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Archive for maggio, 2016

Rigatoni integrali al pesto di rucola

Un primo piatto leggero ma dal sapore vivace ed intrigante, un’invitante idea per una cena tra amici,  uno spunto utilizzabile anche per appuntamenti più ricercati e formali.

Non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti (dosi per 4 persone):

Per prima cosa, preparate il pesto di rucola la cui ricetta è illustrata qui

Procuratevi poi una pentola dai bordi alti riempita di un abbondante quantitativo di acqua salata dove lesserete i rigatoni rispettando i tempi indicati sulla confezione per una perfetta cottura al dente.

Trascorso il tempo necessario, scolate la pasta in una terrina dove avrete già messo un poco di pesto sul fondo. Aggiungetene un altro poco in superficie quindi mescolate con cura in modo che i rigatoni si condiscano in maniera uniforme.

Se preferite potete unire pasta e pesto in una padella e fare saltare il tutto (a fiamma bassa) per un paio di minuti, non di più.

Impiattate e spolverizzate con un poco di pecorino romano d.o.p.

Servite in tavola ben caldo.

Rigatoni integrali al pesto di rucola

Rigatoni integrali al pesto di rucola

Rigatoni integrali al pesto di rucola

Rigatoni integrali al pesto di rucola

Pesto di rucola

Pesto di rucola

 

 

 

Bon-bon al mascarpone

La ricetta che vi proponiamo oggi è molto semplice da preparare e vi permetterà di creare delle praline davvero golose, colorate che doneranno gusto, dolcezza e raffinatezza alla vostra tavola.

Ideali per un fine pasto sfizioso oppure per una merenda tonificante.

Ingredienti (per 20/22 dolcetti):

  • 220 gr. di cioccolato fondente
  • 120 gr. di mascarpone
  • 15 gr. di cacao in polvere
  • 50 gr. di scaglie di cocco
  • 30 gr. di pistacchi tritati
  • 30 gr. di nocciole tritate

Per prima costa sminuzzate il cioccolato fondente fino a ridurlo a tocchetti piuttosto piccoli quindi scioglietelo a bagnomaria (mescolando con un cucchiaio da cucina) oppure passandolo nel forno a microonde.

Ad operazione ultimata, versate il cioccolato in una ciotola ed incorporatelo con il mascarpone.

Mescolate i due ingredienti fino ad ottenere un composto omogeneo ed uniforme, a questo punto coprite il contenitore con una pellicola e riponetelo in frigorifero a riposare per almeno un paio d’ore in modo che si solidifichi.

Trascorso il tempo, estraete la ciotola dal frigorifero e dividetene il contenuto in mini porzioni da 12/14 gr. ciascuna che poi andrete a modellare con le mani (umide) fino ad ottenere delle praline di forma sferica.

Ripetete l’operazione fino a quando terminerete l’impasto.

A questo punto preparate tre contenitori, uno con il cioccolato in polvere, l’altro con le scaglie di cocco ed il terzo con la granella di pistacchi e nocciole (mescolate insieme).

Ora passate ogni pralina in un contenitore a vostra scelta avendo cura di ricoprirne interamente la superficie. Adagiate poi il vostro dolce in un pirottino di carta.

Ripetete l’operazione con tutti gli altri bon-bon.

Terminata la ricetta, riponete i dolci in frigo fino al momento di servirli in tavola.

Successo assicurato.

Bon-bon al mascarpone

Bon-bon al mascarpone

Bon-bon al mascarpone

Bon-bon al mascarpone

Bon-bon al mascarpone

Bon-bon al mascarpone

Bon-bon al mascarpone

Bon-bon al mascarpone

Bon-bon al mascarpone

Bon-bon al mascarpone

Bon-bon al mascarpone

Bon-bon al mascarpone

Bon-bon al mascarpone

Bon-bon al mascarpone

Bon-bon al mascarpone

Bon-bon al mascarpone

Bon-bon al mascarpone

Bon-bon al mascarpone

Bon-bon al mascarpone

Bon-bon al mascarpone

Bon-bon al mascarpone

Bon-bon al mascarpone

Bon-bon al mascarpone

Bon-bon al mascarpone

Bon-bon al mascarpone

Bon-bon al mascarpone

Bon-bon al mascarpone

Bon-bon al mascarpone

Bon-bon al mascarpone

Bon-bon al mascarpone

 

 

 

 

 

 

 

Tortine bicolori allo yogurt

Siete alla ricerca di una merenda leggera e stuzzicante? Di una colazione gustosa e nutriente? …ebbene questa è la ricetta che fa per voi.

Non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti:

  • 220 gr. di farina (noi abbiamo usato la tipo “2”)
  • 30 gr. di cacao amaro in polvere
  • 250 gr. di yogurt bianco (magari alla vaniglia oppure in altro vostro gusto a scelta)
  • 100 ml. di olio di oliva
  • 3 uova
  • 200 gr. di zucchero (meglio se semolato)
  • 1 cucchiaio di estratto di vaniglia
  • 1 bustina di lievito
  • 1 pizzico di sale

In una terrina capiente, rompete le uova che poi andrete a montare unitamente allo zucchero fin quando non otterrete un composto spumoso.

Continuando a mescolare con una frusta elettrica (oppure con una spatola), aggiungete lo yogurt e l’olio facendolo colare a filo.

Iniziate poi ad incorporate la farina setacciandola un poco alla volta, procedete poi con il lievito per finire aggiustando il tutto con un pizzico di sale.

Mescolate per bene fino ad ottenere un composto omogeneo.

Dividete quindi l’impasto e trasferitene metà in un’altra ciotola dove aggiungerete il cacao amaro setacciato ed i due cucchiai di latte.

Rimestate bene per omogeneizzare il tutto.

Procuratevi quindi gli stampini (in carta) delle tortine ed inserite in ciascuno un po’ di impasto chiaro ed un po’ di quello scuro con il cioccolato. Vi consigliamo di riempire le formine solo per 3/4 onde evitare che trabordino durante la lievitazione di cottura.

Scaldate il forno e portatelo in temperatura a 180°.

Infornate i vostri dolci e fate cuocere per circa 25 minuti, o comunque fin quando non raggiungeranno il tipico colore dorato in superficie.

Trascorso il tempo, sfornate, lasciate raffreddare e servite le tortine ai vostri ospiti.

Consigli: i dolci si possono conservare per un paio di giorni avvolti in una pellicola trasparente oppure nella carta stagnola. Rimarranno comunque sofficissime.

Tortine bicolori allo yogurt bicolori

Tortine bicolori allo yogurt bicolori

Tortine bicolori allo yogurt bicolori

Tortine bicolori allo yogurt bicolori

Tortine bicolori allo yogurt bicolori

Tortine bicolori allo yogurt bicolori

Tortine bicolori allo yogurt bicolori

Tortine bicolori allo yogurt bicolori

Tortine bicolori allo yogurt bicolori

Tortine bicolori allo yogurt bicolori

Tortine bicolori allo yogurt bicolori

Tortine bicolori allo yogurt bicolori

Tortine bicolori allo yogurt bicolori

Tortine bicolori allo yogurt bicolori

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Tortine bicolori allo yogurt bicolori

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Montasio – D.O.P.

Origini e area di produzione

Il nome Montasio deriva dall’omonimo rilievo delle Alpi Giulie, ancora oggi caratterizzato da splendidi e ricchi pascoli sfruttati da tempi remotissimi. La tecnica di produzione di questo formaggio, documentata da scritti dell’epoca, risale alla metà del XIII secolo e viene attribuita ad uno sconosciuto monaco dell’abbazia di Moggio. In quei tempi l’intero territorio delle malghe del Montasio era infatti appannaggio di tale monastero, nei cui terreni era praticato soprattutto l’allevamento del bestiame. Oggi la zona di produzione è estesa anche alle zone prealpine, collinari e di pianura. Un rigido regolamento prescrive sia gli alimenti da utilizzare per il bestiame che le norme di consegna del latte in caseificio. Il latte destinato alla produzione del Montasio deve infatti possedere precise caratteristiche fisiche, chimiche e microbiologiche per essere validamente utilizzato, perché la tecnica di lavorazione esclude l’uso di tecnologie come la refrigerazione prolungata, la pastorizzazione, la sterilizzazione e l’uso di additivi. Tutte le forme controllate dal Consorzio recano il marchio di origine impresso mediante la ripetizione della scritta “Montasio” in senso obliquo sullo scalzo di ogni forma. Pure indicata è la data di produzione e la sigla del caseificio e della provincia di appartenenza.
Area di produzione: Friuli Venezia Giulia, province di Belluno, Treviso, parte di Padova e Venezia.
La Denominazione di Origine Protetta è stata riconosciuta il 12 giugno 1996.

Caratteristiche e fasi di produzione

Tipo di formaggio: a pasta compatta, con stagionatura da 3 a 18 mesi.
Il latte giunge al caseificio due volte al giorno, subito dopo la mungitura. Quello consegnato alla sera generalmente subisce durante il riposo notturno una parziale scrematura, prima di essere miscelato con quello della mattina dopo. La successiva lavorazione segue grossomodo lo schema tradizionale usato per la caseificazione dei formaggi a pasta cotta. Una particolare attenzione viene messa nella preparazione e aggiunta del lattoinnesto (preparato nei caseifici che producono il Montasio). La salatura viene realizzata prima in salamoia e poi a secco.
La maturazione avviene in appositi magazzini aventi precise condizioni di temperatura e umidità. La sua durata è variabile. Nel Montasio fresco è circa due mesi, mentre dura quattro mesi per quello semistagionato e almeno dodici per quello stagionato. Le forme, cilindriche, hanno un’altezza variabile da 6 a 10 cm e un diametro di 30-40 cm. Il peso delle forme varia dai 5 ai 9 kg.
Nel Montasio giovane la crosta è liscia, elastica e di colore marrone chiaro; la pasta è compatta, bianca o paglierina, e presenta una occhiatura di piccole dimensioni. Man mano che le forme invecchiano la crosta si fa più secca e la pasta diviene granulosa e friabile. Il sapore, tipicamente dolce nel tipo fresco, diviene aromatico e leggermente piccante nelle forme più stagionate.

Gastronomia e vini consigliati

Tipico formaggio da tavola dal gusto aromatico e intenso, si presta soprattutto ad essere utilizzato come secondo piatto, magari accompagnato con frutta secca o pere. Le forme più mature possono essere utilizzate anche per grattugia. Molto impiegato anche nella preparazione di piatti locali.
Vini consigliati per il Montasio fresco: Grave del Friuli Merlot, Isonzo Merlot, Collio Goriziano Pinot Nero.
Vini consigliati per il Montasio stagionato: Grave del Friuli Cabernet Franc, Grave del Friuli Refosco dal Peduncolo Rosso, Colli orientali del Friuli Schioppettino, Grave del Friuli Pinot Nero, Breganze Pinot Nero.

Disciplinare di produzione – Montasio DOP

G.U. n° 301 del 28.12.2005
La D.O.P. «Montasio» e’ riservata al formaggio a pasta dura, cotto, prodotto esclusivamente con latte di vacca, di media e lunga stagionatura, di forma cilindrica a scalzo diritto o quasi diritto, con facce piane o leggermente convesse.
La zona di produzione della D.O.P. «Montasio» comprende:
Friuli-Venezia Giulia: l’intero territorio;
Veneto: l’intero territorio delle province di Belluno e Treviso e parte del territorio delle province di Padova e Venezia cosi’ come delimitato: «dall’intersecare della linea di confine della provincia di Treviso con quella di Padova, si prosegue lungo quest’ultima fino ad incontrare l’autostrada Serenissima. Si prosegue lungo questa linea fino al ponte autostradale sul fiume Brenta quindi lungo detto fiume fino alla foce».
Gli allevamenti che forniscono latte ai fini della trasformazione in formaggio a D.O.P. «Montasio» devono essere ubicati nella zona di produzione. Essi non devono utilizzare:
1) alimenti da terreni acquitrinosi;
2) alimenti da bordi strade a denso traffico;
3) ortaggi, frutta, barbabietole e colza;
4) insilati (con esclusione del fieno-silos e del silo-mais) e sostanze fermentate provenienti dalle lavorazioni industriali di frutta, bietole, birra e distillati;
5) mangimi industriali medicati;
6) sottoprodotti lavorazione riso;
7) farine di origine animale;
8) polpe di bietola fresche, umide o insilate sottoprodotti della birra e distillati.
Nel periodo di conservazione del latte presso la stalla e’ vietato aggiungere conservanti ed effettuare qualsiasi trattamento termico, eccettuato il raffreddamento fino ad un minimo di 4 °C.
I caseifici che producono formaggio a D.O.P. «Montasio» e gli stabilimenti di stagionatura devono essere ubicati nella zona di produzione.
Il latte utilizzato: deve provenire dalla munta serale e da quella della mattina, fino ad un massimo di quattro mungiture consecutive.
Deve essere lavorato entro trenta ore dalla raccolta.
Deve essere ricevuto e stoccato a temperatura non inferiore a 4 °C.
Per quanto attiene il tenore in germi a 30° C (x ml) e le cellule somatiche (per ml) il latte utilizzato deve essere conforme e rispettare il disposto del decreto del Presidente della Repubblica n. 54 del 14 dicembre 1997, allegato A, capitolo IV.
Il latte destinato alla D.O.P. «Montasio» non deve essere sottoposto a trattamenti di pastorizzazione e deve presentare un’analisi della fosfatasi chiaramente positiva.
E’ utilizzato caglio di vitello, liquido o in polvere e sale alimentare secondo la normativa vigente.
E ‘consentito l’uso del lisozima.
La produzione del formaggio a D.O.P. «Montasio» avviene secondo la seguente sequenza operativa:
01) riscaldamento del latte a 32-36 °C;
02) aggiunta innesto/fermento naturale selezionato;
03) aggiunta caglio in polvere o liquido;
04) coagulazione del latte;
05) rottura della cagliata;
06) cottura a 42-48 °C e spinatura fuori fuoco per un tempo complessivo di venti/trenta minuti;
07) estrazione della cagliata;
08) pressatura e rivoltamento delle forme;
09) marchiatura all’origine con fascere personalizzate con apposizione del codice del caseificio e della sigla della provincia e la data di produzione (anno, mese e giorno) come riportato in figura 1;
10) salatura a secco oppure in salamoia leggera con eventuale completamento a secco;
11) stagionatura minima di sessanta giorni a temperature non inferiori a 8 °C per i primi trenta giorni e superiori nel prosieguo della stagionatura.
Al decimo giorno di stagionatura il formaggio a D.O.P. «Montasio» deve presentare una umidità massima non superiore al 42,84%.
Sono ammessi valori di analisi entro i dieci giorni superiori a tale limite a condizione che il formaggio atto a diventare D.O.P. Montasio, opportunamente identificato, al solo successivo controllo effettuato al sessantesimo giorno di stagionatura, presenti valori di umidità conformi alla specifica prevista per tale stagionatura.
Al sessantesimo giorno di stagionatura il formaggio a D.O.P. «Montasio» deve presentare le seguenti caratteristiche:
1) umidita’ massima non superiore a 36,72%;
2) grasso nella sostanza secca: minimo 40%;
3) peso: 6-8 kg;
4) diametro: forma 30-35 cm;
5) scalzo: massimo 8 cm;
6) crosta: liscia, regolare ed elastica;
7) pasta: compatta con leggera occhiatura;
8) colore: naturale, leggermente paglierino;
9) aroma: caratteristico;
10) sapore: piccante e gradevole.
Sono ammessi valori di analisi di umidità a sessanta giorni superiori a tale limite a condizione che il formaggio atto a diventare D.O.P. Montasio, opportunamente identificato, al solo successivo controllo effettuato entro il novantesimo giorno di stagionatura, presenti valori di umidità conformi alla specifica prevista per il sessantesimo giorno di stagionatura prima di avere la qualifica della D.O.P. formaggio Montasio.
E’ consentita l’utilizzazione di protettivi della superficie esterna del formaggio, purchè gli stessi siano trasparenti, privi di coloranti e rispettino il colore della crosta.
La porzionatura e il preconfezionamento devono essere eseguiti dopo una stagionatura minima di sessanta giorni.
Il formaggio a D.O.P. «Montasio» viene usato da grattugia quando la stagionatura ha raggiunto almeno dodici mesi e si presenta friabile, di colore paglierino, con pochi e piccolissimi occhi.
Qualora l’intero processo produttivo, dalla produzione del latte alla stagionatura minima di sessanta giorni, avvenga nelle aree considerate di montagna, comprese nella zona di produzione della D.O.P. formaggio Montasio, il formaggio può riportare in etichetta la dicitura «prodotto della montagna».
Il caseificio che produce formaggio Montasio D.O.P. «prodotto della montagna» deve identificare in maniera univoca le forme di formaggio Montasio D.O.P. che possiedono tali requisiti. A tale scopo, sullo scalzo verrà impressa una apposita targhetta recante la dicitura PDM, acronimo della dicitura «prodotto della montagna» (fig. 1).
Sul formaggio D.O.P. «Montasio» con età superiore a cento giorni di stagionatura, può essere impresso a fuoco, nell’apposita area dello scalzo, dal Consorzio per la Tutela del Formaggio Montasio, previa verifica dello stesso, il logo della denominazione.

Per saperne di più:

Consorzio per la tutela del formaggio Montasio

Vicolo Resia 1/2 – 33033 Codroipo (UD)
tel. +39 0432-905317  –  fax +39 0432-912052

info@formaggiomontasio.net

Montasio D.O.P. - per la foto si ringrazia

Montasio D.O.P. – per la foto si ringrazia

Crauti alla piemontese

Siamo a proporvi un contorno dal sapore pieno ed avvolgente, particolarmente indicato per la stagione fredda quando la verza (oppure cavolo cappuccio) è economica e facilmente reperibile sia dal verduriere sotto casa che sui banchi del mercato ortofrutticolo.

Non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti (per 4 persone):

  • 1 kg di verza chiara (potete usare anche il cavolo cappuccio)
  • 5 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • 6 filetti di acciughe
  • mezzo bicchiere di aceto di vino bianco
  • 1 bicchiere di brodo vegetale
  • sale q.b.
  • pepe q.b. (se gradito)

La preparazione è semplice e veloce.

Lavate con cura la verza foglia per foglia quindi scolatela ed asciugatela aiutandovi con un canovaccio da cucina oppure con della carta assorbente.

Provvedente ora  a tagliare la verdura a listarelle quindi mettetela in una pentola antiaderente dai bordi alti dove precedentemente avrete fatto scaldare 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva.

Riempita la casseruola, aggiungete gli ultimi due cucchiai di olio rimasti ed i filetti di acciuga. Lasciate rosolare per cinque minuti a fuoco basso mescolando regolarmente quindi unite il bicchiere di brodo vegetale. Salate, coperchiate e lasciate cuocere per una 20ina di minuti a fuoco basso, trascorso il tempo unite l’aceto di vino bianco, mescolate per bene e portare a termine la cottura per ulteriori 15/20 minuti (sempre a fuoco basso). Se gradite, pepate.

A questo punto i vostri crauti saranno pronti per essere consumati immediatamente caldi oppure anche in un secondo tempo, freddi.

Stuzzicanti.

Crauti alla piemontese

Crauti alla piemontese

Crauti alla piemontese

Crauti alla piemontese

Crauti alla piemontese

Crauti alla piemontese

Crauti alla piemontese

Crauti alla piemontese

Crauti alla piemontese

Crauti alla piemontese

Crauti alla piemontese

Crauti alla piemontese

Crauti alla piemontese

Crauti alla piemontese

Platessa al limone

Oggi proponiamo un secondo piatto di pesce veloce, leggero e semplicissimo da preparare.

Non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti (dosi per 4 persone)

  • 4 filetti di platessa
  • il succo di un limone
  • 1 cucchiaio di farina (noi abbiamo usato quella di tipo “2”)
  • 1 bicchiere di vino bianco secco di qualità
  • olio extravergine d’oliva q.b.
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
  • prezzemolo q.b.

La preparazione è molto semplice.

Procuratevi una pentola antiaderente dai bordi bassi, portatela in temperatura a fuoco vivo quindi adagiatevi i filetti di platessa. Fateli scottare per un minuto circa per parte.

Trascorso il tempo, aggiungete il bicchiere di vino bianco secco che lascerete sfumare a fuoco medio, ad operazione ultimata aggiungete il succo del limone. Lasciate insaporire per un paio di minuti quindi incorporate la farina (meglio se lo fate setacciandola).

Con delicatezza fate in modo che la farina si mescoli bene alla salsa preesistente quindi cuocete a fuoco lento per altri cinque minuti o comunque fin quando il sugo si sarà sufficientemente ristretto.

Spegnete quindi il fuoco, salate, pepate e spolverizzate con un poco di prezzemolo.

Impiattate e servite in tavola ancora fumante.

Gustosa leggerezza.

Platessa al limone

Platessa al limone

Platessa al limone

Platessa al limone

Platessa al limone

Platessa al limone

Platessa al limone

Platessa al limone

Platessa al limone

Platessa al limone

Platessa al limone

Platessa al limone

Platessa al limone

Platessa al limone

Platessa al limone

Platessa al limone

Platessa al limone

Platessa al limone

 

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