita questo.

Una volta raggiunta la temperatura di 38°C la massa casearia viene tolta dal fuoco e fatta ulteriormente asciugare mediante mescolamento, quando la cagliata si fa più densa, per spurgo ulteriore del siero, viene estratta a mano o con l’utilizzo dello strumento della “smalsarola” viene depositata su tavoli di acciaio dove vengono effettuati tagli per formare i pezzi caratteristici.

È questo il momento in cui la parte di cagliata destinata a formare la Tosella viene separata dal resto della cagliata che invece continua il percorso per la produzione dell“Allevo di malga”.

Come si prepara

Solitamente la Tosella viene utilizzata cotta alla griglia , ci sono tuttavia due ricette che utilizzano questo formaggio:

Tosella impanà – fette di Tosella vengono impanate con farina, pane e poi fritte
Tosella brustolà – si tratta del metodo di cottura della fetta di Tosella nel forno a grill fino a quando non forma una crosticina croccante più scura

Fonte: atlantecaseario.com

Tosella P.A.T. – per la foto si ringrazia

 

Trentingrana – D.O.P.

Carta d’identità

Si tratta di un formaggio a pasta dura e cotta a denominazione d’origine, prodotto con latte vaccino crudo di allevamenti della provincia di Trento , originario della Valle di Non dal 1926.

Caratteristiche

  • la forma si presenta cilindrica
  • il diametro misura 40-50 cm
  • lo scalzo misura 30-35 cm
  • le forme hanno un peso variabile dai 34 ai 40 kg
  • la pasta si presenta compatta
  • l’occhiatura è inesistente o impercettibile
  • la pasta ha una consistenza friabile ma dura

La zona di produzione

La zona di produzione è la regione del Trentino Alto Adige nella provincia di Trento.

La lavorazione

Per la lavorazione di questo formaggio viene utilizzato il latte della sera che viene lasciato a riposare per tutta la notte in modo da fare affiorare la panna. Dopo la notte il latte viene “spillato” dal basso ed unito al latte della mungitura mattutina (la munta)

A questo latte viene aggiunto il caglio che fa formare la cagliata in dieci minuti, segue quindi la rottura della cagliata e e la sua cottura, così cotta la cagliata viene lasciata riposare. Poi si estrae la massa dal siero, si pone sotto pressa nella fascera per 20 ore, si fa asciugare per altrettante, si mette in salamoia per una ventina di giorni e quindi inizia la maturazione che durerà 18-24 mesi in locali appositi.

Nel Grana del Trentino, gli unici elementi sono appunto il latte il caglio e il sale, senza aggiunta di altri componenti.

Dopo 7-9 mesi, dal caseificio le forme vengono portate al magazzino di stagionatura, qui si effettua un controllo visivo e si effettua la prova con il martello specifico per verificare la perfezione delle forme ed eliminare quelle con i difetti.

Al termine del periodo di maturazione il formaggio viene ulteriormente controllato, la percentuale delle forme che passano anche l’ultimo controllo è di circa l’80%.

La produzione annua che arriva alla commercializzazione del Trentingrana è piccola rispetto a quella più alta del Grana Padano e del Parmigiano, si attesta infatti intorno alle 60.000-70.000 forme .

Note

viene prodotto in tutta la provincia di Trento a partire dal latte vaccino delle razze Bruno alpina, Frisone e Rendena alimentate con erba fresca dei pascoli , mangimi e fieni in base alle direttive del caseificio, secondo la storia conosciuta pare che l’origine di questo formaggio sia da attribuire ad un trentino che apprese l’arte del casaro a Mantova e poi la utilizzò per produrre un formaggio dal latte delle malghe.

Il Trentingrana è sottoposto a controlli a campione che riguardano sia il latte che i mangimi ed è previsto anche un controllo visivo su tutte le forme con l’eliminazione delle forme che non si presentano perfette L’alta genuinità di questo Grana è garantita e disciplinata dal Dpr. n. 3181 del 26.01.1987 del Ministero dell’Agricoltura e Foreste.

Il Consorzio del Grana Padano raggruppa i caseifici affiliati che producono questo formaggio, il disciplinare costituisce un ulteriore vincolo:

1) il latte è sottoposto a controlli due volte al mese per determinarne i parametri qualitativi, le caratteristiche nutrizionali e sanitarie e per l’individuazione di eventuali sostanze estranee.

2) Il regolamento prevede controlli sia sul latte che sull’alimentazione dei bovini che producono il latte, infatti sono ammessi solo erbe fresche, fieni e mangimi a base di leguminose e cereali., mentre vengono esclusi gli altri prodotti normalmente utilizzati , tra cui i derivati della lavorazione di carne e pesce.

Gli oltre 10 anni nei quali questa pratica ha avuto il tempo di agire hanno portato ad un miglioramento del latte utilizzato per la produzione del Trentingrana che è equivalso alla produzione di un formaggio di eccellenza.

Trentingrana D.O.P. – per la foto si ringrazia

Fontal – P.A.T.

Il denominativo Fontal è stato applicato, a partire dal 1995, a tutti i formaggi prodotti con lo schema produttivo della Fontina all’esterno della zona di produzione fissata dalla Disciplinare della DOP della Fontina (proveniente dalla Valle D’Aosta) e nei quali viene usato latte vaccino pastorizzato al posto del latte crudo usato nella Fontina.

Si tratta di un formaggio industriale prodotto in tutto il Nord Italia e in particolare in Lombardia, Piemonte e Trentino. Viene prodotto anche all’estero: in Francia, Danimarca ed Olanda che lo esportano in parte anche in Italia.

Il Fontal è un formaggio a pasta morbida e semicotta, di forma cilindrica con scalzo dritto, peso che varia dagli 8 ai 20 kg diametro della face di 40 cm.
La pasta, che si presenta compatta e morbida, ha un colore che va dal bianco al giallo paglierino e presenta una lieve occhiatura rada.

Il sapore è simile a quello della Fontina ma più dolce, l’aroma è delicato. La crosta sottile è di colore nocciola.

La lavorazione parte dal latte vaccino pastorizzato intero che richiede quindi l’aggiunta di fermenti lattici selezionati (a differenza della Fontina che parte dal latte crudo e quindi non ne ha bisogno).

Un’altra differenza con la Fontina sta nel fatto che il Fontal ha bisogno durante la cottura della pasta di un’aggiunta di acqua calda a 80°C, questa procedura rende la pasta di questo formaggio particolarmente dolce. La salatura avviene per immersione in salamoia al 18% di cloruro di sodio per 15-20 giorni.

La maturazione avviene in 3 mesi ma il Fontal può essere affinato fino a 2 anni. Il formaggio correttamente affinato e conservato assume presenta una di colore lievemente dorato.

In cucina può essere utilizzato sia in piatti caldi che freddi, un particolare utilizzo gustoso è quello che si fa preparando una fonduta per isaporire le cappelle dei funghi porcini grigliati o le crespelle.

Lo si conserva in frigorifero nella parte bassa, avvolto da carta oleata o fogli di allumnio che evitano la dispersione dell’umidità naturale del formaggio.

Fonte: Atlante Caseario.com

Fontal P.A.T. - per la foto si ringrazia

Fontal P.A.T. – per la foto si ringrazia

Formaggella dell’Adamello – P.A.T.

Carta d’identità

Formaggio a pasta semicotta tipico della regione Trentino Alto Adige prodotto da latte vaccino soprattutto nei mesi estivi

Caratteristiche

  • ha forma cilindrica di 20 – 25 cm
  • lo scalzo è appena convesso di altezza tra i 6 e i 10 cm
  • la pasta si presenta tenera e bianca si consistenza compatta
  • è presente un’occhiatura sottile
  • il sapore morbido e delicato, con sentori di erbe montane
  • crosta è grigiastra e rugosa
  • il peso varia tra 1,2 kg e 2 kg
  • il sapore è diverso a seconda del momento in cui viene assaggiato:
    – delicato : se si consuma fresco dopo soli 15 giorni di stagionatura
    – classico di Alpe : se si consuma dopo un mese di stagionatura

La zona di produzione

La Formaggella dell’Adamello è un formaggio prodotto nell’area del Parco Naturale Adamello-Brenta in Trentino Alto Adige

La lavorazione

La lavorazione della Formaggella dell’Adamello prevede l’utilizzo del solo latte vaccino intero o appena scremato unito a caglio e sale come vuole rigidamente la tradizione . Le forme vengono salate a secco.

La stagionatura dure circa 20 – 30 giorni ma può anche protrarsi per alcuni mesi
ma anche per alcuni mesi.

Fonte: Atlante Caseario.com

Formaggella dell'Adamello P.A.T. - per la foto si ringrazia

Formaggella dell’Adamello P.A.T. – per la foto si ringrazia

Fior di Monte – P.A.T.

Carta d’identità

Il Fior di Monte è un formaggio a pasta dura e cotta ottenuto da latte vaccino ottenuto da latte vaccino di allevamenti della provincia di Trento.

Caratteristiche

  • Si presenta in forme di circa 7,5 kg
  • non presenta additivi o conservanti
  • dal gusto amabile e fragrante, aumenta la sua gradevolezza con la stagionatura
  • periodo ottimale per il consumo tra i 4 e i 6 mesi
  • la pasta è compatta con una rada occhiatura ad occhio di pernice.

La zona di produzione

Il Fior di monte viene prodotto nei comuni della provincia di Trento in Trentino Alto Adige

La lavorazione

Nella lavorazione di questo formaggio vengono utilizzati fermenti selezionati e latte pastorizzato, caglio e sale.

Può essere consumato sia fresco che semistagionato

Le forme vengono conservate in ambienti condizionati ed in confezioni sottovuoto in frigorifero per il periodo riferito dalla confezione

Note

Nato negli ultimi dieci anni dello scorso millennio i consensi per questo formaggio sono tali da farlo diventare la produzione primaria della SAV (Società Agricoltori Vallagarina).

E’ un prodotto che può essere gustato sia semistagionato o stagionato

Fonte: Atlante Caseario.com

Fior di Monte P.A.T. - per la foto si ringrazia

Fior di Monte P.A.T. – per la foto si ringrazia

Dolomiti – P.A.T.

Storia
Il formaggio Dolomiti viene prodotto da molti decenni nei caseifici diffusi nelle vallate alpine.
Rappresenta uno dei pochi formaggi prodotti in relativa quantità sul nostro territorio montano, a pasta molle e cruda, da consumarsi entro poco tempo dalla produzione.
Infatti, la maggior parte della produzione casearia storica è rappresentata dai formaggi a pasta dura, cotta o semicotta.
La sua tecnologia, derivante da analoghi formaggi di produzione nazionale, è stata impartita verso gli anni Trenta, agli allievi casari della scuola dell’Istituto Tecnico Agrario di S. Michele all’Adige.
La sua produzione è ripresa a pieno ritmo negli anni Settanta ad opera del caseificio sociale di Predazzo, ancora oggi il principale produttore.
Descrizione
Formaggio a pasta cruda, tenero e dolce, a latte intero. Si presenta con una pasta simile ad un formaggio tenero, ma con dei sapori particolari. Tali originalità di gusto derivano soprattutto dalle peculiarità del latte di montagna utilizzato. Pronto per il consumo da pasto dopo 15 giorni.
Lavorazione
Per ottenere questo tipo di formaggio viene utilizzato il latte proveniente da bovine alimentate con erba al pascolo in malga o con fieno di prato stabile. Viene utilizzato latte intero riscaldato in caldaia alla temperatura di 60-65 °C e raffreddato a 40-42 °C.
Si aggiunge quindi il lattofermento naturale e il caglio bovino. Dopo la coagulazione viene aspirato buona parte del siero e si raccoglie la cagliata depositandola in stampi di plastica o di alluminio sopra uno stuoino e quindi viene versata acqua calda a 60-70 °C.
Gli stampi, con le forme, vengono girati più volte. Il giorno dopo le forme vengono messe in salamoia leggera (16 °Boumè) per circa 4-5 ore.
Quando le forme sono asciugate vengono poste in magazzino, alla temperatura di 14-18 °C .
Formaggio Dolomiti P.A.T. - per la foto si ringrazia

Formaggio Dolomiti P.A.T. – per la foto si ringrazia

Canestrato Trentino – P.A.T.

Carta d’identità

Questo formaggio a pasta compatta e semicotta viene prodotto da latte vaccino intero con l’aggiunta eventuale di pepe, prodotto nella Vallagarina

Caratteristiche

  • la pasta è di colore bianco o giallo tenue di consistenza compatta con presenza a volte di grani spezzati di pepe
  • l’occhiatura si presenta piuttosto rada e piccola
  • la crosta è rugosa di un colore giallo-nocciola e con una superficie rugosa
  • la forma è cilindrica , le facce piane del diametro di 20-22 cm
  • le forme hanno una pezzatura dai 3 ai 3,5 kg
  • l’altezza dello scalzo, che è leggermente convesso, è di 10-­12 cm

La zona di produzione

Il Canestrato Trentino è prodotto nel comune di Rovereto e nel comprensorio della Vallagarina o Val Lagarina (Lagertal in tedesco) (TN) in Trentino Alto Adige.

La lavorazione

Nella lavorazione viene utilizzato il latte intero vaccino di due mungiture che viene termizzato , inserito nella caldaie e portato ad una temperatura di 33 – 35 °C ed aggiunto a sieroinnesto di Grana del Trentino e caglio in pasta, caprino oppure misto di agnello e caprino.

La coagulazione si forma in circa 15 o 20 minuti , si ottiene una cagliata che viene successivamente rotta e sminuzzata fino a quando i suoi grumi non abbiano raggiunto la dimensione di chicchi di riso

La cagliata, ora sminuzzata, viene riscaldata fino alla temperatura di 40 – 41 °C e costantemente agitata fino a quando non avviene la semicottura.

Segue un’altra fase nella quale la cagliata viene agitata ulteriormente per altri 20 – 30 minuti così che si liberi del siero e si asciughi. Quando la maggior parte del siero viene sgrondato vengono eventualmente aggiunti grani di pepe spezzati.

Quindi la cagliata viene posta negli stampi di plastica o di acciaio su stuoino. La cagliata viene poi bagnata abbondantemente con acqua ad una temperatura di 60-70°C.

Successivamente seguono vari rivoltamenti delle forme che il giorno dopo vengono salate in salamoia, questa fase dura circa 12 ore

Il Canestrato Trentino segue poi un periodo di stagionatura, ed è pronto per il consumo da pasto dopo 90 giorni e da grattugia dopo 6 mesi

Come si utilizza

Il Canestrato trentino viene utilizzato da pasto o da grattugia essendo saporito e piccante

Fonte: Atlante Caseario.com

Canestrato Trentino P.A.T. - per la foto si ringrazia

Canestrato Trentino P.A.T. – per la foto si ringrazia

Search
Categories