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Archive for the ‘Dolci, pani, focacce e pizze’ Category

Pane casareccio di Genzano – I.G.P.

Zona di produzione

Riconoscimento CE:  Reg. CE n. 2325 del 24.11.97 (GUCE L. 322 del 25.11.97)

Zona di produzione: Comune di Genzano (Roma).

Caratteristiche

E’ stato il primo pane in Europa ad ottenere il riconoscimento IGP. L’origine storica di questo famoso prodotto della panetteria è legata alla tradizione contadina della zona di produzione: il pane veniva lavorato dalle singole famiglie che lo cuocevano poi in forni a legna denominati “soccie”. Già apprezzato nell’800 per le sue peculiari caratteristiche, è dalla metà del XX secolo che ha raggiunto una notevole fama prima presso gli abitanti di Roma e poi anche al di fuori del Lazio. Si confeziona a forma di pagnotta con “baciatura ai fianchi” o di filoni rotondi e lunghi con un peso variabile da 0,5 a 2,5 kg. La crosta, dello spessore di 3 mm, ha un colore marrone scuro; la mollica si conserva a lungo soffice e spugnosa.
Viene prodotto utilizzando farina di grano tenero, acqua, lievito naturale (cioè l’impasto della lavorazione precedente fatta acidificare) e sale. L’impasto viene fatto lievitare per circa un’ora e successivamente trasformato in pagnotte e filoni, dopo di che viene messo a riposare in casse di legno con teli di canapa e spolverato con cruschello o tritello; viene posto in ambienti caldi per una seconda lievitazione (circa 40 minuti) e quindi cotto al forno alla temperatura di 300°-320°C.

Disciplinare di produzione – Pane Casareccio di Genzano IGP

Articolo 1.
L’indicazione geografica protetta “Pane Casareccio Genzano” è riservata al Pane che risponde alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.

Articolo 2.
L’indicazione geografica protetta “Pane Casareccio Genzano” è ottenuta da farina di ottima qualità di tipo zero o doppio zero, lievito naturale, sale alimentare, acqua e cruschello di grano senza aggiunta di prodotti chimici o biologici.

Articolo 3.
La zona di produzione del “Pane Casareccio Genzano” comprende tutto il territorio del Comune di Genzano.

Articolo 4.
Le condizioni di produzione del “Pane Casareccio Genzano” devono essere quelle tradizionali della zona e comunque atte a conferire al prodotto le specifiche caratteristiche.
Le modalità di produzione sono le seguenti.
FASE DI IMPASTO.
1) preparazione del lievito naturale che deve essere rinfrescato tutti i giorni mediante acqua e farina in misura proporzionale alla quantità di impasto;
2) preparazione della “biga” almeno due ore prima di inpastare, in modo che abbia la giusta acidità. Per l’inpasto di una dose pari a q.li 1 di farina tipo zero o doppio zero, vanno aggiunti: Kg 2 di sale, Kg 1,5 di lievito naturale, litri 70 circa di acqua. Il tempo di impasto dura circa 20 minuti e può variare a seconda della quantità di impasto.
FASE DI CRESCITA.
La durata della fase di crescita è di circa 1 ora, ma è soltanto a seguito del controllo diretto effettuato da parte del fornaio sul raggiungimento del giusto punto di crescita che la pasta può essere spianata. Il pane spianato in forma di pagnotte o filoni deve essere collocato dentro casse di legno con teli di canapa e spolverato con cruschello o tritello. A questo punto il pane deve compiere la seconda crescita in un ambiente caldo a giusta tenperatura per circa 40 minuti per completare il suo assestamento.
FASE DI COTTURA.
La cottura può avvenire sia in forni a legna che in forni con diversa alimentazione.
La temperatura del forno deve essere conpresa tra 300 e 320 gradi centigradi per consentire che il pane cresca compatto e formi una crosta di 3 millimetri circa. Tale crosta ha la funzione di proteggere la mollica all’intemo e conservarla spugnosa e tenera con dei fori o “alveoli” non troppo grandi e irregolari. La fase di cottura ha una durata che varia a seconda del tipo di pezzatura e può andare da 35 minuti a un’ora e venti circa.

Articolo 5.
Il rispetto delle condizioni tecniche di idoneità di cui al precedente art. 4. è accertato dalla Regione Lazio, ferme r e s t a n d o l e competenze istituzionali del Ministero delle Risorse Agricole, alimentari e Forestali in materia di controlli.

Articolo 6.
Il “Pane Casareccio Genzano” all’atto dell’inraissioneal consumo deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
– pagnotte con delle “bacìature” ai fianchi o filoni rotondi e lunghi con pezzature che vanno da Kg 0,500 a Kg 2,5
– spessore della crosta di rnn. 3 circa;
– colore della parte interna bianco avorio;
– profumo di cereale genuino che ricorda il profumo di granaio;
– sapore sapido;
– umidità massima 33,7%;
– peso specifico 0,23Kg/decimetro cubo;

Articolo 7.
La vigilanza per l’applicazione delle disposizioni di cui all’unito disciplinare di produzione è svolta dal Ministero delle Risorse Agricole, Alimentari e Forestali.
Il suddetto Ministero con proprio provvedimento può incaricare della vigilanza sulla produzione e sul commercio de3. “Pane Casareccio Genzano” un Consorzio volontario dei produttori .

Articolo 8.
All’indicazione geografica protetta “Pane Casareccio Genzano” è vietata l’aggiunta di qualsiasi menzione o qualificazione aggiuntiva ivi conpresi gli aggettivi “extra”,” fine”, “selezionato”,”superiore”, e similari.
E’ consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali o marchi privati purché non abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre in inganno l’acquirente.

Fonte: Agraria.org

Per saperne di più: Comune di Genzano

Pane di Genzano I.G.P. - per la foto si ringrazia

Pane di Genzano I.G.P. – per la foto si ringrazia

Pangiallo

Il Pangiallo è un dolce tipico della Regione Lazio, avendo origine nell’Antica Roma durante l’era imperiale.

A quel tempo era infatti usanza cucinare questo dolce durante la festa del sostizio d’inverno per favorire il ritorno del sole.

La preparazione è piuttosto lunga e prevede un impasto unico di miele caldo, nocciole, pinoli, mandorle, canditi, uva sultanina, cannella e chiodi di garofano, noce moscata, farina e, in questi ultimi anni,  l’aggiunta del cioccolato fondente.

Ottenuto il perfetto miscuglio degli ingredienti, lo si lascia riposare per una notte intera per poi cuocerlo in forno ricoperto da una glassa composta da acqua, zucchero e zafferano.

Questo dolce assolutamente non può mancare sulle tavole dei laziali nel periodo natalizio.

Pangiallo

Pangiallo

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