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Archive for dicembre, 2015

Alberelli di sfoglia

Particolarmente indicati per il periodo natalizio, si possono comunque presentare in qualunque momento dell’anno grazie alla loro stuzzicante bontà.

Semplicissimi da preparare, veloci da cuocere, risultano essere un ideale antipasto da servire in tavola oppure come invitante salatino per un apericena.

Non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti (dosi per 4/6 persone – 12 alberelli):

  • 1 sfoglia rotonda
  • 120 gr. circa di salame (tipo Milano)
  • 30 gr. di formaggio grattugiato
  • 12 olive verdi 
  • 12 cubetti di formaggio (grana, pecorino, fontina)
  • 12 stecchini lunghi da spiedino
  • latte q.b.

Come prima cosa, stendete la sfoglia e grattugiate i 30 gr. di formaggio.

Tagliate quindi la pasta a listarelle dello spessore di 2 cm circa.

Riducete ora anche il salame a fettine del medesimo spessore delle listarelle di sfoglia con cui andrete a ricoprirle, spolverizzate poi con il formaggio grattugiato (come nella foto).

Prendete ora ogni singola parte di pasta e ripiegatela su sè stessa come a creare una specie di serpente.

Terminata l’operazione, infilzate il tutto con uno stecchino facendo in modo che la punta fuoriesca di un paio di cm.

Spennellate l’alberello ottenuto con un poco di latte.

Ripetete l’operazione fin quando non avrete terminato gli ingredienti.

Accendete il forno e portatelo in temperatura a 220°.

Foderate la leccarda con l’apposita carta quindi disponete in maniera ordinata gli alberelli quindi infornate per circa 15 minuti o comunque fin quando non risulteranno perfettamente dorati.

Trascorso il tempo sfornate e lasciate intiepidire quindi terminate la composizione infilando un’oliva verde sulla sommità appuntita della stecchino e un cubetto di formaggio sull’estremità opposta.

I vostri alberelli saranno a questo punto pronti per essere serviti in tavola ai vostri ospiti.

Eccellenti sia tiepidi che freddi.

Alberelli di sfoglia

Alberelli di sfoglia

Alberelli di sfoglia

Alberelli di sfoglia

Alberelli di sfoglia

Alberelli di sfoglia

Alberelli di sfoglia

Alberelli di sfoglia

Alberelli di sfoglia

Alberelli di sfoglia

Alberelli di sfoglia

Alberelli di sfoglia

Alberelli di sfoglia

Alberelli di sfoglia

Alberelli di sfoglia

Alberelli di sfoglia

Alberelli di sfoglia

Alberelli di sfoglia

Alberelli di sfoglia

Alberelli di sfoglia

Dice il saggio…

“Da un certo punto in avanti non c’è più modo di tornare indietro. È quello il punto al quale si deve arrivare”.

Franz Kafka

Franz Kafka

Dice il saggio….

“Il più grande nemico della conoscenza non è l’ignoranza. È l’illusione della conoscenza”.

Stephen Hawking

Stephen Hawking

Soupe à l’oignon


….o meglio…in italiano…zuppa di cipolle.

Piatto tipico di molti paesi (dovuto al fatto che viene cucinato, in origine, con pochi e poveri ingredienti), ha ricevuto una dignità quasi aristocratica in Francia dove viene spesso proposto nei ristoranti più raffinati.

È inoltre piatto immancabile dei bistrot parigini.

Prima di gustarla, non la credevamo così buona ed appagante, non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti (dosi per 4 persone):

  • 500 gr. di cipolle bianche o dorate
  • 4 cucchiai di olio d’oliva
  • zucchero (punta di un cucchiaio)
  • 25 gr. di farina
  • 40 gr. di burro (noi abbiamo usato quello vegetale, in origine si usava quello di carne)
  • 1 bicchiere di vino bianco di qualità, oppure brandy (ingrediente facoltativo che noi non abbiamo usato)
  • 1 litro di brodo
  • 8 fette di pane (baguette o pane casereccio)
  • 120 gr. di Emmenthal grattugiato a scaglie
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

Essendo un piatto della tradizione “povera”, la preparazione risulta assai semplice e poco elaborata.

Iniziate pulendo e lavando con cura le cipolle quindi provvedete a tagliarle ad anelli sottili.

In una capiente padella, sciogliete il burro nell’olio di oliva quindi unite le cipolle e lo zucchero (punta di un cucchiaio).

Lasciate cuocere, mescolando di tanto in tanto, per dieci minuti circa a fuoco basso facendo attenzione (importante) che le cipolle “sudino” però senza rosolare eccessivamente evitando così che imbruniscano.

Quando inizieranno ad imbiondire, aggiungete la farina setacciandola, mescolate e continuate la cottura per altri tre/quattro minuti.

Trascorso il tempo, unite pian piano il brodo (e, volendo, il vino) ogni qualvolta si sia assorbito.

Portate a cottura per circa 30 minuti.

Nel frattempo affettate il pane e fatelo tostare in forno.

Quando la zuppa sarà cotta, aggiustate di sale e di pepe, versatela in quattro pirottini oppure in una teglia di terracotta grande.

Livellatene la superficie quindi disponete le fette di pane tostato, ricoprite il tutto con abbondante Emmenthal grattugiato.

Inserite le terrecotte nel forno preriscaldato a 220° e fate gratinare fin quando sulla superficie della zuppa non si formerà una crosticina dorata.

Sfornate e servite la pietanza fumante in tavola ai vostri ospiti.

Una prelibatezza incredibile.

"Soupe à l'oignon" - zuppa di cipolle

“Soupe à l’oignon” – zuppa di cipolle

"Soupe à l'oignon" - zuppa di cipolle

“Soupe à l’oignon” – zuppa di cipolle

"Soupe à l'oignon" - zuppa di cipolle

“Soupe à l’oignon” – zuppa di cipolle

"Soupe à l'oignon" - zuppa di cipolle

“Soupe à l’oignon” – zuppa di cipolle

"Soupe à l'oignon" - zuppa di cipolle

“Soupe à l’oignon” – zuppa di cipolle

"Soupe à l'oignon" - zuppa di cipolle

“Soupe à l’oignon” – zuppa di cipolle

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"Soupe à l'oignon" - zuppa di cipolle

“Soupe à l’oignon” – zuppa di cipolle

"Soupe à l'oignon" - zuppa di cipolle

“Soupe à l’oignon” – zuppa di cipolle

"Soupe à l'oignon" - zuppa di cipolle

“Soupe à l’oignon” – zuppa di cipolle

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“Soupe à l’oignon” – zuppa di cipolle

"Soupe à l'oignon" - zuppa di cipolle

“Soupe à l’oignon” – zuppa di cipolle

"Soupe à l'oignon" - zuppa di cipolle

“Soupe à l’oignon” – zuppa di cipolle

"Soupe à l'oignon" - zuppa di cipolle

“Soupe à l’oignon” – zuppa di cipolle

"Soupe à l'oignon" - zuppa di cipolle

“Soupe à l’oignon” – zuppa di cipolle

"Soupe à l'oignon" - zuppa di cipolle

“Soupe à l’oignon” – zuppa di cipolle

"Soupe à l'oignon" - zuppa di cipolle

“Soupe à l’oignon” – zuppa di cipolle

"Soupe à l'oignon" - zuppa di cipolle

“Soupe à l’oignon” – zuppa di cipolle

"Soupe à l'oignon" - zuppa di cipolle

“Soupe à l’oignon” – zuppa di cipolle

 

 

 

 

Formaggella della Val Trompia – P.A.T.

Questo formaggio, simile a tutte le altre formaggelle di produzione montana, viene prodotto da latte vaccino intero nella zona della Val Trompia, ed è di stagionatura piuttosto breve.

Di forma cilindrica con un diametro dai 20 ai 25 cm e scalzo di circa 4 cm, la crosta è sottile, di colore giallo paglierino e la pasta è piuttosto morbida e presenta piccole occhiature distribuite uniformemente. Il peso è di circa 2 kg. Il sapore è dolce ed il profumo è di erba di montagna. La lavorazione prevede che il latte intero vaccino, venga addizionato a batteri lattici e poi subisca un trattamento termico che lo porta ad una lenta pastorizzazione, alla temperatura di 62°C per 30 minuti.

La coagulazione avviene a 35°C – 38°C, successivamente la cagliata viene rotta fino alle dimensioni di nocciola. La salatura viene effettuata a secco e le forme vengono subito messe a stagionare per 20-25 giorni.

La produzione delle formaggelle lombarde è stata negli ultimi anni rivalutata ed aumentata per la necessità di avere un prodotto di gusto dolce e gradevole di pezzature diverse che garantisse le qualità di questo tipico prodotto montano.

Fonte: Atlante Caseario.com

Formaggella della Val Trompia P.A.T. - per la foto si ringrazia

Formaggella della Val Trompia P.A.T. – per la foto si ringrazia

Spezzatino di pollo con piselli

Oggi presentiamo un secondo piatto classico della nostra cucina, preparato indistintamente in tutto il territorio della nostra amata penisola.

Leggero ma saporito, solitamente apprezzato sia dai grandi che dai più piccoli, è indicato anche per coloro che desiderano rimanere leggeri e non esagerare con le calorie.

Non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti (dosi per 4 persone):

  • 600 gr. di petto di pollo
  • 300 gr. di piselli fini (in scatola)
  • 120 gr. di prosciutto cotto a cubetti
  • 1 bicchiere di vino bianco di buona qualità
  • 1 bicchiere di brodo vegetale (clicca qui per la ricetta)
  • farina q.b.
  • olio extravergine d’oliva q.b.
  • sale q.b.

Sgocciolate i piselli (usando uno scolapasta oppure una schiumarola) quindi sciacquateli sotto abbondante getto di acqua fredda.

Tagliate il petto di pollo a tocchetti non troppo piccoli quindi passateli e ripassateli nella farina.

Versate un filo di olio extravergine d’oliva in una padella antiaderente, fatelo scaldare quindi unite il pollo e scottatelo per un paio di minuti fin quando non sarà ben rosolato.

Aggiungete ora il prosciutto cotto a cubetti quindi sfumate con il vino bianco che lascerete poi evaporare a fiamma viva.

Incorporate ora i piselli ed un poco di brodo vegetale (un mestolo dovrebbe essere sufficiente) quindi lasciate cuocere a fiamma medio bassa per almeno 20 minuti.

Trascorsi 10 minuti aggiungete i piselli, salate e portate a cottura.

Non vi resterà quindi che impiattare e presentare in tavola ai vostri ospiti.

Un semplice golosità.

Spezzatino di pollo con piselli

Spezzatino di pollo con piselli

Spezzatino di pollo con piselli

Spezzatino di pollo con piselli

Spezzatino di pollo con piselli

Spezzatino di pollo con piselli

Spezzatino di pollo con piselli

Spezzatino di pollo con piselli

Spezzatino di pollo con piselli

Spezzatino di pollo con piselli

Spezzatino di pollo con piselli

Spezzatino di pollo con piselli

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Spezzatino di pollo con piselli

Spezzatino di pollo con piselli

Spezzatino di pollo con piselli

Spezzatino di pollo con piselli

Spezzatino di pollo con piselli

Spezzatino di pollo con piselli

Spezzatino di pollo con piselli

Spezzatino di pollo con piselli

Dice il saggio….

“Non sappiamo quali saranno i giorni che cambieranno la nostra vita. Probabilmente è meglio così”.

Stephen King

Stephen King

Dice il saggio….

“Se vuoi andare veloce, vai da solo;  se vuoi andare lontano, andiamo insieme.”

Proverbio africano

Proverbio africano

Bunet

Che dire, il bunet è il dolce al cucchiaio tipico del nostro piemonte (in particolar modo della zona langarola), un dessert non certo leggero ma davvero gustoso, goloso ed assolutamente imperdibile.

In origine era un dolce “della festa” appunto per alla corposità degli ingredienti. Oggi giorno è un perfetto fine pasto ma è ideale anche per una merenda sostanziosa.

Ora non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti (dosi per 4/6 porzioni, tenete presente che le foto sono state fatte per un bunet per due persone, dunque le dosi sono state dimezzate):

  • 1/2 litro di latte intero
  • 150 gr. di zucchero
  • 180 gr. di cacao amaro in polvere
  • 60 gr. di amaretti
  • 4 uova 
  • 1 pizzico di sale

Il procedimento è decisamente semplice, per prima cosa mettete il latte a riscaldare  in un padellino, a fiamma molto bassa, fate in modo che non arrivi ad ebollizione.

Nel frattempo rompete gli amaretti a mano (se preferite sentirne la crottantezza all’interno del bunet) oppure tritateli finemente usando un mixer.

In una ciotola a parte, rompete le uova ed amalgamatele a quattro cucchiai di zucchero usando un frusta da cucina fino ad ottenere un composto piuttosto fluido e spumoso.

A questo punto unite gli amaretti, il cacao amaro setacciato e mescolate il tutto con cura. Aggiungete quindi il latte caldo a filo continuando ad amalgamare con pazienza il tutto.

Versate ora lo zucchero avanzato in precedenza in un pentolino antiaderente, aggiungete un paio di cucchiai di acqua e caramellate il tutto fino ad ottenere un risultato finale giustamente dorato.

Versate ora in uno stampo da forno rettangolare il caramello facendo in modo di distribuirlo uniformemente  sia sui bordi che sul fondo inclinando più volte il contenitore. Lasciate raffreddare.

Trascorso il tempo necessario, unite nello stampo il miscuglio di uova, amaretti e latte approntato in precedenza e cuocete il bunet a bagnomaria nel forno (preriscaldato) a 160°, per un’ora.

A questo punto sfornate, lasciate raffreddare e mettete in frigo per mezza giornata (se avete tempo), altrimenti possono bastare anche  4 ore.

A questo punto il vostro dolce sarà pronto per essere rovesciato in un piatto da portata, tagliato e servito ai vostri ospiti.

Una magica bontà piemontese.

Bunet

Bunet

Bunet

Bunet

Bunet

Bunet

Bunet

Bunet

Bunet

Bunet

Bunet

Bunet

Bunet

Bunet

Bunet

Bunet

Bunet

Bunet

Bunet

Bunet

Bunet

Bunet

Bunet

Bunet

Bunet

Bunet

Bunet

Bunet

Bunet

Bunet

Bunet

Bunet

Dice il saggio….

“Ascolto e dimentico. Vedo e ricordo. Faccio e capisco”.

Proverbio Cinese

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