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Ansonica Costa dell’Argentario – D.O.C.

Zona di produzione e storia

La coltivazione della vite, in quest’area, risale a tempi antichi, come testimoniano alcuni reperti etruschi e romani, rinvenuti presso Marsiliana. Tra questi suscitano particolare interesse reperti di vasellame e pithoi, recipienti destinati alla raccolta del vino ottenuto da operazioni di pigiatura e torchiatura. La presenza dei suddetti reperti, rivela che il luogo in questione era destinato alla vinificazione delle uve provenienti probabilmente dalle aree più interne.
La successiva dominazione romana portò miglioramenti nelle tecniche di vinificazione, che rimasero tali fino al medioevo, quando venne riconosciuta la necessità di utilizzare ampi territori per la coltivazione della vite.
I vini dell’isola del Giglio e della costa maremmana furono valorizzati dalla Repubblica marinara di Pisa che li commercializzò sopratutto allo Stato della Chiesa e alla Repubblica di Genova.
La tradizione vitivinicola di queste zone, rimase inalterata durante i secoli, fino ad arrivare ai giorni nostri.
Vide inoltre nel corso degli anni, la diffusione di nuove cultivar nei territori collinari, ma la grande espansione commerciale del settore portò discreti problemi di organizzazione della distribuzione dei vini, a causa anche delle caratteristiche poco omogenee dei prodotti. Questi problemi furono risolti dalla Cantina Sociale di Capalbio, che vinificando le uve provenienti dai territori limitrofi presentò sul mercato un vino più uniforme, più standardizzato, ma migliorato nella qualità.
Fu così che il riconoscimento DOC per questo vino venne attribuito col decreto ministeriale 28 aprile 1995 per il vino «Ansonica Costa dell’Argentario».

La zona di produzione del vino è ubicata nella parte collinare, pedecollinare e insulare dell’area sud della provincia di Grosseto e comprende in parte i comuni di Manciano, Orbetello e Capalbio e l’intero territorio dei comuni di Isola del Giglio e Monte Argentario in provincia di Grosseto.

Vitigni – Grado alcolometrico minimo – Invecchiamento e qualifiche

Il vino a Denominazione di Origine Controllata «Ansonica Costa dell’Argentario» deve essere ottenuto da uve provenienti da vigneti aventi nell’ambito aziendale la seguente composizione ampelografica:
– Ansonica B.: minimo 85%.
Possono concorrere alla produzione di detto vino, fino a un massimo del 15%, le uve a bacca bianca provenienti da altri vitigni idonei alla coltivazione per la regione Toscana, iscritti nel Registro Nazionale delle varietà di vite per uve da vino.

Il vino a Denominazione di Origine Controllata «Ansonica Costa dell’Argentario», alla vendita, devono presentare le seguenti caratteristiche:
– Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
– Acidità totale minima: 4,50 g/l;
– Estratto non riduttore minimo: 15,00 g/l.

Caratteristiche organolettiche

Il vino a Denominazione di Origine Controllata «Ansonica Costa dell’Argentario», alla vendita, devono presentare le seguenti caratteristiche:
– colore: giallo paglierino più o meno intenso;
– odore: caratteristico, leggermente fruttato;
– sapore: asciutto, morbido, vivace e armonico.

Abbinamenti e temperatura di servizio

Si accompagna a piatti a base di pesce, molluschi e crostacei, triglie alla livornese, panzanella. Temperatura di servizio 8-10°C.

Fonte: Agraria.org

Ansonica Costa dell'Argentario D.O.C. - per la foto si ringrazia

Ansonica Costa dell’Argentario D.O.C. – per la foto si ringrazia

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