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Archive for settembre, 2016

Per una sana alimentazione….

“Dieta Personalizzata”  (Facebook) (website) ci ricorda che….

Farina di noci

Noci

Le noci sono il frutto dell’albero Juglas regia, appartenente alla Famiglia delle Juglandaceae.
In senso botanico, le noci sono delle drupe; si tratta di semi oleosi (porzione edule) avvolti in un endocarpo legnoso (il guscio), a sua volta rivestito da una porzione carnosa (detto mallo, mesocarpo ed epicarpo).
Dal punto di vista alimentare, le noci (delle quali si mangia solo il seme) appartengono al gruppo della frutta secca; anche il mallo viene utilizzato a scopo alimentare, anche se in maniera totalmente diversa e peculiare (principalmente come colorante e aromatizzante). Uno dei derivati del mallo è il nocino.
Per quel che concerne l’aspetto nutrizionale, essendo semi di frutti carnosi, le noci NON sono citate nella classificazione dei VII gruppi fondamentali degli alimenti. Il motivo per cui le noci non sono inquadrate all’interno della suddetta classificazione è da ricercare nel relativo contenuto nutrizionale. Apportano infatti essenzialmente lipidi e fibre, con pochi grammi di proteine. Per questo motivo, non possono essere paragonate agli altri semi (cereali e legumi, che invece contengono soprattutto carboidrati complessi) e nemmeno ai frutti (che hanno come porzione edibile il mesocarpo, non il seme, e che forniscono soprattutto acqua e fruttosio). Le noci sono quindi parecchio differenti anche dalle altre drupe utilizzate “comunemente” nell’alimentazione umana; una di queste è l’oliva, che presenta una porzione edule caratterizzata dal mesocarpo e dall’epicarpo (l’opposto delle noci).
Le noci possono essere consumate fresche, previa semplice estrazione del seme dai rivestimenti, oppure anche essiccate. Dalle noci sono anche estraibili un olio e una farina che, ovviamente, ha caratteristiche del tutto differenti rispetto a quelle degli sfarinati di cereali e legumi. Per quel che concerne il mallo, come già menzionato, seppur edule viene utilizzato principalmente nella produzione di nocino; alcuni lo lavorano per mezzo della canditura.

Farina di Noci

La farina di noci è un prodotto che si ottiene dalla lavorazione dei semi maturi, estratti dal frutto, poi sgusciati e infine essiccati. Questi vengono sbucciati e spremuti per l’estrazione di olio (un prodotto abbastanza pregiato), mentre il residuo fibroso costituisce la base per la farina di noci.
L’impiego gastronomico della farina di noci è prevalentemente quello di base o ingrediente per gli impasti. Mista a quella di frumento (comunque mai in percentuali considerevoli, personalmente non oltrepasserei il 10%) dà origine ad un pane alternativo, estremamente gradevole; nello stesso modo è applicabile nella formulazione delle paste fresche (fino al 15%), anche se in tal caso è consigliabile associarla a uova intere o ad albumi (pasta all’uovo), i quali permettono di mantenere una discreta tenuta dell’impasto alla cottura (poiché la quantità di glutine è relativamente compromessa). Nella produzione delle torte, la farina di noci consente di ottenere dolci lievitati con lievito chimico (ad es. la torta alle noci, che è SENZA GLUTINE)! Non mancano ricette di vari dessert al cucchiaio (semifreddi, bavaresi, gelati ecc.), mentre è interessante anche l’aggiunta della farina di noci nell’appareil delle crepes, così come la strutturazione di vari tipi di salse dolci o salate (anche con miele, nocino, frutti di bosco, castagne ecc.).
La farina di noci è quindi commercializzata come tale e venduta preconfezionata. Tuttavia, ciò di cui bisogna tener conto è che questo prodotto rappresenta un sostituto di basso pregio rispetto alla farina di noci casalinga. Quest’ultima, rigorosamente integrale, contiene una dose lipidica che raggiunge il 68%, mentre la farina di noci commerciale si aggira intorno al 19% (dato che viene ricavata dal residuo dell’estrazione dell’olio).

NB. Per produrre la farina di noci integrale a livello casalingo è necessario rispettare gli stessi consigli accennati per la farina di nocciole.

Contenendo acidi grassi buoni (prevalentemente polinsaturi omega 6, ma non mancano gli omega 3), le noci vengono consumate per il notevole contenuto lipidico, il quale sembra vantare un effetto benefico per l’organismo (riduzione del colesterolo). Logicamente, dal canto suo, la farina commerciale apporta maggiori porzioni di fibre (nonostante i semi vengano privati della pellicola superficiale) e di proteine (aventi un valore biologico di scarso rilievo); ricordiamo che la farina di noci è frequentemente utilizzata nella strutturazione di ricette vegane, con l’obbiettivo di completare il valore biologico delle proteine derivanti da cereali e legumi, o come fonte di vitamina E, di acidi grassi essenziali (omega 6 e omega 3), di arginina (amminoacido), di antiossidanti, di fitosteroli, di tannini ecc.
Ricordiamo che la farina di noci è un alimento potenzialmente allergizzante e che il suo consumo è da evitare nell’alimentazione della prima infanzia. Inoltre, pur contenendo vit. E, si tratta di un alimento facilmente deperibile, che subisce molto l’ossidazione delle catene polinsature. Ciò si traduce in due aspetti negativi: il primo è una scarsa conservabilità e il peggioramento rapidissimo delle caratteristiche organolettico-gustative; il secondo è la riduzione delle proprietà nutrizionali per abbattimento della quota di vit. E antiossidante e acidi grassi essenziali polinsaturi. Si consiglia pertanto di conservare la farina di noci in frigo (o in congelatore), meglio se sottovuoto e in contenitori che ostacolano il passaggio della luce.

Fonte: my-personaltrainer.it

Farina di noci - per la foto si ringrazia

Farina di noci – per la foto si ringrazia

Filetto di trota al cartoccio al pesto su letto di fagiolini

Oggi illustriamo un secondo piatto di pesce saporito e dal gusto davvero intrigante, un vera bontà con cui affascinare i vostri ospiti senza dover essere necessariamente degli chef provetti, anzi, se ci siamo riusciti noi, per voi sarà una passeggiata.

Non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti (dosi per una trota; due persone)

  • 400 gr. di fagiolini fini
  • 2 filetti di trota (noi abbiamo usato quella salmonata già eviscerata)
  • 90 gr. di pesto alla genovese (su come prepararlo, cliccate qui)
  • 20 pomodorini piccadilly
  • 2 cipolle rosse di Tropea
  • olio extravergine di oliva q.b.
  • misto di spezie q.b.

Per prima cosa pulite e sciacquate per bene i filetti di trota.

Lavate e smezzate i pomodorini piccadilly; pelate e tagliate le cipolle a spicchi.

Lavate e spuntate i fagiolini che poi andrete a sbollentare per non più di 5 minuti. Scolateli e lasciateli intiepidire.

Nel frattempo procuratevi un foglio di carta forno, adagiatevi dunque sopra i fagiolini,  poi i filetti di trota quindi spolverizzateli con il misto di spezie, ricoprite successivamente il pesce con il pesto (su come prepararlo, cliccate qui). Sistemate ora sui bordi esterni dei filetti gli spicchi di cipolla e, sopra, come nella foto, i pomodorini smezzati.

Condite con un minima spruzzata di olio extravergine d’oliva (potete anche evitare questa operazione se il pesto usato fosse già piuttosto liquido di suo).

Giunti a questo punto, chiudete il foglio di carta da forno in modo da ottenerne un cartoccio (come da foto) quindi infornate per 15 minuti in forno ventilato e preriscaldato a 200°.

Trascorso il tempo, sfornate, lasciate intiepidire per alcuni minuti, estraete quindi la trota dal cartoccio e delicatamente adagiatela in un piatto da portata, pronta poi per essere direttamente servita in tavola ai vostri ospiti.

Riscuoterete un sicuro e meritato successo.

 

Filetto di trota salmonata al pesto su letto di fagiolini.

Filetto di trota salmonata al pesto su letto di fagiolini.

Filetto di trota salmonata al pesto su letto di fagiolini.

Filetto di trota salmonata al pesto su letto di fagiolini.

Filetto di trota salmonata al pesto su letto di fagiolini.

Filetto di trota salmonata al pesto su letto di fagiolini.

Filetto di trota salmonata al pesto su letto di fagiolini.

Filetto di trota salmonata al pesto su letto di fagiolini.

Filetto di trota salmonata al pesto su letto di fagiolini.

Filetto di trota salmonata al pesto su letto di fagiolini.

Filetto di trota salmonata al pesto su letto di fagiolini.

Filetto di trota salmonata al pesto su letto di fagiolini.

Filetto di trota salmonata al pesto su letto di fagiolini.

Filetto di trota salmonata al pesto su letto di fagiolini.

Filetto di trota salmonata al pesto su letto di fagiolini.

Filetto di trota salmonata al pesto su letto di fagiolini.

Filetto di trota salmonata al pesto su letto di fagiolini.

Filetto di trota salmonata al pesto su letto di fagiolini.

Filetto di trota salmonata al pesto su letto di fagiolini.

Filetto di trota salmonata al pesto su letto di fagiolini.

Filetto di trota salmonata al pesto su letto di fagiolini.

Filetto di trota salmonata al pesto su letto di fagiolini.

Salsa di pomodori datterini e basilico

Oggi vi suggeriamo come preparare una salsa leggera e molto saporita, ideale per condire la vostra pasta (ripiena o non) oppure per rendere gustosissimi i vostri gnocchi.

Non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti:

  • 400 gr. di pomodori datterini
  • 500 gr. di salsa di pomodori datterini
  • brodo vegetale (2 mestoli)
  • 1 cipolla rossa
  • 5/6 foglie di basilico
  • olio extravergine d’oliva
  • sale q.b.

Per prima cosa lavate con cura i pomodorini che poi andrete a smezzare.

Pulite e pelate la cipolla rossa che poi ridurrete in un trito non troppo sottile.

Procuratevi ora una padella piuttosto capiente, versatevi un filo d’olio extravergine d’oliva che farete poi scaldare a fiamma non troppo alta. Aggiungete quindi il trito di cipolla, soffriggete per qualche minuto fin quando non “appassirà”.

A questo punto unite i pomodorini smezzati (se preferite potete farli sbollentare, interi, in precedenza quindi pelarli. Noi abbiamo preferito aggiungerli crudi e con la buccia, cosa che rende il sugo più rustico e saporito).

Stufate poi il tutto per una decina di minuti a fuoco basso, trascorso il tempo incorporate la salsa di datterini ed un mestolo di brodo vegetale (su come farlo, cliccate qui) che puo essere eventualmente sostituito da un po’ di dado vegetale.

Portate a cottura, mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno, per un’ulteriore quarantina di minuti a fiamma bassa aggiungendo un po’ alla volta il restante brodo facendo il modo che il risultato finale sia non troppo asciutto.

Il vostro sugo è ora pronto per condire i vostri primi piatti.

Sugo di pomodori datterini e basilico

Sugo di pomodori datterini e basilico

Sugo di pomodori datterini e basilico

Sugo di pomodori datterini e basilico

Sugo di pomodori datterini e basilico

Sugo di pomodori datterini e basilico

Sugo di pomodori datterini e basilico

Sugo di pomodori datterini e basilico

Sugo di pomodori datterini e basilico

Sugo di pomodori datterini e basilico

Sugo di pomodori datterini e basilico

Sugo di pomodori datterini e basilico

Sugo di pomodori datterini e basilico

Sugo di pomodori datterini e basilico

Sugo di pomodori datterini e basilico

Sugo di pomodori datterini e basilico

Sugo di pomodori datterini e basilico

Sugo di pomodori datterini e basilico

Sugo di pomodori datterini e basilico

Sugo di pomodori datterini e basilico

Sugo di pomodori datterini e basilico

Sugo di pomodori datterini e basilico

Sugo di pomodori datterini e basilico

Sugo di pomodori datterini e basilico

 

 

Dice il saggio….

“Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono, poi vinci”.

Mahatma Gandhi

Mahatma Gandhi

Risotto cremoso alla Portofino

Il Riso alla Portofino, da provare senza riserve, è una piacevole e gustosa variante alla classica “pasta” che molto spesso viene cucinata usando questo tipo di condimento. Vedrete che portento di ricetta che ne verrà fuori, oltretutto con una preparazione elementare e tempi di esecuzione davvero rapidi.

Non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti (dosi per 4 persone):

  • 320 gr. di riso Carnaroli
  • 350 gr. di passata di pomodoro (noi abbiamo usato quella di datterini)
  • 90 gr. di pesto (su come farlo, cliccate qui)
  • 1 scalogno
  • brodo vegetale q.b. (su come farlo, cliccate qui)
  • olio extravergine d’oliva q.b.
  • sale q.b.

Pulite e pelate per bene lo scalogno quindi riducetelo ad un trito non troppo sottile.

Preparate il pesto alla genovese (su come farlo, cliccate qui).

Procuratevi una pentola dai bordi bassi dove andrete a versare un filo di olio extravergine d’oliva, fatelo scaldare a fiamma bassa quindi aggiungete lo scalogno. Rosolatelo fin quando non appassirà.

Unite quindi il riso, alzate un poco la fiamma in modo che possiate tostarlo al meglio, ad operazione avvenuta, incorporate la salsa di pomodoro e cucinate per circa 20 minuti a fuoco medio basso aggiungendo, man mano che si assorbe, il brodo vegetale (su come prepararlo, cliccare qui) facendo attenzione che il composto non si asciughi mai troppo.

Non dimenticate di mescolare di tanto in tanto.

Un paio di minuti prima della cottura a puntino, aggiungete il pesto, rimestate con cura e delicatezza.

Trascorso il tempo, se necessario, aggiustate di sale quindi spegnete il fuoco, impiattate e servite fumante ai vostri ospiti.

Una prelibatezza che delizierà i vostri ospiti.

Risotto alla Portofino

Risotto cremoso  alla Portofino

Risotto alla Portofino

Risotto cremoso alla Portofino

Risotto alla Portofino

Risotto cremoso alla Portofino

Risotto alla Portofino

Risotto cremoso alla Portofino

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Risotto alla Portofino

Risotto cremoso alla Portofino

Risotto alla Portofino

Risotto cremoso alla Portofino

Risotto alla Portofino

Risotto cremoso alla Portofino

Risotto alla Portofino

Risotto cremoso alla Portofino

Risotto alla Portofino

Risotto alla Portofino

Risotto alla Portofino

Risotto cremoso alla Portofino

 

Risotto con crema di peperoni aromatizzato al “bagnet verd”

Oggi presentiamo un piatto i cui ingredienti sono molto legati alla “nostra” tradizione piemontese. I peperoni (di Cuneo o di Carmagnola), la salsa verde (o meglio “bagnet verd”), sono da sempre parte importante della cucina sabauda, a partire dagli antipasti per finire ai contorni.

Il primo che vi illustriamo l’abbiamo per la prima volta gustato (magistralmente cucinato) dagli amici de “L’osteria senza fretta”, noi ci siamo permessi di provare a rifare la ricetta (con dosi un po’ tutte nostre).

Risultato davvero ottimo, sicuramente non eccellente come quello di Daniela ma, nel nostro piccolo, ci possiamo decisamente accontentare.

Ingredienti (dosi per 4 persone):

  • 320 di riso Carnaroli
  • 1 peperone quadrato rosso (tipo Cuneo o Carmagnola)
  • 1 peperone quadrato giallo (tipo Cuneo o Carmagnola)
  • 120 gr. di ricotta morbida (o stracchino)
  • 1 scalogno o cipolla rossa
  • 4 filetti di alici (sott’olio o sotto sale)
  • 4 cucchiai di salsa verde (bagnet verd) – su come prepararlo, cliccate qui
  • olio extravergine d’oliva q.b.
  • brodo vegetale q.b. – su come prepararlo, cliccate qui
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

Per prima cosa lavate con cura i peperoni quindi asciugateli e metteteli a cuocere in forno (interi) per una quarantina di minuti a 180/200°.

Nel frattempo pelate la cipolla e riducetela ad un trito piuttosto sottile.

Preparate il “bagnet verd”, su come fare, cliccate qui

Una volta cotti i peperoni, sfornateli e riponeteli in un contenitore di vetro, chiudetelo con un coperchio e lasciate intiepidire la verdura, cosa che permetterà un più facile e rapida pelatura.

Terminata questa operazione, riponete i peperoni pelati nella tazza di un mixer unitamente alla ricotta, ad un pizzico di sale e ad una macinata di pepe.

Frullate il tutto fino ad ottenere una salsa omogenea e cremosa.

Procuratevi ora una padella dai bordi bassi, versatevi un filo di olio extravergine d’oliva, fatelo scaldare quindi unite il trito di cipolla e lasciatela soffriggere fin quando non appassirà.

A questo punto aggiungete il riso, tostatelo per bene (fin quando non diverrà trasparente) quindi iniziate la cottura vera e propria aggiungendo il brodo vegetale ogni qualvolta che viene assorbito. Mescolate con cura e delicatezza.

Trascorsi una 20ina di minuti, aggiungete la crema di peperoni approntata in precedenza.

Rimestate accuratamente e terminate la cottura per ulteriori cinque minuti in modo che il riso rimanga comunque ancora croccante.

Ora non vi resta che impiattare. Prima di servire in tavola, adagiate sul riso un cucchiaio di salsa verde sulla quale poi andrete a posare un filetto di acciuga arrotolato.

Presentate ai vostri ospiti e farete un figurone.

 

Risotto con crema di peperoni aromatizzato alla salsa verde

Risotto con crema di peperoni aromatizzato alla salsa verde

Risotto con crema di peperoni aromatizzato alla salsa verde

Risotto con crema di peperoni aromatizzato alla salsa verde

Risotto con crema di peperoni aromatizzato alla salsa verde

Risotto con crema di peperoni aromatizzato alla salsa verde

 

Dice il saggio….

“A parte i nostri pensieri, non c’è nulla che sia davvero in nostro potere”.

Renato Cartesio

Renato Cartesio

Dice il saggio….

“L’uomo è il solo animale che rifiuti di essere ciò che è”.

Albert Camus

Albert Camus

Peperoni e patate

La ricetta odierna si rifà alla vecchia tradizione contadina; ingredienti poveri, sapori decisi, piatti semplici ma nutrienti.

Quanto appena elencato è racchiuso in questo contorno nutriente e gustoso.

Non perdete tempo, prendete nota e mettetevi all’opera.

Ingredienti (dosi per 4 persone):

  • 4 peperoni quadrati di diversi colori (tipo California, Cuneo o Carmagnola)
  • 3 patate di medie dimensioni
  • 1 scalogno
  • olio extravergine d’oliva q.b.
  • origano q.b.
  • sale q.b.
  • dado vegetale q.b.

Per prima cosa lavate con cura i peperoni quindi tagliateli a tocchetti non troppo piccoli.

Pulite e pelate le patate, tagliatele a quadratini e lasciatele ammollo nell’acqua fredda onde evitare che anneriscano.

Procuratevi una padella dai bordi bassi, versatevi un filo di olio extravergine d’oliva che poi farete scaldare. Aggiungete quindi lo scalogno tagliato a rondelle. Soffriggete il tutto per qualche minuto a fuoco medio, unite poi le patate (dopo averle scolate dall’acqua ed asciugate con cura).

Rosolate per 5/6 minuti quindi aggiunte i peperoni e ricoprite il tutto con del brodo vegetale (su come farlo cliccate qui) oppure con dell’acqua calda e del dado vegetale.

Cuocete a fuoco medio/basso per 25/30 facendo attenzione che le verdure non si asciughino eccessivamente (in tal caso incorporate un poco di acqua/brodo).

Trascorso il tempo, salate ed aggiungete un poco di origano. Mescolate con cura.

Il vostro contorno è ora pronto per essere servito in tavola.

 

Peperoni e patate

Peperoni e patate

Peperoni e patate

Peperoni e patate

Peperoni e patate

Peperoni e patate

Peperoni e patate

Peperoni e patate

Peperoni e patate

Peperoni e patate

Peperoni e patate

Peperoni e patate

Peperoni e patate

Peperoni e patate

 

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