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Archive for the ‘Vini e liquori’ Category

Liquore al sambuco di Chiaromonte – P.A.T.

E’ un liquore ottenuto per infusione. Si tratta di un processo molto lungo la cui tecnica tramandata di generazione in generazione prevede una cura quasi maniacale di ogni fase della preparazione del liquore al sambuco di Chiaromonte. Molti passaggi sono davvero importanti e appartengono ai segreti che ogni prodotto unico per la sua tipicità conserva. Le fasi principali della sua preparazione sono: la raccolta dei fiori fatta a mano con l’utilizzo di canne; l’essiccazione in cassette di legno all’aria per circa 30 giorni; la macerazione dei fiori in alcool per circa 90 giorni; l’eliminazione dei fiori e travaso in altri contenitori di acciaio; la maturazione dell’infuso per altri 60 giorni; l’imbottigliamento. Dopo la maturazione si presenta con un colore ambrato, dal gusto dolce, tipico liquore da dessert.

Fonte: ssabasilicata.it

Liquore al sambuco P.A.T. - per la foto si ringrazia

Liquore al sambuco P.A.T. – per la foto si ringrazia

Aglianico del Vulture superiore – D.O.C.G.

Zona di produzione e storia

L’Aglianico viene coltivato in un territorio che include diversi comuni: Rionero in Vulture, Barile, Rampolla, Ripacandida, Ginestra, Maschito, Forenza, Acerenza, Melfi, Atella, Venosa, Lavello, Palazzo San Gervasio, Banzi, Genzano di Lucania. Sono ritenuti idonei unicamente i vigneti su terreni collinari di origine vulcanica o comunque di buona costituzione, situati tra i 200 e i 700 metri s.l.m.
L’Aglianico del Vulture (come tutti i vitigni appartenenti all’Aglianico) ha origini molto remote e si ritiene che sia stato introdotto dai greci nel sud Italia tra il VII-VI secolo a.C. Altre fonti storiche che certificano l’antichità di questo vitigno sono costituite dai resti di un torchio dell’età romana ritrovati nella zona di Rionero in Vulture e da una moneta bronzea raffigurante l’agreste divinità di Dionisio, il cui culto fu poi ricondotto a quello di Bacco, coniata nella zona di Venosa nel IV secolo a.C.
Gli antichi romani lo ribattezzarono poi “Vitis Ellenica” e sfruttarono l’Aglianico per produrre il vino Falerno. L’origine del suo nome è incerta, c’è chi sostiene che sia ispirato all’antica città di Elea (Eleanico), sulla costa tirrenica della Lucania, e chi lo considera una semplice storpiatura della parola Ellenico. Una delle testimonianze storico-letterarie sulla storia di questo vitigno sono state lasciate da Orazio, scrittore e poeta latino originario di Venosa che esaltò le bellezze della sua terra e il vino in questione.
Il nome originario (che sia stato Elleanico o Ellenico) fu cambiato nell’attuale Aglianico durante la dominazione aragonese nel corso del XV secolo, a causa della doppia ‘l’ pronunciata ‘gl’ nell’uso fonetico spagnolo.

Aglianico del Vulture Superiore D.O.C.G. - per la foto si ringrazia

Aglianico del Vulture Superiore D.O.C.G. – per la foto si ringrazia

Vitigni – Grado alcolometrico minimo – Invecchiamento e qualifiche

Composizione ampelografica: uve provienti dal vitigno Aglianico del Vulture N. e/o Aglianico N.

Il vino «Aglianico del Vulture Superiore» all’atto dell’immissione al consumo deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
titolo alcolometrico: 13,50%;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 26 g/l.

Il vino «Aglianico del Vulture Superiore» Riserva all’atto dell’immissione al consumo deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
titolo alcolometrico: 13,50%;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 26 g/l.

Grado alcolometrico minimo – Caratteristiche organolettiche

Il vino «Aglianico del Vulture Superiore» all’atto dell’immissione al consumo deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
colore: rosso rubino intenso tendente al granato;
odore: tipico, gradevole ed intenso;
sapore: secco, giustamente tannico, sapido, persistente; equilibrato con l’invecchiamento, in relazione alla conservazione in recipienti di legno il sapore di vini può rilevare lieve sentore di legno.

Il vino «Aglianico del Vulture Superiore» Riserva all’atto dell’immissione al consumo deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
colore: rosso rubino intenso tendente al granato, con l’invecchiamento può assumere riflessi aranciati;
odore: tipico, gradevole ed intenso;
sapore: secco, giustamente tannico, sapido, persistente; equilibrato ed armonico con l’invecchiamento; in relazione alla conservazione in recipienti di legno il sapore di vini può rilevare lieve sentore di legno.

Abbinamenti e temperatura di servizio

Si accompagna ad arrosti di carni bianche e rosse, pollame, pollame nobile e selvaggina, anche in preparazioni elaborate. La temperatura di servizio è di circa 18°C.

Fonte: Agraria.org

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