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Bolgheri – D.O.C.

Zona di produzione e storia

La viticoltura nel territorio di Castagneto Carducci ha origini antiche; essa risale al tempo degli Etruschi, quando la zona, meta di importanti rotte commerciali degli antichi Greci, vide l’introduzione di nuovi vitigni e di nuove tecniche di vinificazione, nate dall’incontro delle due culture.
La coltivazione della vite suscitò grande interesse anche nei Romani ed inoltre, al periodo medievale risalgono importanti testimonianze di monaci e domini ecclesiastici.
Negli anni a seguire vennero predisposti nuovi impianti sopratutto nelle zone di Bolgheri ed in quelle di San Guido, Belvedere, Segalari, Grattamacco, Lamentano, Sant’Agata, Il Castellaccio, Casavecchia e Felciano, aumentando così la produzione enologica dei vini della zona.
La grande rivoluzione delle zone in questione fu attuata dal marchese Mario Incisa della Rocchetta, che intuì la grande vocazione del territorio ad ospitare gli illustri vitigni francesi Cabernet e Merlot.
Nel 1942 piantò nella tenuta di San Guido a Bolgheri, la prima vigna di appena 2000 metri quadrati con del solo Cabernet, che avrebbe dato origine al mitico Sassicaia.
Oltre al nuovo vitigno introdusse innovazioni colturali come il sesto di impianto molto stretto e basso, una potatura severa, così da ottenere poca uva e l’utilizzo di barrique.
La prima commercializzazione dei vini ottenuti da questo nuovo impianto risale al 1968, data storica per la viticoltura italiana, quando vennero imbottigliate 3000 esemplari di un vino considerato entusiasmante.
Nel 1978 arriva la prima vittoria internazionale, quando il Sassicaia ’72 sbaraglia i migliori 32 Cabernet francesi in una degustazione a Londra.
Il valore inestimabile del Sassicaia venne riconosciuto dal suo legislatore solo nel 1983, dopo averlo per anni classificato come un semplice vino da tavola.
Nello stesso anno si ottiene così il riconoscimento della DOC Bolgheri e DOC Bolgheri Sassicaia.

Territorio – Vitigni – Grado alcolometrico minimo – Invecchiamento e qualifiche

Le uve destinate alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata «Bolgheri» devono essere prodotte nell’ambito del territorio amministrativo del comune di Castagneto Carducci in provincia di Livorno ad esclusione dei territori ubicati ad ovest della vecchia strada statale Aurelia.
La denominazione di origine controllata «Bolgheri» con il riferimento alla sottozona «Sassicaia» è riservata al vino proveniente dalla omonima sottozona.

Le operazioni di vinificazione, di affinamento, di imbottigliamento e di invecchiamento dei vini devono essere effettuate nell’ intero territorio amministrativo del comune di Castagneto Carducci.

La denominazione di origine controllata «Bolgheri» bianco è riservata al vino ottenuto dalle uve provenienti dai vigne aventi, nell’ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica:
Vermentino: da 0 al 70 %;
Sauvignon: da 0 a 40 %;
Trebbiano toscano: da 0 a 40 %.
Possono concorrere altri vitigni con uve a bacca bianca, idonei alla coltivazione per la Regione Toscana, presenti nei vigneti da soli o congiuntamente fino ad un massimo del 30%.

La denominazione di origine controllata «Bolgheri» Vermentino è riservata al vino provenienti dalle uve del vitigno Vermentino per almeno l’85%.
Possono concorrere altri vitigni con uve a bacca bianca, idonei alla coltivazione per la Regione Toscana, presenti nei vigneti da soli o congiuntamente fino ad un massimo del 15%.

La denominazione di origine controllata «Bolgheri» Sauvignon è riservata al vino proveniente dalle uve del vitigno Sauvignon per almeno l’85 %.
Possono concorrere altri vitigni con uve a bacca bianca, idonei alla coltivazione per la Regione Toscana, presenti nei vigneti da soli o congiuntamente fino ad un massimo del 15%.

La denominazione di origine controllata «Bolgheri» rosso, rosso superiore e rosato è riservata ai vini ottenuti dalle uve provenienti dai vigneti aventi nell’ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica:
Cabernet Sauvignon: da 0 al 100%;
Merlot: da 0 al 100%;
Cabernet Franc: da 0 al 100%;
Syrah: da 0 al 50%;
Sangiovese: da 0 al 50%.
Possono concorrere altri vitigni con uve a bacca rossa, idonei alla coltivazione per la Regione Toscana, presenti nei vigneti da soli o congiuntamente fino ad un massimo del 30%.

La denominazione di origine controllata “Bolgheri Sassicaia” è riservata al vino ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti della corrispondente sottozona e aventi, nell’ ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica:
Cabernet Sauvignon: almeno l’ 80%;
Possono concorrere altri vitigni con uve a bacca rossa, idonei alla coltivazione per la Regione Toscana, presenti nei vigneti da soli o congiuntamente fino ad un massimo del 20%.

I vini a denominazione di origine controllata «Bolgheri» all’ atto di immissione al consumo devono rispondere alle seguenti caratteristiche:

«Bolgheri» bianco:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 16,0 g/l.

«Bolgheri» Vermentino:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 18,0 g/l.

«Bolgheri» Sauvignon:
titolo alcolometrico volumico totale minimo 10,50% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 18,0 g/l.

«Bolgheri» rosato:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50%;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 18,0 g/l.

«Bolgheri» rosso:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50%;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 22,0 g/l.

«Bolgheri» rosso superiore e «Bolgheri» con menzione Vigna:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 24,0 g/l;
Anni di invecchiamento: minimo 2.

“Bolgheri Sassicaia”:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 25,0 g/l;
Anni di invecchiamento: minimo 2 anni, di cui almeno 18 mesi in botti di rovere con capacità massima di 225 litri.

Caratteristiche organolettiche

I vini a denominazione di origine controllata «Bolgheri» all’ atto di immissione al consumo devono rispondere alle seguenti caratteristiche:

«Bolgheri» bianco:
colore: giallo paglierino;
odore: fine, delicato;
sapore: secco, armonico, sapido;

«Bolgheri» Vermentino:
colore: giallo paglierino;
odore: delicato, caratteristico;
sapore: secco, armonico, morbido;

«Bolgheri» Sauvignon:
colore: giallo paglierino;
odore: delicato, caratteristico, leggermente aromatico;
sapore: asciutto, armonico;

«Bolgheri» rosato:
colore: rosato;
odore: vinoso di profumo delicato;
sapore: asciutto, armonico;

«Bolgheri» rosso:
colore: da rosso rubino a granato;
odore: intensamente vinoso;
sapore: asciutto, armonico;

«Bolgheri» rosso superiore e «Bolgheri» con menzione Vigna:
colore: rosso rubino intenso o granato;
odore: vinoso, ricco ed elegante
sapore: asciutto, pieno, robusto e armonico con buona elegante struttura;

“Bolgheri Sassicaia”:
colore: rosso rubino intenso o granato;
odore: vinoso,ricco ed elegante;
sapore: asciutto, pieno, robusto e armonico, con buona elegante struttura;

Abbinamenti e temperatura di servizio

“Bolgheri Bianco”: da minestre leggere e piatti di pesce. Temperatura di servizio: 8-12 °C;
“Bolgheri Sauvignon”: da antipasti e piatti di pesce. Temperatura di servizio: 8-12°C;
“Bolgheri Vermentino”: da piatti a base di pesce. Temperatura di servizio: 8-12 °C;
“Bolgheri Rosato”: da minestre e primi piatti leggeri. Temperatura di servizio: 10-12 °C;
“Bolgheri Rosso”: da salumi, formaggi, crostini alla toscana e piatti non troppo forti. Temperatura di servizio: 16-18 °C;
“Bolgheri Rosso Superiore”: da carni rosse, formaggi stagionati e cacciagione. Temperatura di servizio 18-20°C;
“Bolgheri Sassicaia”: da carni rosse, cacciagione e formaggi stagionati. Temperatura di servizio 18-20°C.

Fonte: Agraria.org

Per saperne di più:

Bolgheri D.O.C. – per la foto si ringrazia

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