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Archive for the ‘Mangiè piemunteis’ Category

Martin sec aromatizzati agli agrumi con zabaione

I martin sec cotti in padella (oppure al forno) sono un classico della cucina piemontese, le nostre notte, d’inverno, mettevano queste pere dure e vigorose (come il nostro territorio) a cuocere, con zucchero ed un bicchiere di vino, nei vecchi putagè dove, grazie al ritmo lento del fuoco ed al calore della fiamma acquistavano un sapore unico ed inimitabile. In sostanza era il dessert dei contadini nelle veglie invernali.

La ricetta che vi proponiamo quest’oggi è altrettanto semplice e gustosa ma con sapori un po’ fuori dai canoni classici.

Non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti per 4 persone:

  • 8 pere martin sec della ditta Agribisalta s.r.l.
  • 1 bicchiere di liquore al mandarino
  • 1 bicchiere di vino bianco secco di qualità
  • 2 bicchierini da digestivo di Cointreau
  • punta di cucchiaio di scorza di arancia liofilizzata (se avete la scorza di arancia fresca, va benissimo)
  • 4 cucchiai di zucchero
  • zucchero a velo q.b.
  • Per ingredienti e modalità di preparazione dello zabaione, cliccate qui

La metodica di preparazione è molto semplice, i tempi di cottura, invece, un po’ più sostanziosi.

Per prima cosa, lavate con estrema cura le pere quindi asciugatele e riponetele in un tegame dai bordi alti in modo che rimangano il più possibile l’una aderente all’altra.

Spolverizzate ora con i quattro cucchiai di zucchero la frutta quindi versatevi sopra  il bicchiere di vino bianco quindi il liquore al mandarino e per finire il Cointreau.

Prima di accendere il fuoco non dimenticate di aggiungere la scorza di arancia.

Alzate un poco la fiamma e portate il tutto ad ebollizione coprendo il tegame con un coperchio.

A questo punto addolcite la fiamma e portate a cottura le vostre pere per circa 1h (il minutaggio dipende molto da quanto sono grandi i frutti).

Mentre attendete, potete montare lo zabaione, su come fare, cliccate qui.

Una volta cotti i martin sec e pronto lo zabaione, potete passare all’impiattamento sistemando uno strato di zabaione sul fondo, poi le pere quindi spolverizzando il tutto con dello zucchero a velo.

Servite il tutto in tavola ben caldo e raccogliete i complimenti dei vostri ospiti.

 

Martin sec aromatizzati agli agrumi con zabaione

Martin sec aromatizzati agli agrumi con zabaione

Martin sec aromatizzati agli agrumi con zabaione

Martin sec aromatizzati agli agrumi con zabaione

Martin sec aromatizzati agli agrumi con zabaione

Martin sec aromatizzati agli agrumi con zabaione

Martin sec aromatizzati agli agrumi con zabaione

Martin sec aromatizzati agli agrumi con zabaione

Martin sec aromatizzati agli agrumi con zabaione

Martin sec aromatizzati agli agrumi con zabaione

Martin sec aromatizzati agli agrumi con zabaione

Martin sec aromatizzati agli agrumi con zabaione

Cavoletti di Bruxelles alla piemontese

I cavoletti di Bruxelles alla piemontese sono una ricetta di nostra invenzione, un contorno molto saporito, sostanzioso ed avvolgente, ideale per soddisfare appettiti famelici.

Ingredienti semplici, economici e tempistiche di preparazioni assai ridotte, fanno di questo piatto una verdura ideale per tutte le occasioni.

Non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti (dosi per 4 persone):

  • 600 gr. di cavoletti di Bruxelles
  • 2 bicchieri di latte intero
  • 6 acciughe
  • 1 cucchiaino da caffè di “sette sapori
  • 12 pomodorini cherry o piccadilly
  • scaglie di formaggio a pasta dura
  • sale q.b.

Per prima cosa lavate e pulite con cura i cavoletti di Bruxelles ed i pomodorini piccadilly.

Procuratevi ora un tegame, versatevi un filo di olio extravergine d’oliva, aggiungete il cucchiaino di “sette sapori“.

Accendete la fiamma e fate riscaldare per un paio di minuti a fuoco medio. Aggiungete i pomodorini (che in precedenza avrete smezzato) e date loro il tempo di insaporirsi e di “appassire”.

Unite ora i cavoletti di Bruxelles, fate “saltare” per uno paio di minuti, mescolando, in modo che le verdure si amalgamino.

Incorporate quindi le acciughe, rimestate per bene e, quando quest’ultime si saranno sciolte, aggiungete il bicchiere di latte intero.

Tenete ora la fiamma ad un livello medio/basso e portate a fine cottura per circa 10/12 minuti. Se la preparazione di dovesse “asciugare” troppo prima del tempo, aggiungete ancora un po’ di latte.

Trascorso il tempo, spegnete il fuoco, impiattate, spolverizzate con un po’ di scaglie di pecorino (o altro formaggio a pasta dura di vostro gradiemento) quindi servite in tavola ai vostri ospiti.

Semplice e stuzzicante bontà.

 

Cavoletti di Bruxelles alla piemontese

Cavoletti di Bruxelles alla piemontese

Cavoletti di Bruxelles alla piemontese

Cavoletti di Bruxelles alla piemontese

Cavoletti di Bruxelles alla piemontese

Cavoletti di Bruxelles alla piemontese

Cavoletti di Bruxelles alla piemontese

Cavoletti di Bruxelles alla piemontese

Cavoletti di Bruxelles alla piemontese

Vellutata di topinambur

La vellutata di topinambur è un primo piatto dal sapore delicato, leggero e, volendo, totalmente vegano.

Non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera:

Ingredienti (dosi per 4 persone):

  • 500 gr. di topinambur di Agribisalta s.r.l.
  • 3 patate medie
  • un porro
  • 1 scalogno
  • 1 cipolla bianca
  • brodo vegetale quanto basta, un litro circa (su come prepararlo, cliccate qui)
  • olio extravergine d’oliva q.b.
  • 1 bicchiere di latte (per i vegani, di soia)
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

La preparazione è piuttosto semplice e priva di ostacoli.

Pulite e lavate con cura il porro quindi affettatelo in rondelle non troppo sottili.

Pulite e pelate le patate quindi cubettatele.

Spazzolate, lavate (e se meglio gradite, pelate) i topinambur che poi taglierete anch’essi a cubetti.

Pelate la cipolla e lo scalogno che poi triterete non troppo sottilmente.

Procuratevi ora un pentola dai bordi alti, versatevi un filo di olio extravergine d’oliva, unite lo scalogno e le cipolle che rosolerete per alcuni minuti quindi aggiungete i porri, mescolate e lasciate insaporire per un paio di minuti.

Incorporate ora le patate ed i topinambur tagliati a cubetti.

Mescolate e lasciate cuocere per 5/6 minuti a fiamma media per poi coprire il miscuglio di verdure con il brodo vegetale.

Abbassate ora la fiamma e portate a cottura per circa 35 minuti.

Trascorso il tempo, spegnete il fuoco ed usando un mixer da cucina, riducete il composto in una crema vellutata.

Aggiungete ora il bicchiere di latte, aggiustate di sale e di pepe, quindi mescolate con dedizione.

A questo punto la vostra crema è pronta per essere impiattata e servita in tavola magari accompagnata da qualche crostino croccante.

Deliziosa.

Crema di topinambur

Crema di topinambur

Crema di topinambur

Crema di topinambur

Crema di topinambur

Vellutata di topinambur

Crema di topinambur

Vellutata di topinambur

Crema di topinambur

Crema di topinambur

Crema di topinambur

Crema di topinambur

Crema di topinambur

 

Torta “madernassa”

La torta “madernassa” è un dolce da forno che richiama gli ingredienti tipici del nostro bel Piemonte.

Un vero crogiuolo di sapori e bontà, tutto il necessario per rendere indimenticabile questa torta dalle antiche origini contadine.

Non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti:

  • 5 pere madernasse di AGRIBISALTA S.R.L.
  • 2 cucchiai di cacao amaro in polvere
  • 2 cucchiai di cacao zuccherato
  • 15 gr. di burro
  • 300 gr. di amaretti sbriciolati
  • 3 cucchiai di farina tipo “2”
  • 3 cucchiai di zucchero di canna
  • buccia grattugiata di un limone
  • succo di mezzo limone
  • 1 pizzico di sale

Lavate con cura il limone quindi grattugiatene la scorza e mettetela da parte. Spremete una metà dell’agrume.

Pelate le pere quindi grattugiatele in un contenitore. Tritate gli amaretti usando il mixer da cucina.

Procuratevi ora una pentola sufficientemente capiente dove andrete a versare le pere grattugiate. Accendete il fuoco e cuocete a fiamma bassa fin quando il tutto non si sarà praticamente trasformato in poltiglia.

A questo punto trasferite le pere in un contenitore (per poterle poi lavorare meglio) quindi incorporate un po’ alla volta gli amaretti sbriciolati, la farina, il cacao, lo zucchero, la scorza ed il succo del limone. Pizzicate di sale.

Mescolate con cura gli ingredienti quindi aggiungete l’uovo ed il burro. Terminate l’impasto rimestando ulteriormente con decisione.

Procuratevi quindi una teglia da forno rotonda, foderatela con un foglio dell’apposita carta quindi provvedete a versarvi l’impasto appena preparato ed a livellarlo in modo che lo spessore del composto risulti all’incirca di 2 cm.

Non vi resta che infornare a 180° (modalità statica) per 50 minuti circa.

Trascorso il tempo, sfornate, lasciate raffreddare, porzionate e servite in tavola ai vostri ospiti.

Una delizia per il palato.

Consiglio: risulta buonissima anche consumata il giorno successivo al confezionamento.

Torta “madernassa”

Torta “madernassa”

Torta “madernassa”

Torta “madernassa”

Torta “madernassa”

Torta “madernassa”

Torta “madernassa”

Torta “madernassa”

Torta “madernassa”

Torta “madernassa”

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Torta “madernassa”

Torta “madernassa”

Torta “madernassa”

Torta “madernassa”

Torta “madernassa”

Torta “madernassa”

Gulasch alla piemontese

Il gulasch alla piemontese è un secondo piatto ricco e sostanzioso, tipico della cucina della nostra regione (dove quasi sempre viene semplicemente chiamo “spezzatino”). Si sposa in maniera perfetta ed ideale con la polenta.

Per prepararlo a regola d’arte, serve tempo e pazienza. Il risultato finale ripagherà con gli interessi dell’attesa.

Non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera

Ingredienti (dosi per 4 persone):

  • 800 gr. di spezzatino di bovino di razza piemontese
  • 600 gr. di salsiccia di maiale
  • 400 gr. di passata di pomodoro
  • 3 carote
  • 2 gambi di sedano
  • 2 scalogni (o una cipolla rossa)
  • 3 patate medie
  • 1 bicchiere di vino rosso corposo di qualità (ex. nebbiolo, barbera, barolo)
  • 3/4 bicchieri di brodo vegetale (su come prepararlo, cliccate qui)
  • 4/5 pomodori tipo san marzano
  • 1 rametto di rosmarino
  • olio extravergine d’oliva q.b.
  • sale q.b.

Per prima cosa pulite e lavate con cura le carote ed i sedani che poi andrete a ridurre in cubetti non troppo grandi.

Pulite e pelate gli scalogni quindi tritateli piuttosto finemente.

Pelate le patate e tagliatele a cubetti (della grandezza di 2 cm x 2 cm circa) quindi metteteli da parte in un recipiente pieno di acqua fredda, onde evitare che anneriscano.

Lavate i pomodori e riduceteli a dadini.

Procuratevi ora un tegame sufficientemente capiente (magari antiaderente) dai brodi alti , versatevi un corposo filo d’olio extravergine d’oliva quindi unite lo scalogno, le carote ed i sedani. Accendete il fuoco e soffriggete per alcuni minuti fin quando le verdure non si saranno insaporite (5/6 minuti circa), mescolando di tanto in tanto.

A questo punto aggiungete la carne di bovino e la salsiccia a pezzi, rimestate e cuocete per i minuti necessari ad ottenere un’ottima rosolatura.

Incorporate dunque il vino rosso che lascerete sfumare a fiamma viva.

Smorzate il fuoco, aggiungete i pomodori, mescolate nuovamente e continuate la cottura a fiamma bassa.

Quando i pomodori saranno “appassiti”, aggiungete la polpa di pomodoro, aggiustate di sale, rimestate con cura e stufate a fuoco molto basso per circa un’ora e mezza.

Dopo 45 minuti aggiungete le patate a cubetti quindi portate a termine la cottura non dimenticando di mescolare di tanto in tanto e di aggiungere un po’ di brodo vegetale ogni qual volta il gulasch risulti troppo asciutto.

Trascorso il tempo, avrete ottenuto una vera delizia.

 

Gulasch alla piemontese

Gulasch alla piemontese

Gulasch alla piemontese

Gulasch alla piemontese

Gulasch alla piemontese

Gulasch alla piemontese

Gulasch alla piemontese

Gulasch alla piemontese

Gulasch alla piemontese

Gulasch alla piemontese

Gulasch alla piemontese

Gulasch alla piemontese

Gulasch alla piemontese

Gulasch alla piemontese

Gulasch alla piemontese

 

Risotto con crema di peperoni aromatizzato al “bagnet verd”

Oggi presentiamo un piatto i cui ingredienti sono molto legati alla “nostra” tradizione piemontese. I peperoni (di Cuneo o di Carmagnola), la salsa verde (o meglio “bagnet verd”), sono da sempre parte importante della cucina sabauda, a partire dagli antipasti per finire ai contorni.

Il primo che vi illustriamo l’abbiamo per la prima volta gustato (magistralmente cucinato) dagli amici de “L’osteria senza fretta”, noi ci siamo permessi di provare a rifare la ricetta (con dosi un po’ tutte nostre).

Risultato davvero ottimo, sicuramente non eccellente come quello di Daniela ma, nel nostro piccolo, ci possiamo decisamente accontentare.

Ingredienti (dosi per 4 persone):

  • 320 di riso Carnaroli
  • 1 peperone quadrato rosso (tipo Cuneo o Carmagnola)
  • 1 peperone quadrato giallo (tipo Cuneo o Carmagnola)
  • 120 gr. di ricotta morbida (o stracchino)
  • 1 scalogno o cipolla rossa
  • 4 filetti di alici (sott’olio o sotto sale)
  • 4 cucchiai di salsa verde (bagnet verd) – su come prepararlo, cliccate qui
  • olio extravergine d’oliva q.b.
  • brodo vegetale q.b. – su come prepararlo, cliccate qui
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

Per prima cosa lavate con cura i peperoni quindi asciugateli e metteteli a cuocere in forno (interi) per una quarantina di minuti a 180/200°.

Nel frattempo pelate la cipolla e riducetela ad un trito piuttosto sottile.

Preparate il “bagnet verd”, su come fare, cliccate qui

Una volta cotti i peperoni, sfornateli e riponeteli in un contenitore di vetro, chiudetelo con un coperchio e lasciate intiepidire la verdura, cosa che permetterà un più facile e rapida pelatura.

Terminata questa operazione, riponete i peperoni pelati nella tazza di un mixer unitamente alla ricotta, ad un pizzico di sale e ad una macinata di pepe.

Frullate il tutto fino ad ottenere una salsa omogenea e cremosa.

Procuratevi ora una padella dai bordi bassi, versatevi un filo di olio extravergine d’oliva, fatelo scaldare quindi unite il trito di cipolla e lasciatela soffriggere fin quando non appassirà.

A questo punto aggiungete il riso, tostatelo per bene (fin quando non diverrà trasparente) quindi iniziate la cottura vera e propria aggiungendo il brodo vegetale ogni qualvolta che viene assorbito. Mescolate con cura e delicatezza.

Trascorsi una 20ina di minuti, aggiungete la crema di peperoni approntata in precedenza.

Rimestate accuratamente e terminate la cottura per ulteriori cinque minuti in modo che il riso rimanga comunque ancora croccante.

Ora non vi resta che impiattare. Prima di servire in tavola, adagiate sul riso un cucchiaio di salsa verde sulla quale poi andrete a posare un filetto di acciuga arrotolato.

Presentate ai vostri ospiti e farete un figurone.

 

Risotto con crema di peperoni aromatizzato alla salsa verde

Risotto con crema di peperoni aromatizzato alla salsa verde

Risotto con crema di peperoni aromatizzato alla salsa verde

Risotto con crema di peperoni aromatizzato alla salsa verde

Risotto con crema di peperoni aromatizzato alla salsa verde

Risotto con crema di peperoni aromatizzato alla salsa verde

 

Gnocchi di castagne con fonduta di Raschera D.O.P.

Oggi gnocchi, anche se non i “soliti” gnocchi. Vi proponiamo una gustosa e stuzzicante alternativa, un primo piatto che coniuga alla perfezione i sapori della nostra terra (provincia di Cuneo), sposando la farina di castagne (eccellenza del territorio) con una fonduta ottenuta con un formaggio da noi molto conosciuto ed apprezzato.

Non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti (dosi per 4/6 persone)

Per prima cosa, impastate i gnocchi e preparate la fonduta.

In una pentola dai bordi alti, lessate quindi i gnocchi in abbondante acqua salata (con l’aggiunta di un cucchiaio di olio extravergine d’oliva).

I gnocchi saranno cotti quando risaliranno in superficie, tenete conto che risulteranno comunque più croccanti di quelli tradizionali fatti con le patate.

Una volta scolati, fate saltare i gnocchi con la fonduta in una padella sufficientemente capiente per un paio di minuti, tempo necessario affinchè i sapori si mescolino alla perfezione.

Trascorso il tempo non vi resta che impiattare. Se gradite, spolverizzate con del formaggio grattugiato.

Il vostro squisito primo piatto è ora pronto per essere servito in tavola ancora fumante.

Delizia del vecchio Piemonte.

Gnocchi di castagne con fonduta di Raschera D.O.P.

Gnocchi di castagne con fonduta di Raschera D.O.P.

Gnocchi di castagne con fonduta di Raschera D.O.P.

Gnocchi di castagne con fonduta di Raschera D.O.P.

 

Fonduta al Raschera D.O.P.

Oggi vi presentiamo una fonduta preparata con uno dei formaggi tipici del cuneese, ovvero il Raschera D.O.P.

Otterrete una salsa molto saporita e profumata, ideale per condire gnocchi, ravioli, cruset della Valle Stura e ravioles della Val Varaita.

Non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti (dosi per 4 persone):

  • 250 di Raschera D.O.P.
  • 2 tuorli d’uovo
  • 800 ml. di latte intero
  • 25 gr. di burro

Per prima cosa prendete il Raschera D.O.P. e tagliatelo in piccoli quadratini che poi andrete a mettere in una ciotola sufficientemente capiente. Ricoprite poi il formaggio con il latte e lasciate riposare per almeno un’oretta, se non avete premura, anche due.

Trascorso il tempo, procuratevi un tegame dove andrete a versare latte e formaggio.

Ora, cuocendo a bagnomaria, oppure a fiamma molto bassa, aggiungete il burro e fatelo sciogliere dolcemente mescolando con continuità aiutandovi con un cucchiaio di legno oppure una frusta da cucina. Unite ora i due tuorli d’uovo senza mai smettere di rimestare (meglio se usando la tecnica del basso verso l’alto).

Lasciate raddensare fin quando non otterrete un composto vellutato e giustamente cremoso (serviranno una quindicina di minuti circa).

A questo punto la vostra fonduta e pronta per essere usata nel modo che riterrete più opportuno.

 

Fonduta di Raschera D.O.P.

Fonduta di Raschera D.O.P.

Fonduta di Raschera D.O.P.

Fonduta di Raschera D.O.P.

Fonduta di Raschera D.O.P.

Fonduta di Raschera D.O.P.

Fonduta di Raschera D.O.P.

Fonduta di Raschera D.O.P.

Fonduta di Raschera D.O.P.

Fonduta di Raschera D.O.P.

Fonduta di Raschera D.O.P.

Fonduta di Raschera D.O.P.

Fonduta di Raschera D.O.P.

Fonduta di Raschera D.O.P.

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Fonduta di Raschera D.O.P.

Fonduta di Raschera D.O.P.

Bunet

Che dire, il bunet è il dolce al cucchiaio tipico del nostro piemonte (in particolar modo della zona langarola), un dessert non certo leggero ma davvero gustoso, goloso ed assolutamente imperdibile.

In origine era un dolce “della festa” appunto per alla corposità degli ingredienti. Oggi giorno è un perfetto fine pasto ma è ideale anche per una merenda sostanziosa.

Ora non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti (dosi per 4/6 porzioni, tenete presente che le foto sono state fatte per un bunet per due persone, dunque le dosi sono state dimezzate):

  • 1/2 litro di latte intero
  • 150 gr. di zucchero
  • 180 gr. di cacao amaro in polvere
  • 60 gr. di amaretti
  • 4 uova 
  • 1 pizzico di sale

Il procedimento è decisamente semplice, per prima cosa mettete il latte a riscaldare  in un padellino, a fiamma molto bassa, fate in modo che non arrivi ad ebollizione.

Nel frattempo rompete gli amaretti a mano (se preferite sentirne la crottantezza all’interno del bunet) oppure tritateli finemente usando un mixer.

In una ciotola a parte, rompete le uova ed amalgamatele a quattro cucchiai di zucchero usando un frusta da cucina fino ad ottenere un composto piuttosto fluido e spumoso.

A questo punto unite gli amaretti, il cacao amaro setacciato e mescolate il tutto con cura. Aggiungete quindi il latte caldo a filo continuando ad amalgamare con pazienza il tutto.

Versate ora lo zucchero avanzato in precedenza in un pentolino antiaderente, aggiungete un paio di cucchiai di acqua e caramellate il tutto fino ad ottenere un risultato finale giustamente dorato.

Versate ora in uno stampo da forno rettangolare il caramello facendo in modo di distribuirlo uniformemente  sia sui bordi che sul fondo inclinando più volte il contenitore. Lasciate raffreddare.

Trascorso il tempo necessario, unite nello stampo il miscuglio di uova, amaretti e latte approntato in precedenza e cuocete il bunet a bagnomaria nel forno (preriscaldato) a 160°, per un’ora.

A questo punto sfornate, lasciate raffreddare e mettete in frigo per mezza giornata (se avete tempo), altrimenti possono bastare anche  4 ore.

A questo punto il vostro dolce sarà pronto per essere rovesciato in un piatto da portata, tagliato e servito ai vostri ospiti.

Una magica bontà piemontese.

Bunet

Bunet

Bunet

Bunet

Bunet

Bunet

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Bunet

Bunet

Bunet

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Bunet

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Bunet

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Bunet

Bunet

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Bunet

Bunet

Semolini alla piemontese

Oggi proponiamo una ricetta tipica del Piemonte che può essere servita come contorno oppure, meglio ancora, come antipasto. Il semolino è attore protagonista di quel trionfo che prende il nome di Fritto Misto alla Piemontese.

Non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti (dosi per 4/6 persone):

  • 750 ml. di latte intero
  • 150 gr. di farina di semola
  • succo e scorza di un limone
  • 2 uova (uno per il composto, uno per la panatura)
  • 80 gr. di zucchero
  • pangrattato q.b.
  • olio di oliva oppure olio di semi di arachidi q.b.

In un pentolino capiente, unite il latte alla scorza di limone (se preferite un gusto più intenso di limone, aggiungetene anche il succo) ed allo zucchero.

Accendete il fuoco e portate il tutto ad ebollizione.

A questo punto incorporate la farina di semola aggiungendola, a pioggia, un poco alla volta.

Mescolando in continuazione (con una frusta oppure un cucchiaio di legno da cucina) lasciate cuocere a fuoco molto basso per una quindicina di minuti.

Trascorso il tempo, spegnete il fuoco, aggiungete un uovo al composto e rimestate con forza e cura in modo da ottenere un miscuglio denso ed omogeneo.

Versate il tutto su un piano oppure, meglio ancora, in una teglia o una leccarda inumidita d’acqua oppure rivestita con della carta da forno. Lo spessore del “mattoncino” ottenuto dovrà essere all’incirca di 3 cm.

Lasciate raffreddare quindi tagliate il composto solidificato in rombi di ugual dimensione.

A parte, procuratevi un piatto piano dove stenderete una giusta quantità di pangrattato ed un piatto fondo dove andrete a sbattere l’uovo restante.

Prendete quindi i singoli semolini, passateli e ripassateli nell’uovo poi nel pangrattato.

Ripetete l’operazione fin quando non terminerete gli ingredienti.

In una padella capiente, fare scaldare abbondante olio di semi di arachidi quindi immergetevi i semolini (non più di due o tre per volta, in modo da non abbassare troppo la temperatura dell’olio durante la frittura).

Cuoceteli su entrabi i lati fin quando non acquisteranno una perfetta doratura.

Scolateli quindi adagiateli su un foglio di carta assorbente da cucina.

Spolverizzate con un poco di zucchero, impiattate e serviteli ancor ben caldi in tavola.

Una vera golosità.

Semolino alla piemontese

Semolino alla piemontese

Semolino alla piemontese

Semolino alla piemontese

Semolino alla piemontese

Semolino alla piemontese

 

Semolino alla piemontese

Semolino alla piemontese

Semolino alla piemontese

Semolino alla piemontese

Semolino alla piemontese

Semolino alla piemontese

Semolino alla piemontese

Semolino alla piemontese

Semolino alla piemontese

Semolino alla piemontese

Semolino alla piemontese

Semolino alla piemontese

Semolino alla piemontese

Semolino alla piemontese

Semolino alla piemontese

Semolino alla piemontese

Semolino alla piemontese

Semolino alla piemontese

 

 

 

 

 

 

 

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