Crea sito

Archive for the ‘Mangiè piemunteis’ Category

Sformato di cavolo romanesco con bagna cauda

Lo sformato di cavolo romanesco con bagna cauda è un antipasto principalmente adatto alla stagione fredda ma che si può proporre tranquillamente durante tutto il periodo dell’anno.

Il sapore delicato del romanesco ben si coniuga con il gusto rustico e sapido della tipica salsa piemontese.

Non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti (dosi per 6 persone):

  • 600 gr. di cavolo romanesco
  • 250 ml. di panna liquida da cucina
  • 5 uova
  • 1 rametto di rosmarino
  • 1 noce di burro
  • 25 ml di olio extravergine d’oliva
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
  • per la bagna cauda (delicata), cliccate qui, oppure, (intensa) qui.

Per prima cosa lavate con cura il cavolo romano, asciugatelo per bene quindi riducetelo a cimette.

Lessate ora la verdura (preferibilmente a vapore) per cinque o sei minuti quindi scolate e lasciatela raffreddare. Schiacciate ora le cimette aiutandovi con i rebbi di una forchetta in modo da ottenere una crema  piuttosto densa.

In un ciotola a parte andate a mescolare la panna con le uova, salate e pepate a piacere.

Unite al composto appena ottenuto la crema di romanesco  rimestate con cura fino ad ottenere un composto omogeneo.

Procuratevi ora 6 formine (preferibilmente in silicone oppure in alluminio) quindi imburratele con cura.

Riempite ora ogni contenitore con l’impasto fino al limite di un cm dal bordo superiore.

Prendete infine una teglia da forno dove verserete due dita di acqua, disponete quindi le sei formine ed infornate a 200 gradi (forno preriscaldato statico) per circa 30 minuti.

Nel frattempo preparate la bagna cauda (seguite il procedimento qui indicato).

Trascorso il tempo, sfornate i vostri flan, lasciateli intiepidire quindi rivoltate le formine in un piatto, conditeli con la bagna cauda ancora fumante e servite in tavola ai vostri ospiti.

Un successo.

Flan di cavolo romanesco con bagna cauda

 

Salsiccia stufata ai porri

Oggi vi presentiamo un secondo piatto tipico  di richiamo piemontese, da una parte la salsiccia, ricca di sapori, profumi, spezie, aromi. Dall’altra parte, la dolcezza dei porri, molto amati e coltivati nella nostra terra, soprattutto nel cuneese dove di trovano eccellenze come quello di Cervere.

Due ingredienti che ben si sposano e vanno a creare un connubio ideale di gusto ed appetibilità.

Non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti (dosi per 4 persone):

  • 800 gr. di salsiccia 
  • 2 porri (meglio se di Cervere P.A.T.)
  • 1 bicchiere di vino bianco di qualità
  • olio extravergine d’oliva
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

Per prima cosa lavate con cura i porri, privateli delle estremità più verdi e fibrose. Eliminate le radici.

Aiutandovi con coltello affilato e tagliere, riducete quindi la verdura a rondelle.

Togliete la pelle alla salsiccia quindi tagliatela a tocchetti di 3-4 cm.

Procuratevi ora una padella dove andrete a versare un filo olio extravergine d’oliva.

Scaldate a fiamma bassa quindi aggiungete la salsiccia a pezzetti.

Cuocete, mescolando di tanto in tanto, fin quando la carne non sarà ben rosolata, a questo punto aggiungete i porri a rondelle, continuate la cottura per qualche minuto.

Quando la verdura inizierà ad appassire, sfumate con il vino bianco e stufate fin quando  la salsa non si sarà giustamente rappresa.

A questo punto, se necessario, aggiustate di sale e di pepe (prima assaggiate, il piatto potrebbe risultare già sufficientemente saporito di suo grazie alla sapidità della salsiccia).

Spegnete il fuoco, impiattate e servite in tavola ai vostri ospiti.

Suggerimento: questo secondo piatto, se cucinato in modo da lasciarlo con un po’ di salsa, può essere ottimo come condimento per la polenta oppure per un fumante piatto di pasta.

Salsiccia stufata ai porri

 

 

Bastoncini di pollo impanati con salsa tonnata

La ricetta di oggi è un secondo da leccarsi i baffi. Farà felici i bambini, stuzzicherà l’appetito e la golosità dei più grandi. Semplice ed economico da preparare, ideale per una cena tra amici, può diventare un piatto stuzzicante anche per una cena più formale.

La salsa tonnata ed il pollo croccante, si coniugano alla perfezione.

Non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti (dosi per 4 persone)

  • 500 gr. di petto di pollo
  • 40 gr. di farina “00”
  • 50 gr. di formaggio grattugiato
  • pangrattato q.b. (120 gr. circa)
  • capperi di Pantelleria q.b.
  • 2 uova
  • 2 cucchiai di prezzemolo tritato (facoltativo, noi non lo abbiamo usato)
  • salsa tonnata (su come prepararla, cliccate qui)
  • olio di semi di arachidi

Per prima cosa iniziate a pulire il petto di pollo, sgrassandolo per bene ed eliminandone eventuali cartilagini ancora presenti (se fate effettuare questa operazione dalla sapienti mani del vostro macellaio di fiducia, risparmiate tempo e fatica).

Provvedete quindi a sezionare il petto in bastoncini non troppo grandi.

Ora prendete due piatti fondi abbastanza capienti, in uno mettete la farina “00” nell’altro mescolate per bene il pangrattato, il formaggio grattugiato ed (eventualmente) il prezzemolo.

In una ciotola rompete le due uova, pizzicate di sale e sbattetele con cura utilizzando i rebbi di una forchetta.

Prendete ora i bastoncini di pollo, passateli e ripassateli nella farina, quindi nell’uovo sbattuto ed, infine, nel miscuglio di pangrattato e formaggio ottenendo così una panatura uniforme.

Ripetete l’operazione fin quando non terminerete gli ingredienti.

Preparate ora la salsa tonnata, cliccate qui per seguire il procedimento corretto.

Provvedete infine a cuocere i bastoncini di pollo in abbondante olio di semi di arachidi fin quando non risulteranno perfettamente dorati.

Scolate e asciugateli con della carta assorbente da cucina.

Per una presentazione accattivante, prendete un vasetto da conserva, ricopritene un fondo con un po’ di salsa tonnata, un paio di capperi da guarnizione quindi intingetene due o tre bastoncini.

Ora non vi resta che servire in tavola ai vostri ospiti.

Leccornìa sfiziosa.

Bastoncini di pollo con salsa tonnata

 

 

 

Tajarin al ragù della nonna

Più che una ricetta, questo è un primo piatto da contemplazione, un capolavoro davanti a cui fermarsi un attimo, assaggiare con emozione e consumare con gustosa soddisfazione.

Credo che davvero poche persone riescano a resistere davanti ad un piatto di tajarin al sugo della nonna, troppo invitanti, troppo saporiti, troppo colorati per poter dire di no.

Ora non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti (dosi per 6 persone):

  • tajarin (su come prepararli, cliccate qui)
  • ragù della nonna (su come cucinarlo, cliccate qui)

Una volta preparata la pasta, cuocetela in abbondante acqua salata. I tempi di cottura saranno molto brevi, un paio di minuti, non di più, giusto il tempo necessario alla pasta di salire in superficie.

Trascorso il tempo, scolate i tajarin in un saltapasta dove precedentemente avrete scaldato la quantità di ragù necessaria.

Lasciate insaporire il tutto per non più di un minuto, ovvero quanto serve per fare in modo che la pasta ed il condimento si fondano in maniera perfetta (mescolate con cura e delicatezza).

A questo punto non vi resta che impiattare, spolverizzare con un poco di formaggio grattugiato e servire in tavola ai vostri ospiti.

Piemonte in tavola.

Tajarin al ragù della nonna

 

Tajarin

Poche ricette sono più piemontesi dei tajarin, una preparazione antica, una tradizione che per secoli si è gelosamente custodita di madre in figlia. Odore di farina, tante uova, mani in pasta, mattarello e sfoglia sottile. Tanta manualità e destrezza conducono ad una pasta che ha poche eguali.

Si narra che Vittorio Emanuele II ne fosse particolarmente ghiotto e che la ” Bela Rusin”, sua prediletta amante, glieli preparasse in prima persona.

Come accennato in precedenza, i tajarin sono celeberrimi per le tante uova impiegate nella preparazione, dose che può addirittura arrivare a 40 tuorli per kg di farina!

La ricetta che vi proponiamo noi è più light ma altrettanto gustosa e sorprendente, otterrete un risultato davvero strepitoso.

Ora non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti (dosi per 6 persone):

  • 250 gr. di farina di tipo “2”
  • 120 gr. di semola di grano duro macinata
  • 2 uova medie intere
  • 5 tuorli di uova medie

Procuratevi una spianatoia (possibilmente in legno) oppure apprestatevi ad un piano di lavoro bello ampio dove andrete a setacciare la farina di tipo “2” fino componendo la classica fontanella. Sulla sommità create un piccolo “cratere” dove metterete le 2 uova intere e gli ulteriori 5 tuorli.

Iniziate quindi ad impastare, dapprima delicatamente aiutandovi con i rebbi di una forchetta per poi passare in rapida successione alla pressione manuale per almeno una decina di minuti o comunque fin quando non otterrete un impasto liscio e morbido.

Ottenuto il composto, avvolgetelo con della pellicola trasparente (oppure in un canovaccio) e lasciatelo riposare per una mezz’oretta.

Nel frattempo, se siete delle sfogline esperte, prendete il mattarello e tirate la pasta fino a renderla sottilissima, se invece siete meno pratiche della questione, procuratevi la famosa “nonna papera”, ovvero quella macchina con i due rulli costruita apposta per tirare la pasta.

Una volta trascorsa la mezz’ora, dividete l’impasto in quattro parti pressochè uguali, dunque, dopo una prima stesura con il mattarello, andate ad inserire la pasta nella macchina e passatela più volte partendo livello più spesso fino al penultimo più sottile.

Non dimenticate mai di infarinare abbondantemente la sfoglia tra un passaggio e l’altro.

Ottenuta la foglia dello spessore finale, lasciatela riposare per ulteriori 15 minuti quindi provvedete a trafilarla nell’apposita sezione della “nonna papera” raccogliendone i tajarin in nidi che andrete a disporre su un vassoio precedentemente infarinato con abbondante semola di grano duro.

Ripetere l’operazione fino ad esaurimento della pasta.

La vostra opera d’arte è pronta per essere cucinata.

Consiglio:

  • i tajarin possono essere anche congelati nel freezer e conservati per un breve periodo.
  • i tajarin non necessitano di una lunga cottura, basteranno un paio di minuti in acqua bollente e saranno pronti per essere scolati e conditi come meglio crederete.

Tajarin

Tajarin

 

 

Pesche ripiene

Oggi passiamo al reparto dolci e ne approfittiamo per ricordarvi la ricetta di uno dei dolci classici della cucina piemontese. A questo dessert non mancano di certo personalità, gusto e sapore. Non serve essere dei pasticceri provetti o dei cuochi sopraffini per preparare questo dessert, il procedimento è semplice e la preparazione rapida.

Un modo sicuro per completare degnamente una pranzo in famiglia oppure una cena tra amici.

Non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti (dosi per 4 persone):

  • 4 pesche gialle di giusta maturazione
  • 200 gr. di cioccolato fondente
  • 150 ml. di di panna
  • 120 gr. di amaretti

Per prima cosa pulite e lavate per bene le pesche quindi apprestatevi a preparare la salsa.

Procuratevi un tegamino dove farete sciogliere, a fuoco basso (oppure a bagnomaria) il cioccolato fondente ridotto a scaglie sottili unitamente alla panna mescolando senza soluzione di continuità fin quando non otterrete un miscuglio omogeneo.

Ora prendete le pesche, smezzatele, disossatele e, con un cucchiaino, scavatene ogni singola metà ricavandone un poco di polpa.

In una ciotola mescolate quindi gli amaretti sbriciolati (potete anche frullarli, se preferite) e la polpa di pesca fino ad ottenerne una crema piuttosto consistente e granulosa.

Unite ora le due salse appena ottenute, mescolate con cura fin quando gli ingredienti si saranno amalgamati perfettamente.

Disponete ora le pesche in una teglia, ricopritele uniformemente con la crema quindi cuocete in forno preriscaldato a 180° per 20/25 minuti.

Trascorso il tempo, sfornate e lasciate raffreddare.

A questo punto non vi resta che servire in tavola ai vostri ospiti.

Golosità piemontese.

Consiglio: le pesche ripiene, per essere apprezzate appieno, vanno gustate tiepide o, meglio ancora, fredde.

Pesche ripiene

Pesche ripiene

 

 

Martin sec aromatizzati agli agrumi con zabaione

I martin sec cotti in padella (oppure al forno) sono un classico della cucina piemontese, le nostre notte, d’inverno, mettevano queste pere dure e vigorose (come il nostro territorio) a cuocere, con zucchero ed un bicchiere di vino, nei vecchi putagè dove, grazie al ritmo lento del fuoco ed al calore della fiamma acquistavano un sapore unico ed inimitabile. In sostanza era il dessert dei contadini nelle veglie invernali.

La ricetta che vi proponiamo quest’oggi è altrettanto semplice e gustosa ma con sapori un po’ fuori dai canoni classici.

Non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti per 4 persone:

  • 8 pere martin sec della ditta Agribisalta s.r.l.
  • 1 bicchiere di liquore al mandarino
  • 1 bicchiere di vino bianco secco di qualità
  • 2 bicchierini da digestivo di Cointreau
  • punta di cucchiaio di scorza di arancia liofilizzata (se avete la scorza di arancia fresca, va benissimo)
  • 4 cucchiai di zucchero
  • zucchero a velo q.b.
  • Per ingredienti e modalità di preparazione dello zabaione, cliccate qui

La metodica di preparazione è molto semplice, i tempi di cottura, invece, un po’ più sostanziosi.

Per prima cosa, lavate con estrema cura le pere quindi asciugatele e riponetele in un tegame dai bordi alti in modo che rimangano il più possibile l’una aderente all’altra.

Spolverizzate ora con i quattro cucchiai di zucchero la frutta quindi versatevi sopra  il bicchiere di vino bianco quindi il liquore al mandarino e per finire il Cointreau.

Prima di accendere il fuoco non dimenticate di aggiungere la scorza di arancia.

Alzate un poco la fiamma e portate il tutto ad ebollizione coprendo il tegame con un coperchio.

A questo punto addolcite la fiamma e portate a cottura le vostre pere per circa 1h (il minutaggio dipende molto da quanto sono grandi i frutti).

Mentre attendete, potete montare lo zabaione, su come fare, cliccate qui.

Una volta cotti i martin sec e pronto lo zabaione, potete passare all’impiattamento sistemando uno strato di zabaione sul fondo, poi le pere quindi spolverizzando il tutto con dello zucchero a velo.

Servite il tutto in tavola ben caldo e raccogliete i complimenti dei vostri ospiti.

 

Martin sec aromatizzati agli agrumi con zabaione

Martin sec aromatizzati agli agrumi con zabaione

Martin sec aromatizzati agli agrumi con zabaione

Martin sec aromatizzati agli agrumi con zabaione

Martin sec aromatizzati agli agrumi con zabaione

Martin sec aromatizzati agli agrumi con zabaione

Martin sec aromatizzati agli agrumi con zabaione

Martin sec aromatizzati agli agrumi con zabaione

Martin sec aromatizzati agli agrumi con zabaione

Martin sec aromatizzati agli agrumi con zabaione

Martin sec aromatizzati agli agrumi con zabaione

Martin sec aromatizzati agli agrumi con zabaione

Cavoletti di Bruxelles alla piemontese

I cavoletti di Bruxelles alla piemontese sono una ricetta di nostra invenzione, un contorno molto saporito, sostanzioso ed avvolgente, ideale per soddisfare appettiti famelici.

Ingredienti semplici, economici e tempistiche di preparazioni assai ridotte, fanno di questo piatto una verdura ideale per tutte le occasioni.

Non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti (dosi per 4 persone):

  • 600 gr. di cavoletti di Bruxelles
  • 2 bicchieri di latte intero
  • 6 acciughe
  • 1 cucchiaino da caffè di “sette sapori
  • 12 pomodorini cherry o piccadilly
  • scaglie di formaggio a pasta dura
  • sale q.b.

Per prima cosa lavate e pulite con cura i cavoletti di Bruxelles ed i pomodorini piccadilly.

Procuratevi ora un tegame, versatevi un filo di olio extravergine d’oliva, aggiungete il cucchiaino di “sette sapori“.

Accendete la fiamma e fate riscaldare per un paio di minuti a fuoco medio. Aggiungete i pomodorini (che in precedenza avrete smezzato) e date loro il tempo di insaporirsi e di “appassire”.

Unite ora i cavoletti di Bruxelles, fate “saltare” per uno paio di minuti, mescolando, in modo che le verdure si amalgamino.

Incorporate quindi le acciughe, rimestate per bene e, quando quest’ultime si saranno sciolte, aggiungete il bicchiere di latte intero.

Tenete ora la fiamma ad un livello medio/basso e portate a fine cottura per circa 10/12 minuti. Se la preparazione di dovesse “asciugare” troppo prima del tempo, aggiungete ancora un po’ di latte.

Trascorso il tempo, spegnete il fuoco, impiattate, spolverizzate con un po’ di scaglie di pecorino (o altro formaggio a pasta dura di vostro gradiemento) quindi servite in tavola ai vostri ospiti.

Semplice e stuzzicante bontà.

 

Cavoletti di Bruxelles alla piemontese

Cavoletti di Bruxelles alla piemontese

Cavoletti di Bruxelles alla piemontese

Cavoletti di Bruxelles alla piemontese

Cavoletti di Bruxelles alla piemontese

Cavoletti di Bruxelles alla piemontese

Cavoletti di Bruxelles alla piemontese

Cavoletti di Bruxelles alla piemontese

Cavoletti di Bruxelles alla piemontese

Vellutata di topinambur

La vellutata di topinambur è un primo piatto dal sapore delicato, leggero e, volendo, totalmente vegano.

Non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera:

Ingredienti (dosi per 4 persone):

  • 500 gr. di topinambur di Agribisalta s.r.l.
  • 3 patate medie
  • un porro
  • 1 scalogno
  • 1 cipolla bianca
  • brodo vegetale quanto basta, un litro circa (su come prepararlo, cliccate qui)
  • olio extravergine d’oliva q.b.
  • 1 bicchiere di latte (per i vegani, di soia)
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

La preparazione è piuttosto semplice e priva di ostacoli.

Pulite e lavate con cura il porro quindi affettatelo in rondelle non troppo sottili.

Pulite e pelate le patate quindi cubettatele.

Spazzolate, lavate (e se meglio gradite, pelate) i topinambur che poi taglierete anch’essi a cubetti.

Pelate la cipolla e lo scalogno che poi triterete non troppo sottilmente.

Procuratevi ora un pentola dai bordi alti, versatevi un filo di olio extravergine d’oliva, unite lo scalogno e le cipolle che rosolerete per alcuni minuti quindi aggiungete i porri, mescolate e lasciate insaporire per un paio di minuti.

Incorporate ora le patate ed i topinambur tagliati a cubetti.

Mescolate e lasciate cuocere per 5/6 minuti a fiamma media per poi coprire il miscuglio di verdure con il brodo vegetale.

Abbassate ora la fiamma e portate a cottura per circa 35 minuti.

Trascorso il tempo, spegnete il fuoco ed usando un mixer da cucina, riducete il composto in una crema vellutata.

Aggiungete ora il bicchiere di latte, aggiustate di sale e di pepe, quindi mescolate con dedizione.

A questo punto la vostra crema è pronta per essere impiattata e servita in tavola magari accompagnata da qualche crostino croccante.

Deliziosa.

Crema di topinambur

Crema di topinambur

Crema di topinambur

Crema di topinambur

Crema di topinambur

Vellutata di topinambur

Crema di topinambur

Vellutata di topinambur

Crema di topinambur

Crema di topinambur

Crema di topinambur

Crema di topinambur

Crema di topinambur

 

Torta “madernassa”

La torta “madernassa” è un dolce da forno che richiama gli ingredienti tipici del nostro bel Piemonte.

Un vero crogiuolo di sapori e bontà, tutto il necessario per rendere indimenticabile questa torta dalle antiche origini contadine.

Non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti:

  • 5 pere madernasse di AGRIBISALTA S.R.L.
  • 2 cucchiai di cacao amaro in polvere
  • 2 cucchiai di cacao zuccherato
  • 15 gr. di burro
  • 300 gr. di amaretti sbriciolati
  • 3 cucchiai di farina tipo “2”
  • 3 cucchiai di zucchero di canna
  • buccia grattugiata di un limone
  • succo di mezzo limone
  • 1 pizzico di sale

Lavate con cura il limone quindi grattugiatene la scorza e mettetela da parte. Spremete una metà dell’agrume.

Pelate le pere quindi grattugiatele in un contenitore. Tritate gli amaretti usando il mixer da cucina.

Procuratevi ora una pentola sufficientemente capiente dove andrete a versare le pere grattugiate. Accendete il fuoco e cuocete a fiamma bassa fin quando il tutto non si sarà praticamente trasformato in poltiglia.

A questo punto trasferite le pere in un contenitore (per poterle poi lavorare meglio) quindi incorporate un po’ alla volta gli amaretti sbriciolati, la farina, il cacao, lo zucchero, la scorza ed il succo del limone. Pizzicate di sale.

Mescolate con cura gli ingredienti quindi aggiungete l’uovo ed il burro. Terminate l’impasto rimestando ulteriormente con decisione.

Procuratevi quindi una teglia da forno rotonda, foderatela con un foglio dell’apposita carta quindi provvedete a versarvi l’impasto appena preparato ed a livellarlo in modo che lo spessore del composto risulti all’incirca di 2 cm.

Non vi resta che infornare a 180° (modalità statica) per 50 minuti circa.

Trascorso il tempo, sfornate, lasciate raffreddare, porzionate e servite in tavola ai vostri ospiti.

Una delizia per il palato.

Consiglio: risulta buonissima anche consumata il giorno successivo al confezionamento.

Torta “madernassa”

Torta “madernassa”

Torta “madernassa”

Torta “madernassa”

Torta “madernassa”

Torta “madernassa”

Torta “madernassa”

Torta “madernassa”

Torta “madernassa”

Torta “madernassa”

dav

Torta “madernassa”

Torta “madernassa”

Torta “madernassa”

Torta “madernassa”

Torta “madernassa”

Torta “madernassa”

Search
Categories