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Archive for the ‘Buono a sapersi….’ Category

Come pulire le seppie….

Le seppie sono dei molluschi molto usati ed apprezzati nella cucina mediterranea, proprio per questo abbiamo pensato di facilitarvi alcuni suggerimenti che vi possano aiutare nella pulitura del prodotto.

Se il pescivendolo è di buon umore e si propone di effettuare lui l’operazione, non schermitevi e lasciatelo fare, vi toglierà parecchi grattacapi, in caso contrario, ecco come procedere.

Vi consigliamo innanzitutto di posizionarvi sul lavabo della cucina con dello spazio a disposizione, indossate dei guanti in lattice onde evitare di macchiarvi le mani con l’inchiostro della seppia.

Sciacquate ora per bene il mollusco sotto abbondante acqua fredda

Procuratevi poi un coltello ben affilato con cui inciderete il mantello e lo separerete dall’osso che verrà quindi estratto ed eliminato.

Allargate ora la membrana incisa ed andate alla ricerca della sacca con l’inchiostro, una volta individuata, estraetela con estrema cura, evitando di schiacciarla e mettetela da parte in un contenitore facendo in modo che rimanga sempre e comunque umida.

Dopo aver separato la testa dal mantello, aprite più possibile la seppia ed andate ad eliminare le appendici interne del mollusco.

Rivoltate quindi il mantello verso l’esterno, incedetelo con delicatezza ed eliminatene la pelle esterna.

Ora potete dedicarvi alla pulitura della testa dalla quale andrete ad estrarre le interiora. Dal centro dei tentacoli asportate il “dente” aiutandovi sempre con il coltello affilato.

Passate poi ad estrarre gli occhi incidendo tutt’intorno a questi ultimi con il coltello.

A questo punto avete terminato il procedimento di pulitura non prima di aver sciacquato il mollusco in maniera perfetta sotto abbondante getto di acqua fredda.

Le seppie sono ora pronte per essere cucinate.

Seppie fesche

Come pulire gli scampi….

Lo scampo fa parte dei crostacei pregiati, è una sorta di via di mezzo tra gamberoni ed astici. Perfetti sia per piatti di pasta che per zuppe di pesce. Sono presenti sia nei piatti della tradizione “povera” che in quella più raffinata e ricercata.

Ideali anche per coloro che devono seguire un regime ipocalorico nonostante l’elevato contenuto di colesterolo. Molto ricchi di omega3 ed omega6 oltre che di calcio, proteine e fosforo.

Quando li acquistate, controllatene la freschezza constatandone un delicato “profumo di mare” (diffidate se odorano di ammoniaca) ed un piacevole color rosa salmone omogeneo su tutto il carapace oltre a presentare occhi neri vivaci, lucidi e le zampe integre.

Tenete conto che lo scampo è un crostaceo che può essere sgusciato (pulito) sia prima che dopo la cottura, in base ai gusti ed alle preparazioni.

Il processo di pulitura non è particolarmente complicato. Dello scampo si mangia la coda ma tenete ben presente che la testa è preziosa per cucinare succulenti brodetti di pesce dunque, non gettatela.

Iniziate appunto separando la coda con la testa, operazione semplice da compiere praticando una delicata ma decisa torsione.

A questo punto sistemate lo scampo con il guscio verso il basso quindi, utilizzano un paio di forbici da cucina, praticate un’incisione verticale lungo tutta la cartilagine bianca che separa le due file di zampe.

Fate attenzione a non rovinare la polpa.

A questo punto estraete con delicatezza la polpa. Con l’aiuto di uno stuzzicadenti, eliminate con cura il filetto nero (intestino) ancora presente onde evitare che, sfaldandosi, possa donare un sapore amaro al crostaceo.

Ora il vostro scampo è pronto per essere il protagonista assoluto dei vostri piatti.

Scampi freschi

Come pulire i calamari….

I calamari sono dei molluschi molto comuni nel Mediterraneo, di conseguenza sono decisamente apprezzati ed impiegati nella nostra tradizione culinaria.

Fritti, ripieni, in umido, come condimento per pasta o lasagne, sono comunque una prelibatezza ed una delizia per il palato.

Quando li acquistate, ricordate di individuarne la freschezza tramite il colore vivace della pelle esterna.

Se ve li fate pulire dal pescivendolo, vi portate avanti con il lavoro, in caso contrario vi favoriamo alcuni consigli sulla procedura da seguire.

Tenendo presente che del calamaro si mangia praticamente tutto, tranne la pinna centrale e le viscere, iniziate con lo sciacquare il cefalopode sotto abbondante acqua fredda, separate poi la testa dal mantello.

Eviscerate il mollusco (se necessitate del “nero” trattenete la sacca per poi estrarne il liquido che potrete riporre a parte in un contenitore). Gettate le interiora quindi sciacquate il mantello sotto l’acqua fredda.

Incidete ora con un coltello affilato la pelle ed eliminatela unitamente alla pinna centrale cartilaginea.

Occupatevi ora della testa . Fate uscire il dente centrale con una pressione nella parte centrale dei tentacoli, a questo punto intervenite con un coltello per eliminarlo.

Se sono di dimensioni consistenti, pelate i tentacoli.

Risciacquate il tutto con cura.

A questo punto il vostro calamaro è pronto per essere cucinato nella maniera che meglio gradite.

Calamari

Come pulire le vongole

Dopo aver acquistato le vongole, per prima cosa eliminate quelle rotte e quelle chiuse.

Procuratevi poi uno scolapasta e passate quelle idonee al consumo più volte sotto un getto di acqua fredda. Terminata l’operazione, rimuovete eventuali incrostazione ancora rimaste sui gusci dei molluschi con un raschietto o una paglietta da cucina.

A questo punto, per una completa ed ulteriore assoluta pulitura, prendete una ciotola di acqua fredda, aggiungete del sale grosso quindi immergetevi i bivalvi.

Lasciate il tutto in ammollo per almeno un paio di ore. Di tanto in tanto controllate se vi è stato del rilascio di sabbia, in tal caso scuotete un poco il contenitore e sostituite l’acqua. Ripetete il procedimento fin quando non incontrerete più residui sabbiosi nel liquido.

A questo punto le vongole saranno pronte per essere cucinate.

Vongole

 

Come pulire le cozze

Procur

Procuratevi una bacinella molto capiente, quindi riponetevi le cozze ed iniziate la procedura sciacquando più volte i molluschi sotto abbondante gettito di acqua fredda.

Con una spugnetta metallica, oppure con il dorso della lama di un coltello, iniziate a rimuovere le incrostazioni che si possono venire a creare sul guscio esterno.

Con un movimento energico, eliminate il bisso, ovvero la barbetta che fuoriesce dalla valva.

Terminata l’operazione, con una spazzola, sciacquate ulteriormente, sempre sotto l’acqua corrente, i gusci fino ad eliminarne ogni eventuale impurità rimasta.

Ora passiamo alla pulitura vera e propria dei bivalve che può avvenire sia “a freddo” che “a caldo”. Per il procedimento a freddo o a crudo che dir si voglia, prendete il guscio facendo in modo che questo si divarichi, quindi con la punta del coltello rivolta verso il basso recidete il muscolo della cozza roteando tutt’attorno al mollusco. Terminata l’operazione avrete staccato la cozza dalla valva senza rovinarla minimamente.

La pulitura “a caldo” è ancora più semplice sfruttando il vapore. Ponete le cozze in una pentola capiente, copritele con un coperchio ed accendete il fuoco  con fiamma viva.

Trascorsi alcuni minuti, i molluschi inizieranno ad aprirsi spontaneamente, a questo punto controllate le cozze una ad una, quelle che saranno rimaste chiuse, andranno buttate mentre le altre saranno pronte per essere cucinate nella maniera che meglio preferite.

Cozze

Come pulire i broccoli

Belli come un mazzo di fiori, verdi come uno splendente smeraldo, leggeri, buonissimi e ricchissimi di nutrienti, i broccoli sono una delle verdure più amate e apprezzate della stagione invernale.
Come i cavolfiori, il cavolo cappuccio e i cavoletti di Bruxelles, i broccoli fanno parte della famiglia degli ortaggi da fiore e come tali rappresentano una fonte naturale di vitamina C (un importante rimedio per i malanni di stagione), beta carotene (iniziamo a prepararci per la tintarella estiva?), minerali e polifenoli. I broccoli sono quindi degli eccellenti anti-tumorali oltre al fatto che contengono molta fibra e che quindi sono utili contro la stitichezza e infiammazioni dell’appendice. Solo 100 grammi di broccoli, infatti, soddisfano più della metà della quantità giornaliera raccomandata di vitamina C!
Non solo sono belli e fanno bene, ma sono anche molto buoni! Tutte le parti del broccolo sono edibili: il fiore diviso in cimette, il gambo e persino le foglie possono diventare degli ingredienti speciali per delle ricette sfiziose.

Come si puliscono i broccoli

Pulire i broccoli non è difficile, basta munirsi degli attrezzi giusti: un coltello affilato, un pelapatate e delle forbici da cucina.
Una volta lavati sotto acqua corrente, tenete i broccoli sopra a un piatto fondo o su un tagliere e, con le forbici, tagliate tutte le cimette mantenendo i gambi. Staccate le foglie, tagliate via la parte inferiore e conservatele. Con il pelapatate eliminate la parte più esterna e più dura dei gambi e tagliateli poi a metà per il lungo.

Fonte: www.unadonna.it

 

Broccoli – per la foto si ringrazia

Come pulire gli spinaci….

L’operazione è molto semplice ma va effettuata con cura ed attenzione.

Se gli spinaci sono piccoli e teneri, basterà semplicemente eliminarne le piccole radici (con eventuali tracce di terriccio) presenti nell’estremità inferiore della foglie quindi lavarli ripetutamente sotto copioso getto di acqua fredda corrente.

Se invece gli spinaci dovessero essere già più grandi, è preferibile se non necessario privarli della nervatura centrale della foglia.

In questo caso vi consigliamo di prendere la foglia stessa, piegarla in due lungo la parte rigida centrale quindi con una mano tenete l’estremità del gambo e con l’altra staccate la foglia verde dalla nervatura che poi andrete a gettare.

Terminata l’operazione è importante lavare accuratamente la parte verte che poi andrete ad utilizzare.

Spinaci puliti - per la foto si ringrazia

Spinaci puliti – per la foto si ringrazia

Uovo, chi sei e da dove vieni?

Per garantire la sicurezza del consumatore e in ottemperanza alla normativa europea, è obbligatorio etichettare le uova e rendere tracciabile la filiera di origine, mediante la stampa di un codice identificativo stampato sulla confezione e sull’uovo stesso.
Oltre al codice alfanumerico identificativo della filiera stampato sull’uovo, l’imballaggio delle uova deve recare, oltre alle indicazioni sulla filiera e il tipo di allevamento, la data di consumo preferibile (questa data o la data di deposizione possono essere stampate anche sul guscio), il peso, le modalità di conservazione e la ragione sociale dell’azienda produttrice. Di seguito una guida rapida per sapere tutto sulle uova che abbiamo in casa.

Uova - per la foto si ringrazia

Uova – per la foto si ringrazia

Codice alfanumerico identificativo della filiera:

A) tipologia di allevamento:

0 allevamento biologico

1 allevamento all’aperto

2 allevamento a terra

3 allevamento in gabbia

B) Codice Paese: ad esempio IT (Italia)

C) Codice Istat del Comune di allevamento

D) Sigla della Provincia

E) Numero identificativo dell’allevamento assegnato dalle ASL

Categorie

Categoria A extra: uova freschissime, possono essere consumate non oltre il 9° giorno dalla deposizione

Categoria A: uova fresche per consumo alimentare

Le uova di categoria A possono essere classificate a seconda del peso:

• XL – Grandissime: ≥73 g

• L – Grandi: > 63 g e < 73 g

• M – Medie: ≥53 g e < 63 g

• S – Piccole: < 52 g

Categoria B: uova destinate all’industria alimentare.

Fonte: Andrea Lupo da “Il giornale del Cibo”

Codice uova - per la foto si ringrazia

Codice uova – per la foto si ringrazia

 

Come pulire le melanzane….

La melanzana è un ortaggio che fonda le sue origini in Asia, tra l’India e la Cina.

Usatissima nella cucina italiana, soprattutto in quella del sud Italia dove è ingrediente principe e fondamentale in alcune ricette della tradizione come la “parmigiana”, la pasta “alla norma”, le polpette e via dicendo.

Ne esistono di molteplici varietà, forme e colori. Ne ricordiamo di tonde, di lunghe, di oblunghe. Di viola intenso, di striate, di bianche-striate, di gialle.

Riguardo al sapore, possiamo notare che quelle lunghe (indicate per essere grigliate, oppure come ingrediente nelle polpette) hanno un gusto più deciso e pungente, mentre quelle rotonde (ideali per friggere) sono più delicate.

Ora passiamo alla pratica vera e propria, due dritte su come pulire ed affettare questo gustosa verdura non guastano mai…

Come prima cosa è necessario assicurarsi che la melanzana sia bella soda (sintomo di freschezza), liscia, lucida e senza ammaccature importanti.

Nonostante ce ne siano di diverse forme e colori, le melanzane si puliscono tutte nella medesima maniera.

Iniziate lavando la verdura sotto abbondante getto di acqua fredda, quindi asciugatela con un panno o della carta assorbente da cucina.

Aiutandovi con un coltello, asportate il peduncolo (a volte spinoso) e la base (lasciatela se dovete adoperare le melanzane per farle ripiente).

A questo punto potete decidere di pelarla o meno (a seconda della ricetta che avete intenzione di preparare), anche se nella maggior parte delle preparazioni, viene consigliato di tenere la buccia.

In caso decidiate di pelare la verdura, il consiglio che ci sentiamo di darvi, è quello di utilizzare un pelapate, incidete con esso la buccia asportandola con un movimento dall’alto verso il basso fin quando non avrete eliminato completamente la pelle.

Importante ricordare che la melanzana va pelata nell’immediatezza dell’utilizzo in quanto tende ad annerirsi molto velocemente.

Per evitare che questo avenga si può porre rimedio spremendovi il succo di un limone sulla superficie.

Se volete invece assicurarvi che la melanzana non conservi l’eventuale  tipico gusto amarognolo e l’acqua in eccesso, affettatte l’ortaggio, adagiatene le fette cosparse di sale grosso in un colapasta. Coprite il tutto con un piatto (se ritenete necessario, potete porre un peso onde agevolare lo spurgo). Lasciate spurgare per circa un paio d’ore, tempo necessario per fare scolare il liquido in eccesso.

Trascorso il tempo, sciacquate le fette sotto abbondante getto d’acqua quindi asciugatele con un panno oppure della carta assorbente da cucina.

Tenete comunque presente che questa procudura donerà già una salatura all’ortaggio.

A questo punto, la melanzana è pronta per essere impiegata per qualsiasi preparazione voi gradiate.

Melanzane

Melanzane

Melanzane

Melanzane

 

 

 

 

Come quantificare le dosi degli alimenti senza la bilancia….

Come quantificare gli alimenti senza la bilancia.

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Come quantificare le dosi

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