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Tortino di patate, speck e porri

Il tortino di porri patate e speck è un antipasto (ma anche piatto unico) rustico e saporito, molto sostanzioso ed invitante.

Sicuramente più affine alle stagioni fredde dell’anno, rimante comunque piacevole anche quando le temperatura sono più elevate.

La preparazione è piuttosto semplice, gli ingredienti genuini e facili da reperire. Potete create un’unica torta, nella classica teglia da forno, oppure preparare delle monoporzioni in cocotte di coccio, come abbiamo fatto noi, che risultano anche più d’impatto e facili da servire.

Ora non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti (dosi per 4 persone):

  • 4 patate medie
  • 120 gr. di speck in listarelle
  • 1 porro
  • 2 uova
  • 2 mozzarelle da 125 gr. ciascuna
  • 200 ml di panna da cucina
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.

Per prima cosa lessate le patate quindi lasciatele raffreddare, pelatele e tagliatele a fettine non troppo sottili.

Mondate il porro per poi ridurlo a rondelle piuttosto sottili.

Procuratevi ora una padella dove andrete a rosolare lo speck a listarelle, non è il caso di aggiungere condimento, quando sarà ben croccante, scolatelo e mettetelo da parte.

Nella medesima padella, versate un filo di olio extravergine d’oliva, accendete il fuoco aggiungete il porro e fatelo appassire a fiamma lieve, quando sarà rosolato a puntino, scolatelo e mettetelo da parte.

Passate ora ad insaporire le patate, con un po’ di olio extravergine, nello stesso tegame. Quando si saranno dorate, salate e pepate secondo i vostri gusti. Spegnete il fuco.

Trasferite i tuberi in una ciotola unitamente allo speck, al porro, alla panna ed alle uova precedentemente sbattute. Mescolate il tutto per bene fin quando gli ingredienti non si saranno amalgamati alla perfezione.

A questo punto spostate il composto in una teglia da forno (in precedenza adeguatamente unta con l’olio o con il burro) oppure, come abbiamo fatto noi, create delle mini porzioni adeguate alla grandezza delle cocotte.

Ricoprite la superficie del tortino con delle fette sottili di mozzarella.

Infornate, in modalità preriscaldata, a 180°, per circa 25 minuti o comunque fin quando il tortino non risulterà ben colorito e comparirà la classica e golosa crosticina dorata in superficie.

Sfornate e servite in tavola ai vostri ospiti.

Rustica delizia.

Tortino di patate, porri e speck

 

Amarene d’Uschione – P.A.T.

Caratteristiche
Le Amarene d’Uschione sono prodotte seguendo una particolare tecnica di potatura dell’albero.

Modalità produttive
Pianta allevata con fusto alto 2 metri e poi ramificazioni brevi, per miglior raccolta e minor fragilità. Nessun trattamento perché coltivate con produzione biologica.

Caratteristiche organolettiche
Le Amarene di Uschione hanno un sapore dolce e polpa compatta.

Come si consuma
Le Amarene di Uschione sono utilizzate per produrre confetture, ma soprattutto sotto spirito, con aggiunta di zucchero, dopo averle fatte essiccare al sole e prima di aggiungere la grappa.

Zona di produzione
Le Amarene di Uschione sono prodotte a Uschione, frazione di Chiavenna, in provincia di Sondrio.

Fonte: italiaatavola.net

 

Amarene d’Uschione P.A.T. – per la foto si ringrazia

Scaloppine alla pizzaiola

Le scaloppine alla pizzaiola sono un secondo gustoso ed intrigante, una vera e propria leccornia per grandi e piccini.

La preparazione è semplice, gli ingredienti genuini e saporiti. Insomma, un piatto ideale per tutte le occasioni, in ogni periodo dell’anno.

Pomodori, origano, olive e capperi, uniti ad un sapiente soffritto renderanno strepitose le vostre fettine di vitello di alta qualità.

Ora non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti (dosi per 4 persone):

  • 600 gr. di vitello in fettine
  • 500 gr. di pomodori maturi
  • 25 gr. di burro
  • 1 scalogno
  • 1 carota piccola
  • 1 gamba di sedano piccola
  • 2 cucchiai di olive taggiasche sott’olio
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • Origano q.b.
  • Sale q.b.

Per prima cosa pulite, lavate ed asciugate con cura le verdure. Riducete poi lo scalogno, la carota ed il sedano in un trito piuttosto sottile, i pomodori a cubetti (eliminate, per quanto possibile, i semi). Scolate le olive ed i capperi.

Prendete ora le fettine di vitello, inseritele tra due fogli di carta da forno quindi spianatele con un batticarne. Salate con moderazione.

Procuratevi dunque una padella capiente dove scioglierete il burro nel quale rosolate perbene la carne da entrambi i lati. Togliete infine la carne dal fuoco e mettetela da parte, in un piatto.

Nel medesimo tegame, versate un filo di olio extravergine d’oliva, quindi accendete il fuoco ed unite il trito di scalogno, sedano e carota.

Soffriggete il tutto per circa cinque minuti a fiamma media, aggiungete poi il pomodoro, le olive ed i capperi. Cuocete per altri cinque o sei minuti, mescolando di tanto in tanto. Aggiungete dunque la carne immergendola a fondo nel pomodoro, continuate poi la cottura per ulteriori 6/7 minuti a fiamma bassa facendo attenzione che il sugo non si asciughi eccessivamente.

Trascorso il tempo, spegnete il fuoco, impiattate le vostre scaloppine e spolverizzatele con un po’ di origano essiccato.

Servite il piatto in tavola, ancora fumante, ai vostri ospiti volendo, accompagnato da qualche verdura di stagione.

Delizia mediterranea.

Scaloppine alla pizzaiola

Fava larga di Leonforte – P.A.T.

Nel cuore della provincia di Enna, dove da sempre si coltivano pesche prelibate, nascono anche delle fave speciali. Si tratta di Leonforte, un antico borgo dalla rinomata tradizione agricola dove, ancora oggi, è diffusa l’usanza di coltivare una varietà di fave dal sapore delizioso che si cuociono in un attimo dando vita a ricette che sanno di tradizione.

LA TRADIZIONE
Un tempo rappresentavano essenzialmente un espediente per mantenere i terreni più ricchi di azoto. Oggi sono diventate un prodotto tipico di Leonforte oltre che una specialità deliziosa da gustare in piatti semplici ma saporiti. Le fave larghe in questa zona della Sicilia sono note da sempre e da sempre rappresentano uno dei prodotti tipici più caratteristici della tradizione di Leonforte. Con la riduzione dei campi coltivati, hanno rischiato di scomparire ma grazie all’impegno dei produttori e al supporto della Fondazione Slow Food, sono sopravvissute all’oblio e sono diventate un prodotto dall’elevata connotazione tradizionale in grado di donare ricette sfiziose e piene di gusto.

LA DENOMINAZIONE
A riprova della loro lunga storia e del legame con il territorio di produzione, le fave di Leonforte sono state inserite nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) della regione Sicilia.

LE CARATTERISTICHE
Le fave larghe hanno un sapore delizioso e si cuociono facilmente, pertanto non richiedono un lungo ammollo prima della cottura. Le tecniche di produzione sono rimaste pressochè invariate nel corso del tempo e, difatti, vengono ancora oggi coltivate con tecniche manuali.

LA PRODUZIONE
A cavallo dei mesi di novembre e dicembre si preparano i solchi che accoglieranno i semi, disposti a gruppi e ricoperti di terra. Mano a mano che le piante crescono si smuove la terra attorno ad esse e la si rincalza. Quando cominciano ad avvizzire vengono falciate e lasciate essiccare, poi si battono e, per separare i semi dai residui di foglie e fusti, vengono buttate in aria con l’aiuto di un tridente.

LA CULTURA
Un tempo le fave di Leonforte venivano coltivate in rotazione con il frumento per mantenere il terreno ricco di azoto. Per evitare che scomparissero a seguito della progressiva riduzione dei campi, un gruppo di produttori ne ha recuperato il seme che oggi viene tutelato e salvaguardato dalle contaminazioni con le varietà non locali. Con la collaborazione della Fondazione Slow Food e del suo Presidio, i coltivatori hanno adottato un rigido Disciplinare di produzione che preserva i terreni dalla meccanizzazione e garantisce l’adozione di tecniche antiche.

IN CUCINA
A differenza di altri legumi, la fava di Leonforte non necessita di essere lasciata a lungo in ammollo prima della cottura. Quelle verdi appena raccolte si mangiano assieme ai cipollotti e al pecorino bagnate nel sale (favaiana e cipuddetti). Con le deliziose fave locali si può, inoltre, preparare una deliziosa frittedda con cipolle e pancetta.
La ricetta: Frittedda di fave di Leonforte. Ingredienti: fave di Leonforte, cipolle, pancetta, olio extravergine di olia.
Preparare la frittedda è davvero semplice. Basta tagliare le cipolle e la pancetta e farli dapprima soffriggere assieme alle fave, per poi proseguire la cottura a fuoco lento.

Fonte: turismo.it

Fave di Leonforte P.A.T. – per la foto si ringrazia

Linguine con le cozze e pomodoro fresco

Le linguine con cozze e pomodoro fresco sono un primo dal sapore delicato ed avvolgente, un modo semplice e genuino per portare il profumo di mare sulle vostre tavole.

La preparazione è semplice, i passaggi sono rapidi, gli ingredienti tradizionali e genuini.

Queste caratteristiche permettono a questo piatto una versatilità impareggiabile, ovvero è perfetto per tutte le occasioni, da quelle più conviviali e spartane a quelle più formali ed impegnative.

Ora non vi resta che prendere nota  mettervi all’opera.

Ingredienti (dosi per 4 persone):

  • 400 gr. di linguine
  • 5 kg. di cozze
  • 500 gr. di pomodori maturi
  • 1 spicchio d’aglio
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • Sale q.b.
  • Prezzemolo q.b.

Per prima cosa, raschiate esternamente con cura le cozze sotto abbondante getto di acqua fredda usando una paglietta in metallo.

Terminata l’operazione, trasferite i bivalve in un recipiente con dell’acqua fredda.

Procuratevi ora un tegame capiente dove andrete a versare un generoso filo d’olio extravergine d’oliva, quindi accenderete il fuoco per poi unire l’aglio precedentemente pelato che farete rosolare fin quando non imbiondirà. A quel punto scolatelo. Incorporate poi i pomodori che avrete prima lavato e pulito con cura, poi tagliato a dadini.

A fiamma bassa, cuocete il tutto fin quando il pomodoro non sarà completamente appassito e tenderà a disfarsi, serviranno all’incirca 15 minuti.

Nel frattempo, in una pentola con su il coperchio, cuocete le cozze che precedentemente avrete privato dell’acqua in cui erano immerse, accendete il fuoco a fiamma viva prima, successivamente più moderata. Il vapore che verrà creandosi, provocherà l’apertura dei bivalve che  poi, una volta spento il fuoco, lascerete intiepidire.

Trascorso il tempo iniziate a sgusciare le cozze tenendone comunque qualcuna da parte la guarnizione del piatto (quelle che non si saranno aperte durante la cottura, NON VANNO UTILIZZATE, bensì gettate).

Unite le cozze al sugo di pomodoro, insaporite il tutto con dell’acqua di cottura delle cozze che avrete precedentemente filtrato con un colino a maglie molto strette.

Amalgamate per bene gli ingredienti e fate restringere per ulteriori 10 minuti circa a fiamma bassa, se necessario aggiungete altra acqua di cottura.

Nel frattempo lessate in abbondante acqua salata le linguine rispettando i tempi per una cottura al dente indicati sulla confezione.

Trascorso il tempo, scolate la pasta direttamente nel tegame con il sugo ben caldo, saltate il tutto a fiamma spenta per alcuni secondi, giusto il tempo necessario agli ingredienti di mescolarsi alla perfezione. Spolverizzate con un po’ di prezzemolo tritato.

Impiattate, guarnite con rimaste ancora da sgusciare e servite in tavola le linguine ai vostri ospiti.

Linguine con le cozze e pomodoro fresco

Insalata di orzo perlato

L’insalata di orzo perlato è un antipasto/piatto unico perfetto per la stagione estiva ma assolutamente piacevole anche nelle stagioni più fredde. Rimane comunque ideale per un pic-nic in compagnia, per un’apericena tra amici o semplicemente per far fronte ad un pranzo in ufficio.

Riguardo agli ingredienti, ognuno può dare sfogo alla propria fantasia in base alle preferenze di gusti ed aromi. Nulla è vietato, nulla è proibito.

La ricetta che vi proponiamo oggi è quella che più ci ha convinto, con ingredienti genuini, gustosi e facili  da reperire. Il procedimento di preparazione è elementare, praticamente si tratta di assemblare gli ingredienti o poco più.

Ora non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti (dosi per 6 persone):

  • 450 gr. di orzo perlato
  • 90 gr. di speck a listarelle
  • 1 cipolla bionda
  • 1 zucchina scura
  • 1 peperone giallo
  • 1 carota grande
  • 15 funghi champignon sott’olio
  • 15 olive verdi denocciolate
  • 3 cucchiai di mais precotto
  • Scaglie di formaggio q.b.
  • Sale q.b.
  • Olio extravergine d’oliva q.b.

Per prima cosa pulite e lavate le verdure quindi riducete il peperone, la zucchina e la carota a tocchetti e la cipolla a dadini.

Procuratevi una padella dove verserete un generoso filo d’olio extravergine d’oliva. Accendete il fuoco quindi unite la cipolla, il peperone e la carota a cubetti.  Dopo cinque minuti, le zucchine. Rosolate il tutto per una dozzina di minuti, ovvero il tempo necessario agli ingredienti per insaporirsi ma nel contempo di rimanere comunque croccanti. Spegnete il fuoco, salate con moderazione, scolate le verdure e lasciatele raffreddare.

Nella medesima padella, rosolate, senza condimento, le listarelle di speck fin quando diventeranno croccanti (se necessario eliminate il grasso liquido che verrà a crearsi). Tagliate le olive ed i champignon in quarti. Preparate un po’ di scaglie di formaggio (vanno benissimo sia il Parmigiano, che il Grana, che il Pecorino, volendo anche la Fontina o simili a pasta semi-molle). Scolate il mais precotto.

Cuocete l’orzo perlato in abbondante acqua salata rispettando i tempi indicati sulla confezione per una cottura al dente. Trascorso il tempo, scolatelo in un contenitore freddo appena tolto dal frigo. Questo accorgimento vi permetterà di evitare che il cereale scuocia.

Unite ora tutti gli ingredienti e conditeli con un filo di olio extravergine d’oliva. Aggiustate di sale.

Mescolate per bene e lasciate riposare il tutto per almeno un’oretta, il tempo necessario ai vari ingredienti di amalgamarsi perfettamente.

A questo punto non vi resterà che impiattare e servire in tavola ai vostri ospiti.

Semplice bontà.

Insalata di orzo perlato

Insalata di orzo perlato

Insalata di orzo perlato

Insalata di orzo perlato

 

Spaghetti con asparagi, pecorino e nocciole

Gli spaghetti con asparagi, pecorino e nocciole sono un primo saporito e gustoso, una vera delizia per le papille gustative, un concerto di elementi che suona una sinfonia perfetta. La sapidità del pecorino, la cremosità della panna e la croccantezza delle nocciole, creano un piatto perfetto, ideale anche per i vegetariani.

La preparazione rapida, semplice e gli ingredienti genuini, rendono questo piatto ideale per ogni occasione, dalla cena più informale al pranzo più elegante.

Ora non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti (dosi per 4 persone):

  • 400 gr. di spaghetti di Gragnano I.G.P.
  • 200 gr. di panna da cucina
  • 400 gr. di asparagi verdi cal. 12/16
  • 120 gr. di pecorino romano
  • 2 cucchiai di nocciole del Piemonte I.G.P. (tostate)
  • 2 cipollotti
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.

Per prima cosa pulite e lavate le verdure.

Se preferite, private gli asparagi dalla scorza esterna con un pelapatate (noi non l’abbiamo fatto) quindi cuoceteli a vapore per 7/8 minuti (dipende dal calibro, noi ne abbiamo usato uno mediano, 12/16).

Nel frattempo tritate i cipollotti piuttosto finemente dunque trasferiteli in un tegame capiente (che dovrà poi contenere anche la pasta scolata) dove li soffriggerete per qualche minuto in un filo d’olio extravergine d’oliva).

Una volta pronti gli asparagi, tagliateli a rondelle escludendone le punte (che terrete da parte).

Uniteli poi al cipollotto ed a fiamma media, fate insaporire il tutto per 5 minuti, salate, incorporate la panna e terminate la cottura per ulteriori due minuti mescolando di tanto in tanto.

Lessate gli spaghetti in una pentola con abbondante acqua bollente salata. Un minuto prima del tempo necessario indicato sulla confezione per una cottura al dente, scolate la pasta direttamente nel tegame con il condimento.

Aggiungete il pecorino grattugiato, un paio di cucchiai di acqua di cottura della pasta e mescolate gli ingredienti per il tempo necessario affinché si amalgamino alla perfezione.

Non vi resta che impiattare e servite in tavola gli spaghetti ai vostri ospiti non prima di aver guarnito il piatto con le punte di asparagi messe da parte in precedenza e con della granella di nocciole ottenuta pestandole delicatamente con un batticarne.

Cremosa delizia.

Spaghetti con asparagi, pecorino e nocciole

Spaghetti con asparagi, pecorino e nocciole

Carota della Val di Gresta – P.A.T.

Tipico ortaggio da radice coltivato in pieno campo in terreni fertili della Val di Gresta, ad un’altitudine media di 850 m s.l.m.-. Prodotto di colore aranciato intenso, con assenza di legno nel midollo centrale, risulta di sapore e croccantezza unici ed inconfondibili che lo rendono riconoscibile da altri coltivati in ambienti diversi.

Può essere utilizzato a tutto pasto, come ingrediente unico, come ingrediente principale o come contorno. Particolarmente nota è, infine, la sua utilizzazione per la preparazione di dolci.

Fonte: trentinoqualita.it

Carota della Val di Gresta P.A.T. – per la foto si ringrazia

Ravioli alla “vernantina”

I ravioli di patate alla “vernantina” sono un primo tipico del cuneese, in particolar modo della Val Vermenagna di cui Vernante è uno dei centri principali.

Una ricetta tradizionale della “festa” che le massaie un tempo preparavano in occasioni particolari, come le feste comandate, un banchetto matrimoniale oppure per la nascita di un figlio. Il condimento classico se non unico è quello della semplicità montanara, burro fuso e formaggio grattugiato.

La preparazione non è particolarmente difficile e gli ingredienti sono pochi, economici e genuini.

Ora non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti (dosi per 4 persone):

Per la pasta:

  • 400 gr. di farina tipo “2” (va benissimo anche la tipo “00”)
  • 2 uova fresche
  • 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
  • Acqua q.b.

Per il ripieno:

  • 500 gr. di patate
  • 1 porro
  • 40 gr. di burro
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.

Per il condimento:

  • 50 gr. di burro
  • Formaggio grattugiato (Grana Padano o Parmigiano Reggiano)

 

La ricetta inizia con la preparazione del ripieno. Lavate le patate, sbucciatele dunque cuocetele in abbondante acqua salata.

Nel frattempo mondate il porro quindi riducetelo a rondelle piuttosto sottili che poi andrete a soffriggere in padella, a fiamma lieve, con una noce di burro.

Una volta lessate le patate, schiacciatele in una ciotola quindi amalgamatele con cura al porro. Salate e pepate quindi lasciate raffreddare il composto.

Passate ora alla realizzazione della pasta, formate la classica fontanella con la farina creando un varco in vetta dove andrete a rompere le due uova. Iniziate l’impasto prima mescolando pian piano con i rebbi di una forchetta quindi, una volta raggiunta la giusta densità, direttamente a mano. Lavorate gli ingredienti fino ad ottenere un composto sodo ed omogeneo.

A questo punto iniziate a tirare la pasta fino ad ottenere una sfoglia sottile, se avete estrema manualità potete farlo esclusivamente con il mattarello, altrimenti aiutatevi tranquillamente con l’apposita macchina.

Ottenuta la sfoglia, con un coppapasta, create dei cerchi di circa 5 cm nel centro dei quali andrete ad adagiare un po’ di ripieno di patate e porri.

Chiudete il cerchio di pasta ottenendo una mezzaluna, schiacciate bene i bordi con le dita come se doveste confezionare un tortellino.

Ripetete l’operazione fino a terminare gli ingredienti.

Sciogliete in un tegame i 50 gr. di burro mentre in una pentola lesserete i ravioli in abbondante acqua bollente salata per circa 5 minuti.

Trascorso il tempo, scolate la pasta direttamente nella padella con il burro fuso, saltate per qualche istante, giusto il tempo di amalgamare i sapori alla perfezione.

Impiattate e servite in tavola i vostri ravioli alla “vernantina” ancora fumanti, non prima però di averli spolverizzati con abbondante formaggio grattugiato.

Specialità occitana.

Ravioli di patate alla “vernantina”

Flan di tarassaco con bagna cauda

Il flan di tarassaco con bagna cauda è un antipasto stuzzicante e saporito, una variante piacevole ed invitanti ai classici sformati della tradizione piemontese.

Il tarassaco è una gustosa e piacevole erba primaverile, facilmente rintracciabile sia nei rigogliosi prati di pianura che nei verdi pascoli alpini.

La bagna cauda completa alla perfezione in piatto donando corposità e sapidità.

Non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti (dosi per 4 persone):

Per il flan:

  • 4 uova
  • 250 gr. di ricotta
  • 100 gr. di tarassaco
  • 1 cipolla bianca/bionda grande
  • 3 cucchiai di formaggio grattugiato
  • 200 ml di latte intero
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.

Per la bagna cauda:

  • Cliccate qui

Lavate con cura il tarassaco quindi asciugatelo con della carta assorbente da cucina. Scottate poi la verdura per un paio di minuti in acqua bollente leggermente salata.

Trascorso il tempo, scolate il tarassaco (strizzandolo per bene) ed insaporitelo in padella unitamente ad un filo di olio extravergine d’oliva ed alla cipolla tritata finemente.

Lasciate poi intiepidire quindi tritate il tutto aiutandovi con una mezzaluna oppure un mixer da cucina.

In una ciotola unite le uova alla ricotta ed al formaggio grattugiato. Aggiungete il tarassaco tritato, ed il latte, salate e pepate. Mescolate gli ingredienti fino ad ottenere un composto omogeneo.

Trasferite ora l’impasto in quattro formine ben oliate oppure in un unico stampo (come abbiamo fatto noi) che cuocerete a bagnomaria, in forno preriscaldato, a 180° per circa 30 minuti.

Nel frattempo potete preparare la bagna cauda di accompagnamento seguendo la procedura qui indicata.

Una volta cotto il flan, estraetelo dal forno, lasciatelo consolidare a temperatura ambiente per qualche minuto quindi sformatelo in un piatto da portata dove provvederete a tagliarlo in porzioni (se invece avete scelto le monoporzio

Flan di tarassaco con bagna cauda

ni, impiattatene una per commensale).

Condite ciascun flan con un paio di cucchiai di bagna cauda e serviteli in tavola ai vostri ospiti.

Intrigante delizia.

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