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Archive for the ‘Vini e liquori’ Category

Amelia – D.O.C.

Zona di produzione e storia

La denominazione di origine controllata “Amelia” e’ riservata ai vini Bianco, Rosso, Rosso Riserva, Grechetto, Ciliegiolo, Ciliegiolo Riserva, Rosato, Novello, Malvasia, Merlot e Merlot Riserva, Sangiovese, Sangiovese Riserva, Vin Santo e Vin Santo Occhio di Pernice che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal disciplinare di produzione.

La zona di produzione delle uve atte a produrre vini a Denominazione di origine controllata “Amelia”, comprende tutto il territorio amministrativo dei seguenti Comuni: Attigliano, Giove, Penna in Teverina, Alviano, Amelia, Calvi dell’Umbria, Guardea, Lugnano in Teverina, Montecastrilli, Narni, Otricoli, Sangemini, Stroncone e Terni.

Di fondamentale rilievo sono i fattori umani legati al territorio di produzione, che per consolidata tradizione hanno contribuito ad ottenere la DOC “AMELIA”.
La presenza della viticoltura nell’area delimitata è testimoniata sin dall’antichità infatti Virgilio nelle Georgiche descrive come le popolazioni del territorio erano solite legare con i salici i tralci delle viti.
E’ stato riconosciuto come DOC Colli Amerini fin dal 1989 (D.P.R. 25 Novembre 1989) e poi modificato con Decreto M.I.P.A.A.F. del 10/08/2000 ed oggi ha modificato il nome in DOC AMELIA ed ampliato il suo disciplinare grazie al Decreto M.I.P.A.A.F. del 16/12/2010.

Vitigni – Grado alcolometrico minimo – Invecchiamento e qualifiche

Base ampelografica
I vini a denominazione di origine controllata “Amelia” devono essere ottenuti da uve provenienti da vigneti aventi nell’ambito aziendale la seguente composizione ampelografica:
“Amelia” bianco e Vin Santo: Trebbiano toscano minimo 50%.
Possono concorrere alla produzione di detto vino altri vitigni di colore analogo, idonei alla coltivazione per la Regione Umbria fino ad un massimo del 50% ed iscritti nel Registro Nazionale delle varietà di vite per uve da vino, riportati nel disciplinare.
“Amelia” Malvasia: Malvasia toscana minimo 85%.
Possono concorrere alla produzione di detto vino altri vitigni di colore analogo, idonei alla coltivazione per la Regione Umbria fino ad un massimo del 15%.
“Amelia” Grechetto: Grechetto minimo 85%.
Possono concorrere alla produzione di detto vino altri vitigni di colore analogo, idonei alla coltivazione per la Regione Umbria fino ad un massimo del 15%.
“Amelia” Ciliegiolo e Ciliegiolo riserva: Ciliegiolo minimo 85%.
Possono concorrere alla produzione di detto vino altri vitigni di colore analogo, idonei alla coltivazione per la Regione Umbria fino ad un massimo del 15%.
“Amelia” rosso, rosso riserva, rosato, novello e Vin Santo Occhio di Pernice: Sangiovese: minimo 50%.
Possono concorrere alla produzione di detto vino altri vitigni di colore analogo, idonei alla coltivazione per la Regione Umbria fino ad un massimo del 50% ed iscritti nel Registro Nazionale delle varietà di vite per uve da vino, riportati nel disciplinare.
“Amelia” Sangiovese e Sangiovese riserva: Sangiovese minimo 85%.
Possono concorrere alla produzione di detto vino altri vitigni di colore analogo, idonei alla coltivazione per la Regione Umbria fino ad un massimo del 15%.
“Amelia” Merlot e Merlot riserva: Merlot minimo 85%.
Possono concorrere alla produzione di detto vino altri vitigni di colore analogo, idonei alla coltivazione per la Regione Umbria fino ad un massimo del 15%.

I vini a denominazione di origine controllata “Amelia”, all’atto dell’immissione al consumo, devono rispondere alle seguenti caratteristiche:

“Amelia” bianco:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 20,0 g/l.

“Amelia” rosso e rosso riserva:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol per il rosso, 12,50% vol per il rosso riserva;
acidità totale minima: 5,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 22,0 g/l.

“Amelia” Merlot e Merlot riserva:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol per il Merlot, 12,50% vol per il Merlot riserva;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 22,0 g/l.

“Amelia” rosato:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 18,0 g/l.

“Amelia” novello:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 18,0 g/l.

“Amelia” Malvasia:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
acidità totale minima: 5,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 18,0 g/l.

“Amelia” Grechetto:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 17,0 g/l.

“Amelia” Sangiovese e Sangiovese riserva:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol per il Sangiovese, 12,50% vol per il Sangiovese riserva;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 21,0 g/l per il Sangiovese e 24,0 g/l per il Sangiovese riserva.

“Amelia” Ciliegiolo e Ciliegiolo riserva:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol per il Ciliegiolo, 12,50% vol per il Ciliegiolo riserva;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 21,0 g/l per il Ciliegiolo e 24,0 g/l per il Ciliegiolo riserva.

“Amelia” Vin Santo:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 16,00% vol;
acidità totale minima: 5,0 g/l.
estratto non riduttore minimo: 30,00 g/l.
acidità volatile massima: 40 meq/l.

“Amelia” Vin Santo Occhio di Pernice:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 16,00% vol;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 20,0 g/l;
acidità volatile massima: 40 meq/l.

Caratteristiche organolettiche

I vini a denominazione di origine controllata “Amelia”, all’atto dell’immissione al consumo, devono rispondere alle seguenti caratteristiche:

“Amelia” bianco:
colore: giallo paglierino con riflessi verdognoli;
odore: delicato, fruttato, molto intenso;
sapore: secco, armonico, vellutato, piacevolmente fruttato con retrogusto amarognolo.

“Amelia” rosso e rosso riserva:
colore: rosso rubino da giovane, con tendenza al granato se invecchiato;
odore: vinoso e gradevole da giovane, fine e molto persistente se invecchiato;
sapore: secco, di corpo, armonico con eventuale sentore di mandorla con l’invecchiamento.

“Amelia” Merlot e Merlot riserva:
colore: rosso rubino intenso, con tendenza al granato se invecchiato;
odore: vinoso caratteristico da giovane, accentuato e molto persistente se invecchiato;
sapore: secco, pieno, gradevole, talvolta con sentore di legno.

“Amelia” rosato:
colore: dal rosa tenue al rosa cerasuolo;
odore: vinoso, fruttato;
sapore: secco, fresco, armonico.

“Amelia” novello:
colore: rosso rubino più o meno intenso;
odore: fruttato, persistente;
sapore: secco, fresco, armonico, caratteristico.

“Amelia” Malvasia:
colore: giallo paglierino più o meno intenso;
odore: fruttato, persistente;
sapore: secco, armonico, caratteristico.

“Amelia” Grechetto:
colore: giallo paglierino più o meno intenso;
odore: persistente, fine, caratteristico;
sapore: secco, armonico.

“Amelia” Sangiovese e Sangiovese riserva:
colore: rubino intenso tendente al granato con l’invecchiamento;
odore: caratteristico ed intenso;
sapore: asciutto, caldo, giustamente tannico, armonico, persistente.

“Amelia” Ciliegiolo e Ciliegiolo riserva:
colore: rosso rubino intenso;
odore: ampio, fine, caratteristico;
sapore: asciutto, pieno, caratteristico.

“Amelia” Vin Santo:
colore: giallo dorato fino all’ambrato con l’invecchiamento;
odore: etereo, intenso e caratteristico;
sapore: da secco a dolce, armonico, vellutato.

“Amelia” Vin Santo Occhio di Pernice:
colore: da rosa intenso a rosa pallido;
odore: etereo, intenso, caratteristico;
sapore: da secco a dolce, vellutato, rotondo, armonico.

Fonte: Agraria.org

Amelia D.O.C. - per la foto si ringrazia

Amelia D.O.C. – per la foto si ringrazia

Assisi – D.O.C.

Zona di produzione e storia

La denominazione di origine controllata dei vini «Assisi» e’ riservata ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel disciplinare di produzione.
Tali vini sono i seguenti:
«Assisi» Bianco;
«Assisi» Grechetto;
«Assisi» Rosso, Rosato e Novello;
«Assisi» Cabernet sauvignon;
«Assisi» Cabernet sauvignon riserva;
«Assisi» Merlot;
«Assisi» Merlot riserva;
«Assisi» Pinot nero;
«Assisi» Pinot nero riserva.

L’area di produzione dei vini D.O.C. «Assisi» comprende parte dei territori comunali di: Assisi, Perugia e Spello, in provincia di Perugia.

Di fondamentale rilievo sono i fattori umani legati al territorio di produzione, che per consolidata tradizione hanno contribuito ad ottenere il vino “Assisi”.
Numerosi ritrovamenti archeologici testimoniano come la coltivazione della vite fosse molto diffusa fin dal tempo degli Etruschi, prima dell’arrivo dei Romani i quali, a loro volta, danno un forte impulso alla viticoltura locale. L’esperienza dei Romani non va perduta nel Medioevo: tutti gli statuti medievali citano infatti la vite. Nello statuto del comune di Assisi nel 1459, il quinto libro “De damnis datis” contiene disposizioni miranti alla salvaguardia dei frutti della terra, in particolare della vite: provvedimenti molto rigorosi sono previsti per i ladri e per coloro che arrecano danni alla vigna, “guai a chi sarà trovato in possesso di uva senza avere viti!”. La stessa vendemmia era regolamentata: non si poteva procedere alla vendemmia senza l’autorizzazione dell’autorità comunale. Molto interessante è anche l’indagine sugli antichi catasti assisani coevi allo statuto (1459-1668): dalla descrizione del territorio emerge come fosse diffusa la coltivazione della vite, la quale viene per lo più maritata ad un albero, solitamente l’olmo; poiché permette un maggiore sfruttamento del territorio, si può coltivare “sopra e sotto” come dicono i contadini. Altra fonte documentata è quella dei “registri del Danno Dato” (1443-1787) nei quali sono riportati tutti i contenziosi di natura agraria: l’autorità giudiziaria comunale per mezzo di appositi funzionari investigava e comminava le condanne previste dalle norme statutarie, ad esempio per il furto di “uva moscatello”.
Infine come non menzionare il ritrovamento di un manoscritto nell’archivio notarile di Assisi datato 1598, un manuale facente parte di un libro di ricordi compilati dal notaio assisano Giovanni Maria Nuti. Tra le varie istruzioni sull’agricoltura meritano un’attenzione particolare quelle relative alla vinificazione: si va dalle regole di igiene da osservare per tramutare il vino a come utilizzare le fecce, dalla pigiatura dell’uva nel torchio detto “vinaccio” all’utilizzo delle vinacce “buttandoce sopra l’acqua a discretione” per fare un vino di seconda qualità. Queste piccole note ci fanno comprendere quanta importanza e quanta diffusione abbia avuto la coltivazione della vite nel territorio assisano nel corso dei secoli, mantenendo il ruolo di coltura principe del territorio, fino al riconoscimento della denominazione di origine avvenuta con Decreto del Ministero delle Risorse Agricole del 5 Maggio 1997.

Vitigni – Grado alcolometrico minimo – Invecchiamento e qualifiche

Base ampelografica
I vini a denominazione di origine controllata «Assisi» devono essere ottenuti dalle uve provenienti dai vigneti aventi, nell’ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica:
«Assisi» Bianco
Trebbiano dal 50% al 70%; Grechetto 10% minimo.
Possono concorrere alla produzione di detto vino altri vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella Regione Umbria, fino ad un massimo del 40% ed iscritti nel Registro Nazionale delle varietà di vite per uve da vino, riportati nel disciplinare.
«Assisi» Grechetto
Grechetto minimo 85%. Possono concorrere alla produzione di detto vino altri vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella Regione Umbria e presenti nei vigneti in ambito aziendale nella misura massima del 15%.
«Assisi» rosso, rosato e novello
Sangiovese dal 50% al 70%; Merlot dal 10% al 30%.
Possono concorrere alla produzione di detto vino altri vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella Regione Umbria, fino ad un massimo del 40% ed iscritti nel Registro Nazionale delle varietà di vite per uve da vino, riportati nel disciplinare.
«Assisi» Cabernet sauvignon (anche nella tipologia riserva)
Cabernet sauvignon minimo 85%.
Possono concorrere alla produzione di detto vino altri vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella Regione Umbria e presenti nei vigneti in ambito aziendale, nella misura massima del 15%.
«Assisi» Merlot (anche nella tipologia riserva)
Merlot minimo 85%.
Possono concorrere alla produzione di detto vino altri vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella Regione Umbria e presenti nei vigneti in ambito aziendale nella misura massima del 15%.
«Assisi» Pinot nero (anche nella tipologia riserva)
Pinot nero minimo 85%. Possono concorrere alla produzione di detto vino altri vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella Regione Umbria e presenti nei vigneti in ambito aziendale nella misura massima del 15%.

I vini a denominazione di origine controllata «Assisi» all’atto dell’immissione al consumo, devono rispondere alle seguenti caratteristiche:

«Assisi» bianco:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 16,0 g/l.

«Assisi» Grechetto:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 16,0 g/l.

«Assisi» rosato:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
acidità’ totale minima: 5,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 18,0 g/l.

«Assisi» novello:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 16,0 g/l.

«Assisi» rosso:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 20,0 g/l.

«Assisi» Cabernet sauvignon:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 22,0 g/l.

«Assisi» Cabernet sauvignon riserva:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 13,00% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 24,0 g/l.

«Assisi» Merlot:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l.;
estratto non riduttore minimo: 24,0 g/l.

«Assisi» Merlot riserva:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 13,00% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 24,0 g/l.

«Assisi» Pinot nero:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l.;
estratto non riduttore minimo: 20,0 g/l.

«Assisi» Pinot nero riserva:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 13,00% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l.;
estratto non riduttore minimo: 20,0 g/l.

E’ facoltà del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, con proprio decreto, di modificare i limiti sopra indicati, per l’acidità totale e l’estratto non riduttore.

Caratteristiche organolettiche

I vini a denominazione di origine controllata «Assisi» all’atto dell’immissione al consumo, devono rispondere alle seguenti caratteristiche:

«Assisi» bianco:
colore: giallo paglierino, con leggeri riflessi verdognoli;
odore: gradevole, caratteristico;
sapore: asciutto, leggermente fruttato.

«Assisi» Grechetto:
colore: giallo paglierino, tenue;
odore: gradevole, caratteristico;
sapore: asciutto, leggermente amarognolo. fruttato, armonico.

«Assisi» rosato:
colore: rosato più o meno intenso;
odore: vinoso, delicato;
sapore: asciutto, armonico.

«Assisi» novello:
colore: rosso rubino con sfumature violacee;
odore: fruttato persistente;
sapore: armonico, fresco, talvolta vivace.

«Assisi» rosso:
colore: rosso rubino;
odore: vinoso, caratteristico, profumato;
sapore: asciutto, corposo, armonico, intenso e persistente.

«Assisi» Cabernet sauvignon:
colore: rosso rubino intenso tendente al granato;
odore: caratteristico, profumato, intenso;
sapore: asciutto. corposo, armonico, intenso, persistente e vellutato.

«Assisi» Cabernet sauvignon riserva:
colore: rosso rubino intenso tendente al granato;
odore: caratteristico, profumato, intenso;
sapore: asciutto, corposo, armonico, intenso, persistente e vellutato.

«Assisi» Merlot:
colore: rosso rubino intenso, talvolta con lievi riflessi violacei;
odore: caratteristico, profumato, intenso;
sapore: asciutto. di corpo, vellutato, armonico, intenso e persistente.

«Assisi» Merlot riserva:
colore: rosso rubino intenso, talvolta con lievi riflessi tendenti al granato;
odore: caratteristico, profumato, intenso;
sapore: asciutto, di corpo, vellutato, armonico, intenso e persistente.

«Assisi» Pinot nero:
colore: rosso granato tendente al porpora;
odore: caratteristico di vitigno, intenso, persistente;
sapore: asciutto, corposo, armonico, intenso e persistente.

«Assisi» Pinot nero riserva:
colore: rosso granato tendente al porpora;
odore: caratteristico di vitigno, intenso, persistente;
sapore: asciutto, corposo, armonico, intenso e persistente.

Abbinamenti e temperatura di servizio

Variano a seconda della tipologia di vino.

Fonte: Agraria.org

Assisi D.O.C. - per la foto si ringrazia

Assisi D.O.C. – per la foto si ringrazia

 

Torgiano Rosso Riserva D.O.C.G.

Zona di produzione e storia

Zona di produzione: tutto il territorio del comune di Torgiano in provincia di Perugia.
l’area di produzione occupa un ristretto numero di colline che si eleva alla confluenza del fiume Chiascio con il Tevere, a sud-est di Perugia. La composizione del suolo, il clima favorevole e la perfetta esposizione al sole rendono le terre intorno a Torgiano particolarmente vocate alla viticoltura.
Il nome Torgiano deriva dalla contrazione di “Torre di Giano”, la torre, resto di un castello medioevale, che ancora oggi sovrasta l’antico borgo omonimo. Giano, secondo una leggenda, non sarebbe altri che il biblico Noè, sceso in Italia e fermatosi dopo il diluvio universale, proprio sulla riva sinistra del Tevere.
La coltivazione della vite, in questa zona, risale almeno all’età etrusca. Non a caso sullo stemma del Comune di Torgiano da sempre campeggiano grappoli di uva accanto alla torre.
L’antica notorietà di questo eccellente vino rosso si è estesa oltre i confini della regione Umbria, anche grazie al riconoscimento della Doc e al recentissimo della Docg.

Vitigni – Grado alcolometrico minimo – Invecchiamento e qualifiche

Vitigni: Sangiovese: dal 70% al 100%; possono inoltre concorrere alla produzione di detto vino le uve a bacca rossa idonee alla coltivazione per la provincia di Perugia, fino ad un massimo del 30%.
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50% vol.
Acidità totale minima: 4,0 g/l.
Estratto non riduttore minimo: 21,0 g/l.
Il periodo di invecchiamento è di almeno tre anni, dei quali almeno sei mesi in bottiglia. Tale periodo decorre al 1° novembre dell’annata di produzione delle uve.

Caratteristiche organolettiche

Limpidezza: brillante.
Colore: rosso rubino.
Odore: vinoso, delicato.
Sapore: asciutto, armonico, di giusto corpo.

Abbinamenti e temperatura di servizio

Il Torgiano Rosso Riserva è considerato vino da tutto pasto, comunque ideale con pastasciutte, pollame nobile, arrosti, selvaggina e cacciagione. Temperatura di degustazione: 18°-20°C.

Fonte: Agraria.org

Torgiano Rosso Riserva D.O.C.G. (uva Sangiovese) - per al foto si ringrazia

Torgiano Rosso Riserva D.O.C.G. (uva Sangiovese) – per al foto si ringrazia

Montefalco Sagrantino – D.O.C.G.

Zona di produzione e storia

Zona di produzione del Montefalco Sagrantino: intero territorio del comune di Montefalco e parte del territorio dei comuni di Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi e Giano dell’Umbria in provincia di Perugia.
Le colline di Montefalco, a sud della città di Perugia, nel cuore dell’Umbria, costituiscono la zona vitivinicola più ricca e varia di questa regione. La tradizione vinicola di questa terra ha origine nel Medioevo grazie ai monaci benedettini che, con la loro opera, bonificarono queste terre impiantandovi alcuni dei più antichi vitigni umbri. Uno di questi è il celebre Sagrantino, reputato di origine locale nonostante siano state formulate numerose ipotesi riguardo la sua comparsa.
Alcuni, infatti, lo ritengono importato dai primi frati francescani che lo diffusero nelle terre circostanti; altri invece, lo considerano proveniente dalla Spagna, se non addirittura introdotto in Italia dai Saraceni.
Già nel Rinascimento i vini prodotti in questa zona erano così apprezzati che venivano serviti alle ricche mense dei Papi e dei nobili dell’epoca. Nei secoli successivi la loro fama rimase inalterata, anche se spesso confinata nel ristretto ambito locale, finché, nel 1980, con il riconoscimento della Doc e successivamente, nel 1992, con la Docg, anche per questi vini si sono presentate opportunità di successo commerciale tanto sul mercato italiano che su quello estero. Anche se attualmente nel Sagrantino prevale la versione “secco”, il vino è nato come “passito”. Un tempo, infatti, il Sagrantino veniva prodotto quasi esclusivamente in quest’ultima tipologia, ed ottenuto dall’appassimento delle uve su graticci di legno. Questa tecnica di produzione era assai congeniale alle uve di Sagrantino, capaci di appassire per mesi senza marcire e con gli acini che conservano a lungo intatta la componente zuccherina.

Vitigni – Grado alcolometrico minimo – Invecchiamento e qualifiche

Vitigno: esclusivamente Sagrantino.
“Montefaco” Sagrantino secco:
– titolo alcolometrico volumico totale minimo: 13%;
– acidità totale minima: 5 per mille;
– estratto secco netto minimo: 26 per mille.
“Montefalco” Sagrantino passito:
– titolo alcolometrico volumico totale minimo: 14,5%;
– residuo zuccherino minimo: 3O g/l;
– acidità totale minima: 5 per mille;
– estratto secco netto minimo: 30 per mille.
Il vino “Montefalco” Sagrantino “secco” non può essere immesso al consumo se non dopo aver subito un periodo di invecchiamento di almeno trenta mesi, di cui almeno dodici in botti di legno.
Il vino “Montefalco” Sagrantino “passito”, non può essere immesso al consumo se non dopo aver subito un periodo d’invecchiamento di almeno trenta mesi.
I periodi d’invecchiamento, di cui sopra, decorrono dal l° dicembre dell’anno di produzione delle uve.

Caratteristiche organolettiche

“Montefaco” Sagrantino secco:
– colore: rosso rubino intenso, talvolta con riflessi violacei e tendente al granato con l’invecchiamento;
– odore: delicato, caratteristico che ricorda quello delle more di rovo;
– sapore: asciutto, armonico.
“Montefalco” Sagrantino passito:
– colore: rosso rubino carico, talvolta con riflessi violacei e tendente al granato con l’invecchiamento;
– odore: delicato, caratteristico che ricorda quello delle more di rovo;
– sapore: abboccato, armonico, gradevole.

Abbinamenti e temperatura di servizio

Il Montefalco Sagrantino secco lega benissimo con i vari tipi di carne, dal manzo al suino, dal capretto all’agnello, valorizzando anche i piatti tipici della cacciagione. Temperatura di degustazione 18-20°C.
Il Montefalco Sagrantino passito, da servire a 12 gradi, è splendido con i dolci tipici. Classico vino da meditazione, si presta ad una lunga conservazione.

Fonte: Agraria.org

Per saperne di più:

Montefalco Sagrantino D.O.C.G. - per la foto si ringrazia

Montefalco Sagrantino D.O.C.G. – per la foto si ringrazia

Grappolo Sagrantino - per la foto si ringrazia

Grappolo Sagrantino – per la foto si ringrazia

Consorzio Tutela Vini Montefalco - per la foto si ringrazia

Consorzio Tutela Vini Montefalco – per la foto si ringrazia

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