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Archive for the ‘Vini e liquori’ Category

Vittoria D.O.C.

Zona di produzione e storia

La denominazione di origine controllata «Vittoria» e’ riservata ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:
«Vittoria» Rosso;
«Vittoria» Calabrese o Nero d’Avola;
«Vittoria» Frappato;
«Vittoria» Ansonica o Inzolia o Insolia;
«Vittoria» Novello.

La zona di produzione del vino a denominazione di origine controllata «Vittoria» che include territori ricadenti in tre province limitrofe: Ragusa, Caltanissetta e Catania risulta delimitata come appresso:
a) provincia di Ragusa: in tale provincia la zona di produzione comprende tutto il territorio dei comuni di Vittoria, Comiso, Acate, Chiaramonte Gulfi, Santa Croce Camerina e parte del territorio comunale di Ragusa.
b) provincia di Caltanissetta: in tale provincia la zona di produzione comprende parte del territorio dei seguenti comuni: Niscemi, Gela, Riesi, Butera e Mazzarino.
c) Provincia di Catania: in tale provincia la zona di produzione comprende parte del territorio dei seguenti comuni: Caltagirone, Licodia Eubea e Mazzarrone.

Di fondamentale rilievo sono i fattori umani legati al territorio di produzione, che per consolidata tradizione hanno contribuito ad ottenere i vini a docg “Vittoria”.
La vitivinicoltura si diffuse nella Sicilia orientale sin dall’epoca della colonizzazione greca, (VII-VI sec. a.C.), in particolare, nella Sicilia sud-orientale, con la fondazione di Siracusa (733-734 a.C.) la più importante città greca dell’isola e, successivamente, con la fondazione da parte dei siracusani della colonia di Kamarina (598 a.C.), costruita alla foce del fiume Ippari, nell’attuale territorio della provincia di Ragusa e, dunque, nel comprensorio di produzione della doc “Vittoria”. Alcune monete ritrovate nel territorio camarinese riportano, infatti, nell’esergo, la raffigurazione di anfore vinarie, tipiche per la bocca stretta e la pancia allungata, che venivano usate sopratutto per il trasporto e la commercializzazione del vino, così come numerose anfore sono state ritrovate nei fondali del mare antistante Kamarina,
Sempre in questo territorio è stato ritrovato un reperto eccezionale costituito da una lamina di piombo arrotolata, che è un vero e proprio atto notarile di vendita di un terreno coltivato a vite, compreso tra i fiumi Ippari ed Irminio, il cui compratore era un donna proprietaria di una rivendita di vini, quindi in quella data (III sec. a.C. ) esisteva già la produzione di vino ed era inoltre oggetto di commercio.
Con l’occupazione romana il vino di questa zona della Sicilia veniva esportato a Roma e nell’Italia centro-meridionale; durante degli scavi a Pompei sono state ritrovate delle anfore vinarie che riportano delle iscrizioni sui luoghi di provenienza del vino: Taormina e Mesopotamio. In epoca romana questa zona ricca e fertile posta tra i due fiumi Ippari e Dirillo, era infatti chiamata “Plaga Mesopotamium” e coincideva con l’attuale zona di produzione dei vini Vittoria.
Camarina rappresentava lo sbocco naturale dei prodotti agricoli , tra cui il vino, prodotti in questa zona, con un percorso che da Catania passava attraverso Lentini, Caltagirone, Acate, Vittoria e Comiso, la cui attività vitivinicola è testimoniata da ritrovamenti di palmenti, fondaci per le soste, fornaci per la costruzione di anfore da vino.
Nel 1606, la nobildonna Vittoria Colonna Henriquez, contessa di Modica, decise di fondare la città di Vittoria, e per incentivarne l’urbanizzazione regalo ai primi 75 coloni un ettaro di terreno a condizione che ne coltivassero un altro a vigneto.
Per tutto il seicento si ebbe un enorme espansione dei vigneti in questa zona grazie ad una politica di incentivazione delle colture intensive pregiate, come appunto la vite, che valorizzavano la naturale fertilità del suolo.
Il vino veniva esportato prima soltanto nelle varie altre città della contea di Modica, successivamente, attraverso il porto di Scoglitti e le navi trapanesi e mazaresi, veniva esportato anche a Malta.
Nel 1777 l’esenzione dal dazio sul mosto fece aumentare ancora di più la superficie a vigneto soprattutto ad opera di piccoli e medi possidenti, enfiteuti e mezzadri.
L’abate Paolo Balsamo nel suoi appunti di viaggio attraverso la Contea di Modica (1808) asserisce che la campagna di Vittoria è ricca di vigneti e si produce vino che considera il migliore tra quelli da pasto di tutta la Sicilia.
Il fiorentino Domenico Sestini trasferitosi a Catania come bibliotecario al servizio del principe di Biscari, dà una importante testimonianza della vitivinicoltura di questa zona della Sicilia; nella lezione che tenne nel 1812 all’Accademia dei Georgofili sui vini del territorio di Vittoria, elogia la qualità di questi vini e ne descrive i vitigni, il sistema di impianto e di coltivazione, la fertilità dei terreni, le modalità di vendemmia e vinificazione.
Nella seconda metà dell’ottocento si ebbe un ulteriore sviluppo economico di questa zona e la città di Vittoria divenne una delle città più floride e produttive della Sicilia.
In questo periodo ci fu un massiccio processo di riconversione colturale; migliaia di ettari, prima coltivati a grano furono riconvertiti in colture più redditizie , tra cui il vigneto.
Tale trasformazione fu spinta dalla crescita della domanda di vino e dal relativo aumento dei prezzi, dal progresso tecnologico delle operazioni colturali che rese più facile e redditizia la coltivazione dei vigneti. Il porto di Scoglitti fu potenziato per fare fronte alle richieste di esportazione dei vini; nel 1860 l’esportazione dei vini di Vittoria toccò i 300 mila ettolitri.
Ma a partire dalla fine del secolo l’epidemia della Fillossera portò alla distruzione di gran parte dei vigneti della Sicilia e, Vittoria, con la sua spinta specializzazione viticola, pagò a caro prezzo la scelta monoculturale; migliaia di piccoli proprietari caddero in rovina.
Agli inizi del XX secolo si diffuse la tecnica dell’innesto su vite americana resistente alla fillossera, ma i piccoli proprietari e mezzadri erano totalmente privi di capitale per procedere ai reimpianti, per cui fu ad opera di grosse famiglie proprietarie terriere che si procedette alla riconversione dei vigneti.
La crisi economica conseguente alla fillossera e la guerra commerciale con la Francia segnarono il declino della produzione dei vini ad alta gradazione ed ad intenso colore , che venivano esportati in Francia come vini da taglio, ed aumentò la produzione dei vini da pasto a più moderato tenore alcolico, profumati e freschi, antesignani degli attuali vini a DOC “Vittoria”.
Nel corso dei secoli dunque la viticoltura ha mantenuto un ruolo di coltura molto importante per il territorio, fino ad arrivare ad oggi. La storia recente è caratterizzata da una evoluzione positiva della denominazione, con l’impianto di nuovi vigneti, la nascita di nuove aziende, la professionalità degli operatori che hanno contribuito ad accrescer il livello qualitativo e la rinomanza della denominazione come testimoniano i riconoscimenti in campo nazionale ed internazionale dei vini prodotti dalle aziende della zona geografica di riferimento.

Vitigni – Grado alcolometrico minimo – Invecchiamento e qualifiche

Base ampelografica
I vini a denominazione di origine controllata «Vittoria» devono essere ottenuti da vigneti che nell’ambito aziendale hanno la seguente composizione varietale:
«Vittoria» Rosso: dal 50% al 70% di Calabrese o Nero d’Avola e dal 30% al 50% di Frappato;
«Vittoria» Calabrese o Nero d’Avola: Calabrese o Nero d’Avola minimo 85%, altri vitigni a bacca nera, non aromatici, idonei alla coltivazione nella Regione Sicilia, massimo 15%;
«Vittoria» Frappato: Frappato minimo 85%, altri vitigni a bacca nera, non aromatici, idonei alla coltivazione nella Regione Sicilia, massimo 15%;
«Vittoria» Ansonica o Inzolia o Insolia: Ansonica o Inzolia o Insolia minimo 85%, altri vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella Regione Sicilia, massimo 15%;
«Vittoria» Novello: Calabrese o Nero d’Avola e/o Frappato minimo 80%, altri vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella Regione Sicilia ed iscritti nel Registro Nazionale delle varietà di vite per uve da vino, riportati nel disciplinare, massimo 20%.

I vini a denominazione di origine controllata «Vittoria» devono rispondere alle seguenti caratteristiche:

«Vittoria» Rosso:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol;
acidita’ totale minima: 5,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 26,0 g/l.

«Vittoria» Calabrese o Nero d’Avola:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol;
acidita’ totale minima: 5,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 26,0 g/l.

«Vittoria» Frappato:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol;
acidita’ totale minima: 5,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 24,0 g/l.

«Vittoria» Ansonica o Inzolia o Insolia:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
acidita’ totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 20,0 g/l.

«Vittoria» Novello:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
acidita’ totale minima: 5,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 20,0 g/l.

Caratteristiche organolettiche

I vini a denominazione di origine controllata «Vittoria» devono rispondere alle seguenti caratteristiche:

«Vittoria» Rosso:
colore: rosso da rubino a ciliegia;
odore: dal floreale al fruttato talvolta con sentore di frutta secca;
sapore: secco, caldo, di corpo, morbido.

«Vittoria» Calabrese o Nero d’Avola:
colore: rosso rubino, talvolta con riflessi violacei;
odore: dal floreale al fruttato, caratteristico;
sapore: secco, caldo, robusto, morbido.

«Vittoria» Frappato:
colore: rosso rubino piu’ o meno intenso;
odore: intenso dal fruttato al floreale;
sapore: asciutto, giustamente tannico, caratteristico.

«Vittoria» Ansonica o Inzolia o Insolia:
colore: giallo paglierino piu’ o meno intenso;
odore: fruttato, delicato;
sapore: secco, caratteristico.

«Vittoria» Novello:
colore: rosso rubino piu’ o meno intenso talvolta con riflessi violacei;
odore: dal floreale al fruttato;
sapore: morbido, vinoso, fragrante.

Abbinamenti e temperatura di servizio

Variano a seconda della tipologia di vino.

Fonte: Agraria.org

Vittoria D.O.C. – per la foto si ringrazia

 

Alcamo – D.O.C.

Zona di produzione e storia

La denominazione di origine controllata <<Alcamo>> e’ riservata ai vini che rispondono alle condizioni e ai requisiti prescritti dal disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:
bianco, anche spumante, bianco classico, vendemmia tardiva, Catarratto, Ansonica o Inzolia, Grillo, Grecanico, Chardonnay, Muller Thurgau, Sauvignon, rosato, anche spumante, rosso, anche riserva e novello, Calabrese o Nero d’Avola, Cabernet sauvignon, Merlot e Syrah.
La specificazione classico e’ riservata al vino bianco che segue le specifiche norme di produzione e non puo’ essere abbinata ad alcuna altra menzione.

La zona di produzione delle uve atte alla preparazione dei vini a denominazione di origine controllata “Alcamo” ricade nelle province di Trapani e Palermo e comprende i terreni vocati alla qualita’ di tutto il territorio del comune di Alcamo ed in parte il territoriodei comuni di Calatafimi, Castellammare del Golfo, Gibellina, Balestrate, Camporeale, Monreale, Partinico, San Cipirello e San Giuseppe Jato.

L’origine del “Bianco di Alcamo” ha una tradizione di pregio: dalla Rassegna Agricoltura Siciliana, anno IV, II edizione 1856, si rileva che il suddetto vino figura nell’elenco dei vini pregiati da pasto ed ancora nel 1887 ottenne il diploma di onore alla Fiera Vini di Venezia. La viticoltura ha occupato sempre un posto di rilevante importanza nell’agricoltura alcamese ed il commercio ha dimostrato notevole interesse per questo vino tanto che è nata l’esigenza di espandere alle contrade dei comuni limitrofi, aventi le stesse caratteristiche pedoclimatiche la zona di produzione.
Tale espansione è stata anche accompagnata da una innovazione della compagine varietale mediante l’introduzione di varietà cosmopolite e altre tipologie di vino.

Vitigni – Grado alcolometrico minimo – Invecchiamento e qualifiche

Base ampelografica
I vini della denominazione di origine <<Alcamo>> devono essere ottenuti dalle uve prodotte dai vigneti aventi, nell’ambito aziendale, la seguente composizione ampelogafica:
Bianco, bianco spumante e vendemmia tardiva:
Catarratti, non meno del 60%;
Ansonica o Inzolia, Grillo, Grecanico, Chardonnay, Muller Thurgau e Sauvignon, da soli o congiuntamente, fino ad un massimo del 40%.
Possono concorrere alla produzione di detti vini, fino ad un massimo del 20%, le uve di uno o piu’ vitigni idonei alla coltivazione nella regione Sicilia, iscritti nel registro nazionale delle varietà di vite per uve da vino approvato, riportati nel disciplinare.
Classico: Catarratto bianco comune e/o catarratto bianco lucido non meno dell’80%.
Possono concorrere alla produzione di detto vino, fino a un massimo del 20%, le uve di uno o piu’ vitigni idonei alla coltivazione nella regione Sicilia, come sopra specificato.
Rosato e rosato spumante:
Tali vini devono essere ottenuti dalla vinificazione in bianco dei eguenti vitigni: Nerello mascalese, Calabrese o Nero d’Avola, Sangiovese, Frappato, Perricone, Cabernet sauvignon, Merlot e Syrah, da soli o congiuntamente.
Rosso, rosso novello e rosso riserva: Calabrese o Nero d’Avola, non meno del 60%;
Frappato, Sangiovese, Perricone, Cabernet Sauvignon, Merlot o Syrah, da soli o congiuntamente, fino ad un massimo del 40%.
Possono concorrere alla produzione di detti vini, fino ad un massimo del 10%, le uve di uno o piu’ vitigni idonei alla coltivazione nella regione Sicilia, come sopra specificato.
Catarratto, Ansonica o Inzolia, Grillo, Grecanico, Chardonnay, Muller Thurgau, Sauvignon, Calabrese o Nero d’Avola, Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah: le uve dei rispettivi vitigni per non meno dell’85%.
Possono concorrere alla produzione di detti vini, fino ad un massimo del 15%, le uve di uno o piu’ vitigni idonei alla coltivazione nella regione Sicilia, come sopra specificato.

I vini a denominazione di origine <<Alcamo>> devono rispondere, all’atto dell’immissione al consumo alle seguenti caratteristiche:

“Alcamo” Bianco:
– -titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
– -acidita’ totale minima: 4,5 grammi/litro;
– -estratto non riduttore minimo: 15,0 grammi/litro.

“Alcamo” Classico:
– – titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
– – acidita’ totale minima: 4,5 grammi/litro;
– – estratto non riduttore minimo: 15,0 grammi/litro.

“Alcamo” Bianco spumante:
– – titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
– – acidita’ totale minima: 5,0 grammi/litro;
– – estratto non riduttore minimo: 16,0 grammi/litro.

“Alcamo” Vendemmia tardiva:
– – titolo alcolometrico volumico totale minimo: 14,00% vol di cui almeno l’11,00% vol svolto;
– – acidita’ totale minima: 4,0 grammi/litro;
– – estratto non riduttore minimo: 20,0 grammi/litro.

“Alcamo” Catarratto:
– – titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
– – acidita’ totale minima: 4,5 grammi/litro;
– – estratto non riduttore totale minimo: 16,0 grammi/litro.

“Alcamo” Ansonica o Inzolia:
– – titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
– – acidita’ totale minima: 4,5 grammi/litro;
– – estratto non riduttore totale minimo: 15,0 grammi/litro.

“Alcamo” Grillo:
– -titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
– – acidita’ totale minima: 4,5 grammi/litro;
– – estratto non riduttore totale minimo: 15,0 grammi/litro.

“Alcamo” Grecanico:
– – titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
– – acidita’ totale minima: 4,5 grammi/litro;
– – estratto non riduttore minimo: 15,0 grammi litro.

“Alcamo” Chardonnay:
– – titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
– – acidita’ totale minima: 4,5 grammi/litro;
– – estratto non riduttore minimo: 15,0 grammi/litro.

“Alcamo” Muller Thurgau:
– – titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
– – acidita’ totale minima: 4,5 grammi/litro;
– – estratto non riduttore minimo: 15,0 grammi/litro.

“Alcamo” Sauvignon:
– – titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
– – acidita’ totale minima: 4,5 grammi/litro;
– – estratto non riduttore minimo: 15,0 grammi/litro.

“Alcamo” Rosato:
– – titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
– – acidita’ totale minima: 4,5 grammi/litro;
– – estratto non riduttore minimo: 16,0 grammi/litro.

“Alcamo” Rosato spumante:
– – titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
– – acidita’ totale minima: 4,5 grammi/litro;
– – estratto non riduttore minimo: 16,0 grammi/litro.

“Alcamo” Rosso:
– – titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
– – acidita’ totale minima: 4,5 grammi/litro;
– – estratto non riduttore minimo: 19,0 grammi/litro.

“Alcamo” Novello:
– – titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
– – acidita’ totale minima: 4,5 grammi/litro;
– – estratto non riduttore minimo: 17,0 grammi/litro.

“Alcamo” Riserva:
– – titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol;
– – acidita’ totale minima: 4,5 grammi/litro;
– – estratto non riduttore minimo: 22,0 grammi/litro.

“Alcamo” Calabrese o Nero d’Avola:
– – titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
– – acidita’ totale minima: 4,5 grammi/litro;
– – estratto non riduttore minimo: 19,0 grammi/litro.

“Alcamo” Cabernet sauvignon:
– – titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
– – acidita’ totale minima: 4,5 grammi/litro;
– – estratto non riduttore minimo: 19,0 grammi/litro.

“Alcamo” Merlot:
– – titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
– – acidita’ totale minima: 4,5 grammi/litro;
– – estratto non riduttore minimo: 19,0 grammi/litro.

“Alcamo” Syrah:
– – titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
– – acidita’ totale minima: 4,5 grammi/litro;
– – estratto non riduttore minimo: 19,0 grammi/litro.

E’ facolta’ del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali modificare i limiti dell’acidita’ totale e dell’estratto non riduttore con proprio decreto.
In relazione all’eventuale ammessa conservazione in recipienti di legno, il sapore dei vini puo’ rivelare lieve sentore di legno.

Caratteristiche organolettiche

I vini a denominazione di origine <<Alcamo>> devono rispondere, all’atto dell’immissione al consumo alle seguenti caratteristiche:

“Alcamo” Bianco:
– colore: paglierino piu’ o meno carico, talvolta con riflessi verdolini;
– -odore: vinoso, intenso, fruttato, armonico;
– -sapore: asciutto, fresco, equilibrato.

“Alcamo” Classico:
– colore: paglierino piu’ o meno carico;
– – odore: fragrante, fruttato, con sentori vegetali;
– – sapore: gradevole, con retrogusto amarognolo, strutturato.

“Alcamo” Bianco spumante:
– – spuma: fine, persistente;
– – colore: paglierino piu’ o meno carico, talvolta con riflessi verdolini;
– – odore: intenso, fruttato, armonico;
– – sapore: da semisecco a molto secco, fresco, equilibrato.

“Alcamo” Vendemmia tardiva:
– – colore: dal giallo paglierino al giallo dorato;
– – odore: caratteristico, delicato, persistente;
– – sapore: dal dolce al secco, tipico, armonico.

“Alcamo” Catarratto:
– – colore: paglierino piu’ o meno carico, con riflessi verdolini;
– – odore: fragrante, fruttato, con lievi sentori vegetali;
– – sapore: gradevole, con retrogusto leggermente amarognolo, strutturato.

“Alcamo” Ansonica o Inzolia:
– – colore: paglierino piu’ o meno carico;
– – odore: intenso, fruttato;
– – sapore: morbido, equilibrato.

“Alcamo” Grillo:
– – colore: paglierino piu’ o meno carico;
– – odore: tipico, con sentori fruttati, con note vegetali;
– – sapore: asciutto, fresco, equilibrato.

“Alcamo” Grecanico:
– – colore: paglierino piu’ o meno carico;
– – odore: delicato, fruttato, gradevole;
– – sapore: secco, tipico, fresco.

“Alcamo” Chardonnay:
– – colore: paglierino piu’ o meno intenso;
– – odore: intenso, fruttato, tipico;
– – sapore: asciutto, pieno, armonico.

“Alcamo” Muller Thurgau:
– – colore: paglierino piu’ o meno carico;
– – odore: intenso, caratteristico, con sentori erbacei;
– – sapore: sapido, equilibrato, tipico.

“Alcamo” Sauvignon:
– – colore: paglierino piu’ o meno intenso;
– – odore: delicato, caratteristico;
– – sapore: tipico, secco, aromatico.

“Alcamo” Rosato:
– – colore: rosa piu’ o meno intenso;
– – odore: fine, fruttato;
– – sapore: fresco, armonico.

“Alcamo” Rosato spumante:
– – spuma: fine, persistente;
– – colore: rosa piu’ o meno carico;
– – odore: fine, fruttato;
– – sapore: dal semisecco al molto secco, fresco, armonico.

“Alcamo” Rosso:
– – colore: rubino piu’ o meno intenso;
– – odore: speziato, fruttato, caratteristico;
– – sapore: asciutto, armonico, pieno.

“Alcamo” Novello:
– – colore: rubino piu’ o meno carico, con riflessi violacei;
– – odore: fruttato, tipico, intenso;
– – sapore: armonico, equilibrato.

“Alcamo” Riserva:
– – colore: rubino tendente al granato;
– – odore: caratteristico, vinoso, intenso;
– – sapore: armonico, pieno, equilibrato.

“Alcamo” Calabrese o Nero d’Avola:
– – colore: rubino piu’ o meno acceso;
– – odore: intenso, fruttato, speziato;
– – sapore: pieno, armonico.

“Alcamo” Cabernet sauvignon:
– – colore: rubino intenso;
– – odore: caratteristico, gradevole, intenso;
– – sapore: asciutto, rotondo, armonico.

“Alcamo” Merlot:
– – colore: rubino piu’ o meno carico;
– – odore: fruttato, caratteristico;
– – sapore: secco, armonico, tipico.

“Alcamo” Syrah:
– – colore: rubino piu’ o meno acceso;
– – odore: caratteristico, con note speziate;
– – sapore: intenso, pieno, armonico.

In relazione all’eventuale ammessa conservazione in recipienti di legno, il sapore dei vini puo’ rivelare lieve sentore di legno.

Abbinamenti e temperatura di servizio

Variano a seconda della tipologia di vino.

Fonte: Agraria.org

Alacamo D.O.C. - per la foto si ringrazia

Alacamo D.O.C. – per la foto si ringrazia

Cerasuolo di Vittoria – D.O.C.G.

Zona di produzione e storia

Zona di produzione: comprende parecchi comuni, cinque in provincia di Ragusa, due in provincia di Caltanissetta e due in provincia di Catania. Le tipologie prodotte sono il Cerasuolo di Vittoria e il Cerasuolo di Vittoria Classico. Ci troviamo nella zona sud della Sicilia, zona ricca di storia enologica con i greci e i romani, ha avuto invece un periodo di crisi durante la dominazione musulmana.
Il Cerasuolo di Vittoria della tipologia attuale nasce nel 1606, quando fu fondata la città di Vittoria: la sua fondatrice Vittoria Colonna Henriquez, infatti regalò in quell’anno ai primi 75 coloni, un ettaro di terreno a condizione che ne coltivassero un altro a vigneto.
La vitivinicoltura si è sviluppata notevolmente nel corso dei secoli tanto che l’abate Paolo Balsamo, nel 1808 scriverà:
“La campagna di Vittoria è di diecimila salme circa (230.000 Ha); è nella massima parte sabbiosa, calcarea; produce proporzionalmente poco di frumenti, orzi e legumi, molto olio, canape, carrube; e soprattutto vino il quale ha molto credito e si deve, a parer mio, riguardare come il migliore di quelli da pasto di tutta l’Isola….. non è composta quasi di altre viti che di grossonero, di calabrese (nero d’Avola) ed incomparabilmente più da frappato…”.
Decreto 13 settembre 2005; il disciplinare di produzione è stato pubblicato sulla Cazzetta Ufficiale n. 224/05.

Vitigni – Grado alcolometrico minimo – Invecchiamento e qualifiche

Proporzione ampelografica: dal 50% al 70% di Nero d’Avola e dal 30% al 50% di Frappato.
“Cerasuolo di Vittoria”:
– titolo alcolometrico volumico totale minimo 13% vol;
“Cerasuolo di Vittoria Classico”:
– titolo alcolometrico volumico totale minimo: 13 % vol;
Il vino a denominazione di origine controllata e garantita “Cerasuolo di Vittoria” deve essere immesso al consumo solo dopo un periodo di affinamento in bottiglia di almeno 3 mesi e comunque non prima del 1° giugno dell’anno successivo alla vendemmia. Per il vino a denominazione di origine controllata “Cerasuolo di Vittoria Classico”, il periodo di affinamento in bottiglia non potrà essere inferiore ad 8 mesi e l’immissione al consumo non potrà avvenire prima del 31 marzo del secondo anno successivo alla vendemmia.

Caratteristiche organolettiche

“Cerasuolo di Vittoria”:
– colore: da rosso ciliegia a violaceo;
– odore: da floreale a fruttato;
– sapore: secco, pieno, morbido, armonico.
“Cerasuolo di Vittoria Classico”:
– colore: rosso ciliegia tendente al granato;
– odore: di ciliegia, che nei vini invecchiati può tendere anche a note sensoriali di prugna secca, cioccolato, cuoio, tabacco;
– sapore: secco, pieno, morbido, armonico.

Abbinamenti e temperatura di servizio

Si abbina in modo eccellente con arrosti di carni bianche e rosse, brasati di manzo, selvaggina minuta allo spiedo e formaggi piccanti stagionati.

Fonte: Agraria.org

Per saperne di più:

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