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Archive for the ‘Vini e liquori’ Category

Atina – D.O.C.

Zona di produzione e storia

La denominazione di origine controllata «Atina» è riservata ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:
– Atina rosso;
– Atina rosso riserva;
– Atina Cabernet;
– Atina Cabernet riserva;
– Atina Semillon.

La zona di produzione delle uve atte alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata «Atina» ricade nella Provincia di Frosinone e comprende i terreni vocati alla qualità di tutto o in parte dei territori amministrativi dei comuni:
Atina, Gallinaro, Belmonte Castello, Picinisco, Sant’Elia Fiumerapido, Alvito, Villa Latina, San Donato Val di Comino, Vicalvi, Casalattico, Casalvieri, Settefrati.

Di fondamentale rilievo sono i fattori umani legati al territorio di produzione, che per consolidata tradizione hanno contribuito ad ottenere il vino “Atina”.
La coltivazione della vite in Lazio ha origini antichissime, e la presenza della viticoltura nell’area delimitata risale all’epoca romana: col passare dei secoli la coltivazione della vite ha avuto sempre un ruolo molto importante nell’economia agraria della regione come testimoniano, i documenti conservati gli archivi dei monasteri che sorgono ancora oggi numerosi nella zona. La rete dei monasteri benedettini, costituita da abbazie e piccoli monasteri sparsi sul territorio, contribuì non poco allo sviluppo dell’agricoltura in generale e della viticoltura in particolare.
Il Castrucci, nella Descrizione del ducato d’Alvito nel regno di Napoli in campagna felice (1632), lo descrive così “vaghi e ameni colli pieni di arboreti, e vigne, e altre piante, che portano copiosi e delicati frutti e soavissimi vini”; per la città di Alvito riporta “coi colli, e valli adornati d’arboreti, e vigne, e da quando in quando, in parte, e parte da bellissimi arbori di frutti d’ogni sorte singolari, ed in particolare de’ suavissimi vini; per Picinisco “ha i territorii in piano, valli, monti e boschi, fecondi di frumento, di vini suavissimi” e per Gallinaro “e vi sono anco assai colli ornati tutti d’arboreti, e vigne, e piante, che portano vini, e frutti soavissimi d’ogni sorte”. Nel Dizionario geografico-ragionato del regno di Napoli (1797), Laurent Justinien, per Agnone, Casale della città di Atina riporta “fa buoni prodotti specialmente di vino”. Il Rampoldi nella Corografia dell’Italia (1833), per Alvito scrive “.. il territorio è ubertoso di viti” e per Casalvieri “ed ubertosa di buoni oli e di prelibati vini” Il Giornale di scienze mediche (1848) descrivendo i vini della provincia di Terra di Lavoro riporta “lodatissimi quelli dei terreni di Alvito”.
Grazie alle loro peculiarità, numerosi sono i riconoscimenti che hanno ricevuto e continuano a ottenere, i vini a DOC Atina sia in ambito locale, nazionale che internazionale; ben figurano inoltre sulle principali guide nazionali.

Vitigni – Grado alcolometrico minimo – Invecchiamento e qualifiche

Base ampelografica
I vini denominazione di origine controllata «Atina» devono essere ottenuti da uve prodotte dai vigneti aventi, in ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica:
– Atina rosso:
Cabernet Sauvignon minimo 50%
Syrah minimo 10%
Merlot minimo 10%
Cabernet Franc minimo 10%
Possono concorrere fino ad un massimo del 20% altri vitigni a bacca nera, non aromatici, idonei alla coltivazione per la Regione Lazio ed iscritti nel Registro Nazionale delle varietà di vite per uve da vino, riportati nel disciplinare.
– Atina Cabernet:
Cabernet Sauvignon e/o Cabernet Franc minimo 85%.
Possono concorrere fino ad un massimo del 15%, altri vitigni a bacca nera, idonei alla coltivazione per la Regione Lazio.
– Atina Semillon
Semillon minimo 85%;
Possono concorrere alla produzione di detto vino, fino ad un massimo del 15%, altri vitigni a bacca bianca, idonei alla coltivazione per la Regione Lazio.

I vini denominazione di origine controllata «Atina» all’atto dell’immissione al consumo devono rispondere alle seguenti caratteristiche:

«Atina» rosso:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 20,0 g/l.

«Atina» Cabernet:
titolo alcolometrico volumico totale minimo:12,00% vol;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 20,0 g/l.

«Atina» rosso riserva:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50% vol;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 24,0 g/l.

«Atina» Cabernet riserva:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50% vol;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 24,0 g/l.

«Atina» Semillon:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
acidità totale minima: 5,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 18,0 g/l.

È facoltà del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali modificare con proprio decreto, i limiti dell’acidità totale e dell’estratto non riduttore minimo.

Caratteristiche organolettiche

I vini denominazione di origine controllata «Atina» all’atto dell’immissione al consumo devono rispondere alle seguenti caratteristiche:

«Atina» rosso:
colore: rosso più o meno intenso;
odore: fruttato, caratteristico del vitigno base;
sapore: armonico, pieno, asciutto, talvolta erbaceo.

«Atina» Cabernet:
colore: rosso più o meno intenso;
odore: fruttato, caratteristico del vitigno base;
sapore: armonico, pieno, asciutto, talvolta erbaceo.

«Atina» rosso riserva:
colore: rosso più o meno intenso, tendente al granato con l’invecchiamento;
odore: fruttato, caratteristico del vitigno base;
sapore: armonico, pieno, asciutto, talvolta erbaceo.

«Atina» Cabernet riserva:
colore: rosso più o meno intenso, tendente al granato con l’invecchiamento;
odore: fruttato, caratteristico del vitigno base;
sapore: armonico, pieno, asciutto, talvolta erbaceo.

«Atina» Semillon:
colore: giallo paglierino più o meno intenso;
odore: delicato con note floreali e fruttate;
sapore: secco, sapido, morbido, persistente.

In relazione all’eventuale conservazione in recipienti di legno, ove consentita, il sapore dei vini può rilevare lieve percezione di legno.

Abbinamenti e temperatura di servizio

Atina rosso e Cabernet – Abbinamenti: salsiccia di Monte S. Biagio, coda alla vaccinara, fettuccine ciociare. Temperatura di servizio 18°C.
Atina Semillon – Abbinamenti: antipasti leggeri, insalata di mare, piatti con sughi di pesce in bianco. Temperatura di servizio 16° – 18°C.

Fonte: Agraria.org

Atina D.O.C. - vigneti - per la foto si ringrazia

Atina D.O.C. – vigneti – per la foto si ringrazia

Aprilia – D.O.C.

Zona di produzione e storia

La denominazione di origine controllata «Aprilia» è riservata ai vini bianchi e rossi che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal disciplinare di produzione per le tipologie:
– Bianco di Aprilia;
– Rosso di Aprilia
– Rosato di Aprilia;
– Merlot di Aprilia.

Le uve devono essere prodotte nella zona di produzione che comprende: in provincia di Latina tutto il territorio comunale di Aprilia e parte di quello dei comuni di Cisterna e Latina ed in provincia di Roma parte del territorio comunale di Nettuno.

Di fondamentale rilievo sono i fattori umani legati al territorio di produzione, che per consolidata tradizione hanno contribuito ad ottenere il vino “Aprilia”.
La presenza della viticoltura nell’area delimitata risale all’epoca preromana, ma iniziò a declinare già ai tempi Plinio a causa disboscamenti selvaggi che provocarono la formazione di zone acquitrinose e paludose e l’insorgere della malaria, spostandosi progressivamente verso le zone limitrofe più interne e poste ad una altitudine maggiore. Al Rinascimento risalgono i primi lavori di bonifica della palude pontina ad opera del papa Leone X, che furono proseguiti da papa Sisto V e da Pio VI sul finire del Settecento: ciò permise di rendere coltivabili molti terreni contribuendo alla rinascita dell’agricoltura. La bonifica definitiva della risale agli anni trenta del secolo scorso e ha permesso il totale recupero dei terreni. L’Agro fu diviso in unità terriere di estensione variabile a seconda della fertilità del terreno e con una media di 20 ha per ogni gruppo familiare, che ebbe in dotazione una casa colonica (il podere), munita dei servizi civili e agricoli necessari. Nel periodo ottobre-novembre 1932 iniziò l’immigrazione di circa 60 mila contadini veneti, friulani ed emiliani (soprattutto ferraresi) che dovevano popolare l’Agro bonificato. Diedero origine ad una vitivinicoltura che, da una iniziale destinazione per l’autoconsumo (con varietà tipiche delle loro terre di origine come il Sangiovese ed il Merlot) in quanto il vino era considerato un alimento corroborante per il lavoro, passò progressivamente, segnatamente negli anni settanta del secolo scorso, ad una viticoltura da reddito.
Grazie alle loro peculiarità, numerosi sono i riconoscimenti ottenuti dai vini a DOC Aprilia sia in ambito locale, nazionale che internazionale; ben figurano inoltre sulle principali guide nazionali. Anche nei concorsi sia nazionali, sia internazionali i vini hanno ricevuto e continuano a ottenere numerosi riconoscimenti.

Vitigni – Grado alcolometrico minimo – Invecchiamento e qualifiche

Base ampelografica
Il vino a denominazione di origine controllata “Aprilia” deve essere ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti aventi, nell’ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica:
– Bianco di Aprilia
Trebbiano Toscano almeno il 50%;
Chardonnay dal 5% al 35%;
possono concorrere altri vitigni a bacca bianca, idonei alla coltivazione per la Regione Lazio, fino a un massimo del 15% del totale.
– Rosso e Rosato di Aprilia
Sangiovese almeno il 50%;
Cabernet Sauvignon dal 5% al 25%;
Merlot fino dal 5% al 25%
possono concorrere altri vitigni a bacca rossa, idonei alla coltivazione per la Regione Lazio, fino a un massimo del 15% del totale.
– Merlot di Aprilia
Merlot non meno dell’ 85%;
possono concorrere altri vitigni a bacca rossa, idonei alla coltivazione per la Regione Lazio, fino a un massimo del 15% del totale.

I vini a denominazione di origine controllata “Aprilia” devono rispondere, all’atto dell’immissione al consumo, alle seguenti caratteristiche:

“Bianco di Aprilia”:
– titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
– acidità totale minima: 4,5 g/l;
– estratto non riduttore minimo: 18,0 g/l.

“Rosso di Aprilia”:
– titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol;
– acidità totale minima: 5,0 g/l;
– estratto non riduttore minimo: 20,0 g/l.

“Rosato di Aprilia”:
– titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
– acidità totale minima: 5,0 g/l;
– estratto non riduttore minimo: 18,0 g/l.

“Merlot di Aprilia”:
– titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol;
– acidità totale minima: 5,0 g/l;
– estratto non riduttore minimo: 22,0 g/l.

È in facoltà del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali di modificare con proprio decreto, i limiti minimi sopra indicati per l’acidità totale e per l’estratto non riduttore.

Caratteristiche organolettiche

I vini a denominazione di origine controllata “Aprilia” devono rispondere, all’atto dell’immissione al consumo, alle seguenti caratteristiche:

“Bianco di Aprilia”:
– colore: giallo paglierino talora con riflessi verdolini.
– odore: intenso, caratteristico, con note floreali.
– sapore: secco, intenso, equilibrato.

“Rosso di Aprilia”:
– colore: rosso rubino con riflessi granati con l’invecchiamento.
– odore: intenso, fine con sentori di frutta matura
– sapore: secco, intenso, armonico, di giusto corpo.

“Rosato di Aprilia”:
– colore: rosa tenue
– odore: delicato, floreale
– sapore: fresco, secco, sapido.

“Merlot di Aprilia”:
– colore: rosso rubino, tendente al granato con l’invecchiamento;
– odore: vinoso, gradevole;
– sapore: secco, di corpo caratteristico.

Fonte: Agraria.org

Aprilia D.O.C. - per la foto si ringrazia

Aprilia D.O.C. – per la foto si ringrazia

Aleatico di Gradoli – D.O.C.

Zona di produzione e storia

La denominazione d’origine controllata “Aleatico di Gradoli” è riservata ai vini che rispondono alle condizioni e ai requisiti prescritti dal disciplinare di produzione per le tipologie:
– Aleatico di Gradoli;
– Aleatico di Gradoli liquoroso;
– Aleatico di Gradoli liquoroso riserva;
– Aleatico di Gradoli passito.

Le uve destinate alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata «Aleatico di Gradoli» devono essere prodotte nell’intero territorio amministrativo dei comuni di: Gradoli, Grotte di Castro e San Lorenzo Nuovo ed in parte del territorio del comune di Latera in provincia di Viterbo.

Di fondamentale rilievo sono i fattori umani legati al territorio di produzione, che per consolidata tradizione hanno contribuito ad ottenere il vino “Aleatico di Gradoli”. La viticoltura dell’areale di Gradoli si sviluppò sicuramente in epoche antiche anche grazie all’influenza positiva sul clima del vasto bacino lacustre di Bolsena, e sul quale si affacciano la gran parte dei terreni vitati.
Presso gli Etruschi la coltivazione della vite raggiunse un notevole progresso, favorito anche da evolute conoscenze tecniche e da materiale ampelografico di varia origine, raccolto attraverso gli ampi rapporti commerciali di questo popolo. La coltivazione della vite continuò ed ebbe maggiore espansione ad opera dei Romani, passò indenne attraverso i secoli bui, tanto che nel 1627 il Tassoni nell’opera De’ pensieri diversi, discorrendo sul declino dei vini di Napoli presso i Romani riporta: “..e trouano di preferire i vini loro più sani allo stomaco, e più grati al gusto di quelli di Napoli, massimamente gli Albani, i Gianziani, quei di Marino, di Caprarola, di Graduli”.
Non mancano testimonianze di partecipazione a manifestazioni come l’Aleatico di Gradoli, presentato nel 1861 all’Esposizione Italiana Agraria, Industriale e Artistica di Firenze, dal Sig. Murzi Antonio di Orvieto.
Nel 1929, con la fondazione della Cantina Oleificio Sociale di Gradoli, la produzione dell’Aleatico di Gradoli ha avuto un nuovo impulso conquistando i mercati nazionali ed internazionali, come testimoniano i premi ed i riconoscimenti conquistati: 1932 Fiera del Levante (terza mostra nazionale del vino) Bari diploma di medaglia Vermeil per il vino Aleatico, 1934 Terza Mostra dell’Agricolture a Firenze Diploma con Medaglia d’Oro per i vini Aleatico e Grechetto, 1937 Exposition Internazionale des Arts ed des tecniques Parigi Diplome de Grand Prix, 1938 Fiera Internazionale di Tripoli Diploma con Medaglia d’Oro, 1971 Esposizione dei vini prodotti dalle Cantine Sociali delle Regione Lazio a Malta Attestato di Merito per la presentazione di Vini tipici e di qualità superiore, 1971 Settima Mostra Mercato Nazionale Vini tipici e pregiati a Siena Diploma di Merito per il Vino Aleatico, 2004 Selezione dei Vini del Lazio a Roma Diploma di Merito per il Vino Aleatico annata 2002.
Nei corso dei secoli la viticoltura ha mantenuto il ruolo di coltura principe del territorio, fino all’attualità, come testimoniano i Vendemmiali giunti all’ottantaseiesima edizione.
Grazie alle loro peculiarità, numerosi sono i riconoscimenti ottenuti dai vini a DOC Aleatico di Gradoli sia in ambito locale, nazionale che internazionale; ben figurano inoltre sulle principali guide nazionali. Anche nei concorsi sia nazionali, sia internazionali i vini hanno ricevuto e continuano a ottenere numerosi riconoscimenti.

Vitigni – Grado alcolometrico minimo – Invecchiamento e qualifiche

Base ampelografica
I vini a denominazione di origine controllata «Aleatico di Gradoli» devono essere ottenuti dalle uve prodotte dai vigneti aventi, nell’ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica:
– Aleatico minimo 95%;
– altri vitigni a bacca di colore analogo idonei alla coltivazione per la Regione Lazio, fino ad un massimo del 5%.

I vini a denominazione di origine controllata «Aleatico di Gradoli» devono rispondere, all’atto dell’immissione al consumo, rispettivamente alle seguenti caratteristiche:

«Aleatico di Gradoli»:
– titolo alcolometrico minimo volumico complessivo: 12,00% vol di cui almeno 9,50% vol svolti;
– acidità totale minima: 4,5 g/l;
– estratto non riduttore minimo: 20,0 g/l.

«Aleatico di Gradoli» liquoroso:
– titolo alcolometrico volumico minimo complessivo: 17,50% vol di cui almeno 15,00% vol svolti;
– acidità totale minima: 4,0 g/l;
– estratto non riduttore minimo: 20,0 g/l.

«Aleatico di Gradoli» liquoroso riserva:
– titolo alcolometrico volumico minimo complessivo: 17,50% vol di cui almeno 15,00% vol svolti;
– acidità totale minima: 4,0 g/l;
– estratto secco netto minimo: 20,0 g/l.

«Aleatico di Gradoli» passito:
– titolo alcolometrico minimo volumico complessivo: 16,00% vol di cui almeno 9,00% vol svolti;
– acidità totale minima: 4,5 g/l;
– estratto non riduttore minimo: 28,0 g/l.

È facoltà del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali di modificare i sopraindicati limiti di acidità totale e l’estratto non riduttore minimo.

Caratteristiche organolettiche

I vini a denominazione di origine controllata «Aleatico di Gradoli» devono rispondere, all’atto dell’immissione al consumo, rispettivamente alle seguenti caratteristiche:

«Aleatico di Gradoli»:
– colore: rosso granato con tonalità violacee;
– odore: finemente aromatico, caratteristico;
– sapore: di frutto fresco, morbido, vellutato, dolce.

«Aleatico di Gradoli» liquoroso:
– colore: rosso granato più o meno intenso, talvolta con riflessi violacei;
– odore: aromatico, delicato, caratteristico;
– sapore: pieno, dolce, armonico, gradevole.

«Aleatico di Gradoli» liquoroso riserva:
– colore: rosso granato più o meno intenso, tendente talvolta all’arancione con l’invecchiamento;
– odore: aromatico, caratteristico dell’invecchiamento in botte di rovere;
– sapore: pieno, dolce più o meno tannico, armonico, gradevole.

«Aleatico di Gradoli» passito:
– colore: rosso rubino talvolta con riflessi violacei;
– odore: fruttato, finemente aromatico, caratteristico;
– sapore: di frutta matura, dolce.

Abbinamenti e temperatura di servizio

Variano a seconda della tipologia di vino.

Fonte: Agraria.org

Aleatico di Gradoli D.O.C. - per la foto si ringrazia

Aleatico di Gradoli D.O.C. – per la foto si ringrazia

Frascati Superiore D.O.C.G.

Zona di produzione e storia

Riconoscimento DOCG: 2011

La zona di produzione comprende per intero il territorio amministrativo dei comuni di Frascati, Grottaferrata, Monte Porzio Catone, ed in parte quelli di Roma e Montecompatri, in provincia di Roma
L’altitudine è compresa tra 70 e 500 metri s.l.m.; l’esposizione generale è orientata verso Nord-Ovest ed Ovest. I terreni del comprensorio del Frascati sono di origine vulcanica, di tipo basaltico e tufaceo e, da approfonditi studi, è risultato che per la maggior parte sono di medio impasto o leggermente compatti, presentando il 56,1% di sabbia, il 17,8% di limo ed il 26,1% di argilla. Sono scarsamente dotati di azoto, normalmente ricchi di anidride fosforica assimilabile, molto ricchi di potassio assimilabile, poveri di calcare totale ed attivo, scarsamente forniti di sostanza organica ed a pH quasi sempre neutro o sub-acido.
Il clima di tipo mediterraneo è caratterizzato da temperature moderate, piovosità concentrata nel periodo autunno-inverno con lunghe siccità nel periodo primaverile estivo. L’esposizione del territorio verso il mare Tirreno permette di godere di una piacevole brezza marina che mitiga il calore delle ore più calde ed evita il ristagno dell’umidità.
La vite trova qui condizioni ambientali assai favorevoli. Un ulteriore aspetto particolarmente vantaggioso è rappresentato dalla relativa elevata temperatura ed insolazione che si riscontra nei mesi di settembre ed ottobre che consentono alle uve di maturare lentamente e completamente.

Vitigni – Grado alcolometrico minimo – Invecchiamento e qualifiche

Composizione ampelografica:
Malvasia bianca di Candia e/o Malvasia del Lazio (Malvasia puntinata) minimo 70%;
Bellone, Bombino bianco, Greco bianco, Trebbiano toscano, Trebbiano giallo da soli o congiuntamente fino ad un massimo del 30%.
Le altre varietà di vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella Regione Lazio, presenti nei vigneti, possono concorrere fino ad un massimo del 15% di questo 30%.

I vini a denominazione di origine controllata e garantita «Frascati Superiore», all’atto dell’immissione al consumo dovranno rispondere alle seguenti caratteristiche:
– titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol.;
– acidità totale minima: 4,50 g/l;
– estratto secco non riduttore minimo: 18,00 g/l.
I vini a denominazione di origine controllata e garantita «Frascati Superiore», nella versione riserva all’atto dell’immissione al consumo dovranno rispondere alle seguenti caratteristiche:
– titolo alcolometrico volumico totale minimo: 13,00% vol.;
– acidità totale minima: 4,50 g/l;
– estratto secco non riduttore minimo: 18,00 g/l.

Caratteristiche organolettiche

I vini a denominazione di origine controllata e garantita «Frascati Superiore», all’atto dell’immissione al consumo dovranno rispondere alle seguenti caratteristiche:
– colore: giallo paglierino piu’ o meno intenso;
– profumo: intenso, con profumo caratteristico delicato;
– sapore: secco, sapido, morbido, fine, vellutato;
I vini a denominazione di origine controllata e garantita «Frascati Superiore», nella versione riserva all’atto dell’immissione al consumo dovranno rispondere alle seguenti caratteristiche:
– colore: giallo paglierino più o meno intenso;
– profumo: intenso, con profumo caratteristico delicato;
– sapore: secco, sapido, morbido, fine, vellutato;

Abbinamenti e temperatura di servizio

È un vino che si abbina, come molti bianchi, con primi piatti delicati o di mare, portate di pesce, carni bianche. Temperatura di servizio: 10°-12°C.

Fonte: Agraria.org

Per saperne di più:

Frascati Superiore D.O.C.G. - per la foto si ringrazia

Frascati Superiore D.O.C.G. – per la foto si ringrazia

Cannellino di Frascati D.O.C.G. - per la foto si ringrazia

Frascati Superiore D.O.C.G. – per la foto si ringrazia

Casanese del Piglio – D.O.C.G.

Zona di produzione e storia

Zona di produzione: provincia di Frosinone (tutto il territorio comunale di Piglio e Serrone e parte del territorio di Acuto, Anagni e Paliano). Riconoscimento nel 2008.
Il Cesanese è un vitigno laziale di antichissima tradizione, come testimoniano i reperti storici rinvenuti sul territorio, molto apprezzato già ai tempi dei Romani.

Vitigni – Grado alcolometrico minimo – Invecchiamento e qualifiche

Composizione ampelografica: Cesanese di Affile e/o Cesanese comune 90% minimo, vitigni complementari, “idonei alla coltivazione” per la regione Lazio a bacca rossa per non più del 10%.
Due le tipologie:
– “Cesanese del Piglio” o “Piglio”;
– “Cesanese del Piglio” o “Piglio” “Superiore”.
Tipologia: “Cesanese del Piglio” o “Piglio”:
– titolo alcolometrico volumico totale minimo 12,00% vol;.
– acidità totale minima: 4,5 g/l;
– estratto non riduttore minimo: 22 g/l.
Tipologia: “Cesanese del Piglio” o “Piglio” “Superiore”:
– titolo alcolometrico volumico totale minimo 13,00% vol;
– acidità totale minima: 4,5 g/l;
– estratto non riduttore minimo: 24 g/l.
La tipologia “Cesanese del Piglio” o “Piglio” “Superiore” sottoposto ad un periodo di invecchiamento non inferiore a 20 mesi, di cui 6 mesi di affinamento in bottiglia e con un titolo alcolometrico volumico totale minimo di 14,00% vol, può fregiarsi della menzione aggiuntiva «Riserva».

Caratteristiche organolettiche

Tipologia: “Cesanese del Piglio” o “Piglio”:
– colore: rosso rubino con riflessi violacei;
– odore: caratteristico del vitigno di base;
– sapore: morbido, leggermente amarognolo, secco.
Tipologia: “Cesanese del Piglio” o “Piglio” “Superiore”:
– colore: rosso rubino, tendente al granato con l’invecchiamento;
– odore: intenso, ampio, con note floreali e fruttate;
– sapore: secco, armonico, di buona struttura, con retrogusto gradevolmente amarognolo.

Abbinamenti e temperatura di servizio

Si abbina a secondi piatti, carni rosse, formaggi di media stagionatura e selvaggina; deve essere servito a una temperatura di 18°C; si consiglia di stappare due ore prima circa.

Fonte: Agraria.org

Per saperne di più:

Casanese del PIglio D.O.C.G. - per la foto si ringrazia

Casanese del PIglio D.O.C.G. – per la foto si ringrazia

Casanese del Piglio D.O.C.G. - per la foto si ringrazia

Casanese del Piglio D.O.C.G. – per la foto si ringrazia

 

Cannellino di Frascati – D.O.C.G.

Zona di produzione e storia

Riconoscimento DOCG: 2011

La zona di produzione comprende per intero il territorio amministrativo dei comuni di Frascati, Grottaferrata, Monte Porzio Catone, ed in parte quelli di Roma e Montecompatri, in provincia di Roma.
L’altitudine è compresa tra 70 e 500 metri s.l.m.; l’esposizione generale è orientata verso Nord-Ovest ed Ovest. I terreni del comprensorio del Frascati sono di origine vulcanica, di tipo basaltico e tufaceo e, da approfonditi studi, è risultato che per la maggior parte sono di medio impasto o leggermente compatti, presentando il 56,1% di sabbia, il 17,8% di limo ed il 26,1% di argilla. Sono scarsamente dotati di azoto, normalmente ricchi di anidride fosforica assimilabile, molto ricchi di potassio assimilabile, poveri di calcare totale ed attivo, scarsamente forniti di sostanza organica ed a pH quasi sempre neutro o sub-acido.
Il clima di tipo mediterraneo è caratterizzato da temperature moderate, piovosità concentrata nel periodo autunno-inverno con lunghe siccità nel periodo primaverile estivo. L’esposizione del territorio verso il mare Tirreno permette di godere di una piacevole brezza marina che mitiga il calore delle ore più calde ed evita il ristagno dell’umidità.
La vite trova qui condizioni ambientali assai favorevoli. Un ulteriore aspetto particolarmente vantaggioso è rappresentato dalla relativa elevata temperatura ed insolazione che si riscontra nei mesi di settembre ed ottobre che consentono alle uve di maturare lentamente e completamente.

Vitigni – Grado alcolometrico minimo – Invecchiamento e qualifiche

Deve essere ottenuto dalle uve dei vigneti aventi, nell’ambito aziendale, la seguente composizione varietale:
– Malvasia bianca di Candia e/o Malvasia del Lazio (Malvasia puntinata) minimo 70%;
– Bellone, Bombino bianco, Greco bianco, Trebbiano toscano, Trebbiano giallo da soli o congiuntamente fino ad un massimo del 30%.
Le altre varietà di vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella Regione Lazio, presenti nei vigneti, possono concorrere fino ad un massimo del 15% di questo 30%.

All’atto dell’immissione al consumo dovranno rispondere alle seguenti caratteristiche:
– titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50% vol.
– zuccheri riduttori residui minimo 35,00 gr/l.
– acidità totale minima: 4,50 g/l;
– estratto non riduttore minimo: 19,00 g/l.

Caratteristiche organolettiche

All’atto dell’immissione al consumo dovranno rispondere alle seguenti caratteristiche:
– colore: giallo paglierino intenso;
– profumo: caratteristico, fine, delicato;
– sapore: fruttato, caratteristico.

Abbinamenti e temperatura di servizio

Da abbinare con dolci morbidi e secchi e con formaggi stagionati. Temperatura di servizio 10°-12°C.

Fonte: Agraria.org

Per saperne di più:

 

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