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Archive for the ‘Io&lei’ Category

Rigatoni integrali con gallinnacci e pomodori cherry Pachino

I rigatoni integrali con gallinacci e pomodorini sono un primo leggero e gustoso, una pietanza semplice e rapida da preparare, un piatto per tutte le occasioni.

La ricetta è davvero elementare, gli ingredienti sono pochi, genuini e facilmente reperibili.

I finferli (o gallinacci) sono piccoli funghi, molto comuni in tutto l’arco alpino, dal colore giallo/arancione decisamente profumati e gustosi che, in questo caso, contribuiranno a rendere unico il vostro condimento.

Ora non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti (dosi per 4 persone):

  • 400 gr. di rigatoni integrali
  • 20/25 pomodori cherry Pachino
  • 4 cucchiai di passata rustica di pomodoro
  • 300 gr. di funghi finferli già puliti
  • 1 scalogno
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • Sale q.b.

Per prima cosa pulite i finferli, privateli della terra e delle eventuali impurità usando un pennello da cucina con le setole e della carta assorbente. Se i funghi dovessero essere eccessivamente sporchi, sciacquateli velocemente premurandovi di asciugarli con cura subito dopo.

In una padella capiente, versate un filo d’olio extravergine d’oliva, accendete il fuoco quindi unite lo scalogno tritato finemente. Soffriggete per un paio di minuti per poi aggiungete i pomodorini Pachino precedentemente lavati e smezzati.

Salate leggermente quindi procedente in cottura a fiamma media, quando i pomodorini inizieranno ad appassire, aggiungete i funghi (quelli più piccoli interi, gli altri tagliati a pezzi piuttosto grandi) e la passata rustica di pomodoro.

Terminate la cottura per un’altra decina di minuti a fuoco basso, mescolando di tanto in tanto. Se la salsa dovesse rapprendersi eccessivamente, diluite con qualche cucchiaio di brodo vegetale.

Nel frattempo lessate i rigatoni in abbondante acqua salata, quando avranno raggiunto la cottura al dente secondo le tempistiche indicate sulla confezione, scolate la pasta direttamente nel tegame con il condimento.

Fate poi saltare il tutto per qualche istante, appena il tempo necessario agli ingredienti di mescolarsi alla perfezione.

Impiattate e servite in tavola i rigatoni, ancora fumanti, ai vostri ospiti.

Frugale delizia.

Rigatoni con gallinacci e pomodorini cherry Pachino

Sformato di riso e zucchine

Lo sformato di riso e zucchine è un piatto unico saporito e sostanzioso che può essere consumato sia caldo che freddo. Caratteristica questa che lo rende ideale durante tutti i periodi dell’anno. In inverno, gustato fumante, in un pasto tonificante durante le giornate fredde mentre in estate risulta perfetto, magari mangiato freddo, come pranzo veloce oppure, perché no, per un pic-nic all’aria aperta.

Gli ingredienti sono poveri ma sostanziosi, facilmente reperibili. La preparazione è abbastanza rapida e comunque semplice.

Ora non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti (dosi per 4 persone):

  • 320 gr. di riso
  • 2 zucchine medie
  • 1 cipolla
  • 200 gr di provolone piccante
  • 1 mozzarella di bufala da 125 gr.
  • 80 gr. di formaggio grattugiato (Parmigiano, Grana, Pecorino)
  • Brodo vegetale q.b.
  • Pangrattato q.b.
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.

Iniziate la ricetta pulendo e lavando con cura le zucchine che poi, una volta asciugate, provvederete a grattugiare. Terminata l’operazione, trasferite il tutto in uno scolapasta, salate e lasciatele scolare la verdura per una mezz’ora circa, tempo necessario per eliminare l’acqua di vegetazione in eccesso.

Procuratevi ora una padella dove verserete un filo di olio extravergine d’oliva per poi unire la cipolla precedentemente pulita e tritata finemente. Accendete il fuoco e soffriggete per un paio di minuti, quindi aggiungete le zucchine grattugiate. Salate e pepate secondo i vostri gusti dunque fate insaporire per 6/7 minuti a fiamma media, mescolando di tanto in tanto.

A questo punto unite il riso, fatelo tostare poi iniziate la cottura vera e propria bagnando di tanto in tanto con del brodo vegetale caldo.

Quando avrete raggiunto una cottura al dente, spegnete il fuoco e mantecate con il formaggio grattugiato.

Nel frattempo ungete una pirofila da forno con del burro dove poi andrete a trasferire il riso formando un primo strato, ricoprite dunque con la provola tagliata a fettine sottili infine concludete ricoprendo con il restante riso.

Guarnite in superficie con la mozzarella tagliata a cubetti. Spolverizzate con un po’ di pangrattato quindi terminate il piatto condendo con un filo d’olio extravergine d’oliva.

Infornate in modalità statica, preriscaldata, per circa 20 minuti a cui aggiungerete, se gradite, ulteriori 5 minuti in modalità grill per ultimare la crosticina dorata in superficie.

Trascorso il tempo, sfornate, lasciate intiepidire per qualche istante quindi impiattate e servite in tavola ai vostri ospiti.

Stuzzicante prelibatezza.

Sformato di riso e zucchine

Sformato di riso e zucchine

Troccoli – P.A.T.

I troccolisono un particolare formato di pasta, realizzato con un antico strumento da cucina: il troccolaturo. Questo prodotto tipico pugliese prende il nome proprio da questo strumento. Conosciamolo meglio con un identikit.

ORIGINI
I troccoli sono un formato di pasta molto antico e devono il loro nome allo strumento speciale utilizzato per tagliarli: il troccolaturo. È una sorta di mattarello munito di lame circolari impiegato per lavorare la pasta fatta in casa. L’esistenza di questo strumento sarebbe stata già documentata dalle celebri tavole di Bartolomeo Scappi con il termine ferro da maccaroni. Inizialmente era di ferro, pesante da utilizzare, ma più preciso nel taglio dell’impasto. Successivamente si è trasformato nell’oggetto di legno conosciuto oggi, meno tagliente, ma certamente più economico. I primi mattarelli venivano realizzati con un legno molto dure per facilitare il taglio. Oggi, invece, il legno utilizzato è più neutro e tenero, come quello di faggio per esempio. In Puglia questo strumento si chiama “torcolo” o “troccolo” dal latino “torculum”.

PRODUZIONE

La produzione dei troccoli avviene principalmente in Puglia, in provincia di Foggia, ma anche in Lazio, Abruzzo e Basilicata. Si preparano setacciando la farina, impastandola con l’acqua ed eventualmente anche con gli albumi delle uova. Il composto si lavora fino a quando l’impasto non risulta liscio e sodo, poi si lascia riposare. Successivamente se ne stacca un pezzo, si riduce a un cilindro lungo 13-15 cm e lo si schiaccia con il palmo della mano. Infine si procede passando l’apposito mattarello di legno.

CARATTERISTICHE
I troccoli pugliesi sono dei tagliolini di pasta fresca rustici e spessi. Il loro impasto è a base di semola di grano duro, farina di grano di tipo 00, acqua e qualche volta anche albumi d’uovo.

UTILIZZO IN CUCINA
Ai troccoli si possono abbinare dei sughi robusti a base di carne, ma sono molto buoni anche con quelli a base di pesce. Dalla ricetta dei troccoli al pesto di rucola con capperi e grana padano a quella che li condisce con fiori di zucca e pistilli di zafferano, questa pasta sta benissimo con tutto ed è semplice e veloce da cucinare.

IL PIATTO

Un condimento tipico pugliese per i troccoli è il ragù del macellaio. Questo sugo è così chiamato, perché un tempo era proprio il macellaio a disporne e si prepara con avanzi e alcune varietà di carne tra cui non devono mancare l’agnello e il maiale.

Fonte: saporie.com

Troccoli P.A.T. – per la foto si ringrazia

Zucca mantovana – P.A.T.

DESCRIZIONE

La zucca è uno dei prodotti tipici del territorio mantovano e tra i principali ingredienti della cucina tipica locale. Dalla polpa compatta e il sapore dolce, questo ortaggio è stato riconosciuto come prodotto agroalimentare tradizionale (Pat). Il legame della zucca con il territorio mantovano, considerato tra le aree di maggiore produzione di cucurbitacee in Italia, ha una storia antica testimoniata dalla lunga tradizione gastronomica che comprende anche la famosa ricetta dei tortelli di zucca, qui serviti sin dal lontano XVI secolo.

Dopo la semina tra aprile e maggio, la Zucca mantovana Pat viene raccolta tra settembre e ottobre. La zucca più tipica è quella nota come “Cappello del prete”, appartenente alla specie Cucurbita maxima di origine nordamericana, è così chiamata per la sua forma somigliante appunto a un cappello, ma nel Mantovano oggi sono tante le varietà di zucca coltivate, come l’Americana (Cucurbita pepo), la Butternut rugosa e non, la Marina di Chioggia o la Berrettina Piacentina.

STORIA

Datare con precisione la diffusione della zucca nel territorio mantovano è difficile, i ricettari della corte dei Gonzaga testimoniano la sua presenza in cucina a partire dal 1584. In origine la coltivazione della zucca era connessa all’alimentazione degli animali e, solo in un secondo momento e, a causa di periodi di carestie, la cucurbitacea riuscì a conquistare la tavola per il suo basso costo. Le massaie seppero poi apprezzarne le caratteristiche e la grande versatilità in cucina in un gran numero di ricette dai primi piatti al pane, dagli sformati ai dolci. Pian piano la Zucca mantovana Pat, e in modo particolare la più diffusa “Cappello del prete”, divenne sempre più importante. Dopo la seconda guerra mondiale la diffusione della zucca “Cappello del prete” subì un significativo decremento a favore di altre varietà.

TUTELA

Il forte legame del prodotto con il territorio mantovano e la volontà degli agricoltori di valorizzare la produzione locale ha permesso di far ottenere alla Zucca mantovana il riconoscimento di Prodotto agroalimentare tradizionale (Pat). La zucca “Cappello del Prete” è stata inserita dalla Regione Lombardia nel progetto “Produzione di potenziali varietà da conservazione ortive e agrarie lombarde registrate 2013-2014” finanziato dalla regione stessa.

CARATTERISTICHE

La Zucca mantovana Pat ha una polpa dura e dolce. La varietà “Cappello del Prete”, con un peso che varia da un chilo ai cinque, ha una caratteristica forma a turbante con la falda superiore più sviluppata di quella inferiore. La buccia è di colore grigio-verde con una superficie più o meno costoluta, mentre la polpa di colore arancione intenso ha una consistenza poco fibrosa e un sapore dolce, caratteristiche che la rendono perfetta per la preparazione dei piatti della tradizione mantovana come tortelli, risotti o gnocchi.

La zucca è un alimento ipocalorico, ricco di potassio, magnesio e vitamine. Ricca d’acqua (94%) è particolarmente adatta a mantenere l’idratazione e il corretto equilibrio idrico. Anche i semi sono commestibili, hanno proprietà vermifughe e aiutano a combattere le affezioni della prostata e l’incontinenza notturna dei bambini se usati sottoforma di tisana.

UTILIZZO

La Zucca mantovana Pat è un ingrediente prezioso in cucina e può essere protagonista dall’antipasto al dolce. Cotta al vapore, alla brace, al forno e anche fritta è sempre deliziosa anche senza condimenti. Per preparare i tradizionali tortelli di zucca mantovani la varietà più indicata è la “Cappello del prete”, utilizzata anche per preparare ottimi risotti e gnocchi. Della zucca non si butta via niente, neppure la buccia che può essere cotta e frullata per ottenere una gustosa crema che, ad esempio, può essere un ingrediente per la preparazione di stuzzichini.

Fonte: territori.coop.it

Zucca mantovava P.A.T. – per la foto si ringrazia

 

 

Eccoci….

Io (ovvero Daniele ma per tutti Dan) sono nato nel lontano ’77 del secolo scorso a Cuneo, vissuto praticamente sempre a Boves, super appassionato di sport in generale di calcio in particolare, curioso in geografia ed ultimamente col il vezzo della cucina sia attiva che passiva…per ora sono ancora più lungo che largo ma prometto di peggiorare.

Lei (ovvero Simona ma per tutti Simo) ha ormai superato i trenta ma non circoscriviamo il tutto con una data di nascita che rende sempre nervosa qualsiasi donna. Cuneo ha udito i suoi primi vagiti ma Borgo S. Dalmazzo l’ha vista crescere. Sempre in piena forma (sarà merito delle lezioni di Zumba? Mah…) nonostante un po’ di “junk food” ingurgitato con gusto di tanto in tanto.

Dal 31 agosto 2013…io&lei siamo diventati noi…finchè morte non ci separi.

 

Dan&Simo

Dan&Simo

 

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