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Archive for luglio, 2014

Shakshuka

La shakshuka è un piatto di origine algerino/tunisina  il cui consumo si è allargato a tutto il bacino arabo/orientale del Mediterraneo, arrivando ad essere un piatto tradizionale anche della cucina israeliana.

Gli ingredienti principali sono i pomodori, l’aglio, la cipolla, il pepe nero, i peperoni più diverse spezie. Come tutti i piatti della tradizione popolare, è suscettibile di variazione negli ingredienti a seconda dei gusti delle varie regioni dov’è comunemente consumato.

La shakshuka solitamente viene mangiata come accompagnamento alla pita, al pane arabo oppure al comune pane con mollica.

La shakshuka viene spesso cucinata in monoporzioni e consumata direttamente nella padella dove è stata preparata.

Ingredienti (dosi per 4 persone, se la cucinate in monoporzioni, ovviamente, dividete le dosi per 4):

  • 4 uova medie
  • 800 gr. di polpa di pomodoro
  • 4 spicchi d’aglio
  • 2 cipolle
  • 2/4 peperonicini piccanti (meglio se secco) a seconda del grado di piccantezza gradito
  • 4 peperoni (meglio se del tipo friggitello)
  • 1 cucchiaino di cumino
  • olio extravergine d’oliva q.b.
  • paprika q.b.
  • pepe nero q.b.
  • sale q.b.

Pulite e pelate per bene la cipolla e l’aglio (che priverete della radice interna).

Lavate con cura i peperoni ed il peperoncino.

Procuratevi una padella, versatevi un filo d’olio extravergine d’oliva che farete scaldare, aggiungete quindi la cipolla tagliata a rondelle sottili e gli spicchi d’aglio smezzati.

Lasciate soffriggere per un paio di minuti quindi aggiungete il peperoncino tagliato finemente. Quando le verdure saranno appassite, aggiungete la polpa di pomodoro, mescolate cura.

Tagliate il peperone a tocchetti (precedentemente privato dei semi interni).

Unitelo al sugo in cottura assieme alla paprika (qui dipende dai gusti personali, indicativamente, tenete come ragionevole la metà di un cucchiaino) ed al cumino.

Aggiustate di sale e di pepe, mescolate per bene e portate a cottura.

Quando il sugo si sarà un poco addensato, rompete nella padella le uova e fatele cuocere (SENZA MESCOLARE) a fuoco basso fin quando l’albume diventerà ben bianco e compatto mentre il tuorlo risulterà ancora giustamente chiaro e morbido.

A questo punto spegnete il fuoco e servite immediatamente in tavola.

Un’esplosione di bontà.

 

 

 

 

 

 

 

 

Baba ganoush

Il baba ganush è una salsa di origine Mediorientale (ma diffusa in tutti i paesi arabi del Mediterraneo in diverse varianti) che ha come ingrediente principale le melanzane con l’aggiunta di spezie.

Viene usato principalmente come antipasto e come salsa di accompagnamento per il pane azzimo, il pane arabo o la pita. Ottimo come condimento delle falafel.

Tenendo presente che, soprattutto nelle salse, i gusti personali possono essere molto variabili, le dosi da noi indicate sono piuttosto soggettive, voi assaggiate man mano che componete la salsa, se volete aggiungere o rimanere indietro con un ingrediente, liberissimi di interpretare a modo vosto.

Ingredienti (dosi per 6/8 persone):

  • 3 melanzane medio/grandi (600/700 gr.)
  • 3 cucchiai di tahina
  • 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
  • 2 spicchi d’aglio
  • 2/3 cucchiai di succo di limone
  • 1 cucchiaino di cumino
  • pepe q.b.
  • sale q.b.

Lavate per bene le melanzane quindi asciugatele con un panno asciutto.

Accendete il forno, portatelo in temperatura (modalità ventilato) a 160 gradi.

Rivestite la placca del forno con l’apposita carta quindi adagiatevi sopra le melanzane.

Infornate e fate cuocere per circa 1h e 20/ 1h e 25  rigirandole un paio di volte, ovvero fin quando vedrete che la pelle esterna della verdura sarà ben raggrinzita e che avrà ottenuto una consistenza piuttosto molle.

A questo punto, sfornate e lasciate intiepidire.

Quando le melanzane saranno lavorabili, eliminatene il peduncolo quindi incidetene la pelle e scavatene, con un cucchiaio la polpa interna che metterete da parte in una ciotola capiente.

Terminata l’operazione lavorate la polpa ottenuta con una forchetta in modo da renderla più cremosa ed omogenea. Salate e pepate secondo i gusti. Mescolate il tutto in modo che i sapori si amalagamino.

Tritate molto finemente l’aglio (privato della radice interna) ed unitelo alla polpa di melanzane. Aggiungete anche il succo di limone, la tahina ed il cumino. Mescolate molto bene il tutto fin quando non otterrete un composto il più possibile omogeneo ache se rimarrà sempre un poco raggrumato.

A questo punto il vostro Baba ganoush è pronto per essere presentato ai vostri commensali.

Vedrete, riscuoterà un successone.

 

Baba ganoush - Per la foto si ringrazia

Baba ganoush – Per la foto si ringrazia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cigni di pasta frolla

Idea molto carina e creativa, ideale per sorprendere e divertire i bambini e non solo, con una sola preparazione si accontenta l’estetica ed il gusto che rimane davvero piacevole.

Ideale per una merenda rigeneratrice oppure per una colazione tonificante.

Ingredienti:

  • 2 uova (da utilizzarsi a temperatura ambiente)
  • 220 gr. di zucchero
  • 300 gr. di farina 00
  • 180 gr. di fecola di patate
  • 200 gr di burro ammorbidito
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 1 bustina di vanillina
  • granella di zucchero q.b.

Togliete il burro dal frigo, tagliatelo a tocchetti e lasciatelo ammorbidire.

Setacciate poi la farina 00, la fecola di patate, la vanillina ed il lievito in una terrina.

In un recipiente a parte iniziate a lavorare il burro ammorbidito con lo zucchero fin quando non otterrete una crema morbida e spumosa. A questo punto unite le due uova (tenute a temperatura ambiente) e continuate a mescolare lungamente con cura in modo che tutti gli ingredienti si amalgamino alla perfezione.

Aggiungete quindi il miscuglio di farine ed impastate con cura e pazienza fin quando non otterrete un composto compatto ed elastico. Donategli una forma sferica, avvolgetelo in un foglio di pellicola trasparente e lasciatelo riposare in frigo per almeno un’ora.

Trascorso il tempo, dotatevi di un mattarello, estraete la frolla dal frigo e stendetela fin quando non otterrete un foglio di pasta dello spessore di circa 3/4 mm.

A questo punto prendete un tagliapasta rotondo (non troppo piccolo) oppure un bicchiere di medie dimensioni ed incidete dei dischi nella frolla.

Prendete quindi ogni singolo disco, ripiegatelo a metà su sè stesso quindi, aiutandovi con un coltello, praticate 3 incisioni (partendo dalla parte più lunga, quella in alto) via via più corte scendendo verso il basso.

Ripiegate quindi la striscia derivante dal taglio più lungo donandole una forma ricurva, questo andrà a rappresentare il collo.

Accendete il forno e portatelo in temperatura a 180 gradi.

Prendete quindi la placca del forno, rivestitela dell’apposita carta quindi adagiatevi, l’uno vicino all’altro, i vostri cigni appena creati.

Infornate e lasciate cuocere per circa 15 minuti.

Trascorso il tempo, sfornate e lasciate raffreddare.

A questo  punto guarnite i vostri cigni sistemando (usate un minimo quantitativo di marmellata come collante) una granella di zucchero sulla parte terminale del collo a simboleggiare gli occhi ed un poco di zucchero sulla coda a simboleggiare le piume.

I vostri cigni di pasta frolla saranno pronti per essere serviti in tavola.

Cigni di pasta frolla

Cigni di pasta frolla

Cigni di pasta frolla

Cigni di pasta frolla

Cigni di pasta frolla

Cigni di pasta frolla

cigni di pasta frolla

cigni di pasta frolla

Cigni di pasta frolla

Cigni di pasta frolla

Cigni di pasta frolla

Cigni di pasta frolla

Cigni di pasta frolla

Cigni di pasta frolla

Cigni di pasta frolla

Cigni di pasta frolla

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Hummus

L’hummus è una gustosissima salsa, di origine arabo-mediorientale dove è piuttosto usata, apprezzata e consumata.

Generalmente viene servito come accompagnamento del pane azzimo (o pane arabo) oppure come condimento alla pita prima di essere imbottita di kebab o di falafe.

Viene anche usato come condimento alle verdure crude.

Nonostante gli ingredienti siano molteplici, la preparazione di questa salsa è piuttosto semplice.

Ingredienti (dosi per 4 persone):

  • 300 gr. di ceci
  • 2 spicchi d’aglio
  • il succo di un limone
  • tahina (pasta di sesamo), due cucchiai
  • 2 cucchiai di cumino
  • olio extravergine d’oliva q.b.
  • sale q.b.
  • peperoncino rosso in polvere q.b.
  • prezzemolo q.b.
  • acqua calda q.b.

Come prima cosa dovete mettere i ceci in ammollo (per 24 ore) in un recipiente contenente il doppio del loro volume in acqua.

Trascorso il tempo, scolateli e sciacquateli per bene sotto abbondante getto d’acqua.

Procuratevi un pentola pressione e fateli cuocere per una ventina di minuti circa, tempo necessario per farli intenerire, quindi scolateli e lasciateli intiepidire a parte.

In una padella, versate un filo d’olio extravergine d’oliva, fatelo riscaldare quindi unite l’aglio tagliato a tocchetti (cui avrete precedentemente eliminato anche la radice interna) e le spezie di cui sopra (tranne il prezzemolo ed il peperoncino rosso che serviranno solo per la guarnizione).

Lasciate rosolare il tutto per due o tre minuti a fuoco medio quindi unite i ceci che lascerete insaporire anch’essi per il medesimo tempo mescolandoli in continuazione.

Mentre attendete, spremete il limone e tenete il succo da parte.

Approntati i ceci, trasferiteli, condimento speziato compreso, in un mixer.

Unite poi il succo di limone e la tahina. Frullate gli ingredienti fino ad ottenere una crema liscia ed omogenea.

Aggiungete a filo un poco d’olio extravergine d’oliva amalgamandolo con un cucchiaio al fine di rendere ancor più cremosa e delicata la vostra salsa.

Ora il vostro hummus è pronto per essere servito, non prima di essere spolverizzato con un pizzico di peperoncino oppure con del prezzemolo tritato finemente.

Per la foto si ringrazia

Hummus – Per la foto si ringrazia

 

 

 

 

 

 

 

 

Zucchine in carpione

Antipasto tipico della cucina piemontese, dal gusto deciso e vivace, può essere presentato anche come contorno fresco durante la stagione estiva.

La marinatura o carpionatura che dir si voglia, ha dosi e gusti molto soggettivi, c’è chi gradisce un gusto più deciso, allora userà un rapporto aceto/vino dove il primo sarà in netta prevalenza sul secondo, oppure, viceversa.

Nella ricetta di seguito vi illustriamo una via di mezzo, anche se devo ammettere che preferisco la preparazione dove il gusto dell’aceto sia predominante.

Ingredienti (dosi per 4 persone):

  • 600 gr. di zucchine (4 zucchine medie)
  • 120 ml. di aceto di vino bianco
  • 60 ml. di vino bianco secco di buona qualità
  • 1 cipolla
  • 2 foglie di alloro
  • 2 spicchi d’aglio
  • 2/3 rametti di rosmarino
  • 3/4 foglie di salvia
  • olio extravergine d’oliva q.b.
  • sale q.b.

Pulite e lavate le zucchine quindi, aiutandovi con coltello e tagliere, riducetele a bastoncini.

Procuratevi una padella, versatevi un filo d’olio extravergine d’oliva che farete scaldare. Unite quindi le zucchine e lasciatele friggere fin quando non saranno cotte ma ancora croccanti, aggiustate di sale, quindi scolatele su un piatto piano ricoperto di carta da cucina assorbente.

Pulite e lavate la cipolla, l’aglio (che priverete anche della radice interna), il rosmarino, l’alloro e la salvia.

In un tegame a parte fate scaldare un poco d’olio extravergine d’oliva, quindi unite la cipolla tagliata a rondelle e l’aglio a tocchetti. Lasciate soffriggere per un paio di minuti quindi aggiungete l’alloro ed il rosmarino.

Sfumate con l’aceto e dopo un minuto, con il vino bianco.

Lasciate insaporire per circa cinque minuti poi aggiungete la salvia. Aggiustate di sale.

Mescolate un pochino la vostra marinatura e, dopo ulteriori due o tre minut,i spegnete il fuoco e lasciate intiepidire.

Nel frattempo prendete un contenitore capiente (dotato di coperchio ermetico) disponetevi uno strato di zucchine poi bagnate con la marinatura e ripetete l’operaizione fin quando non terminerete gli ingredienti.

Lasciate raffreddare la vostra verdura, quindi mettete il tutto in frigo ad insaporire con il contenitore ben chiuso per almeno un paio d’ore tenendo presente che le zucchine più rimangono in carpionatura e più acquisiscono aroma e sapore.

Estraete dal frigorifero alcuni minuti prima di servire.

Zucchine in carpione

Zucchine in carpione

Zucchine in carpione

Zucchine in carpione

Zucchine in carpione

Zucchine in carpione

 

 

 

 

 

Pita

La pita è un pane piatto lievitato (a forma di disco)  a base di farina di grano.

Tipico della cucina del mediterraneo orientale (turca e greca in particolare) è molto usato anche nella tradizione araba.

Particolarmente adoperato come accompagnamento di salse e per avvorgere preparati di carne come kebab e gyros.

Era già da un po’ che volevamo cimentarci in questa preparazione, ecco il risultato del nostro lavoro.

Ingredienti (dosi per 8/9 pitas – 4/6 persone):

  • 250 gr. di farina di grano 00
  • 250 gr. di farina di grano Manitoba
  • 300 ml. di acqua
  • 30 gr. di olio extravergine d’oliva
  • 15 gr. di sale
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 12 gr. di lievito di birra fresco (oppure 4 gr. se disidratato)

In un piccolo recipiente, versate il lievito, aggiungete lo zucchero e poca acqua. Mescolate fin quando gli ingredienti non si saranno perfettamente assimilati tra di loro.

Unite il composto liquido ottenuto al miscuglio delle due farine che avrete precedentemente setacciato in una ciotola capiente.

In un contenitore, mischiate l’olio all’acqua che vi è rimasta.

Iniziate ad impastare con le mani piano piano versando, a filo, il miscuglio di acqua ed olio appena approntato.

Quando il composto inizia ad acquistare solidità, trasferitelo su un piano di lavoro e continuate a manipolarlo fin quando non otterrete un risultato omogeneo, liscio, elastico e compatto (se l’impasto dovesse risultare ancora un poco appiccicoso, aggiungete quel tanto che basta di farina per portarlo alla giusta densità).

Terminata l’operazione, modellate l’impasto in un forma sferica, trasferitelo in una ciotola oliata.

Ricoprite il recipiente con una pellicola trasparente e trasferite il tutto nel forno (SPENTO) con la luce accesa a lievitare per due ore.

Trascorso questo tempo, l’impasto sarà praticamente raddoppiato.

Riportate il tutto su un piano di lavoro e dividete il composto in 8 parti uguali.

Aiutandovi con un mattarello stendete la pasta in modo da ottenere 8 sfoglie rotonde dello spessore di circa 2/3 mm e del diametro approssimativamente di 20 cm.

Accendete il forno (statico) e portatelo in temperatura a 250 gradi

Tasferite la vostra pita su un foglio di carta da forno, spennellatene la superficie con un mix di acqua ed olio, quindi adagiate il tutto sulla placca del forno preriscaldata.

Infornate per cinque/sei minuti, ovvero fin quando la parte inferiore ed i bordi risulteranno leggermente dorati e la parte superiore comunque ancora bianca.

Sfornate, lasciate intiepidire e quindi potete servire in tavola.

Se non consumate la vostra pita immediatamente, conservatela in un contenitore ben chiuso oppure sotto una campana di vetro.

Pita

Pita

Pita

Pita

Pita

Pita

Pita

Pita

Pita

Pita

Pita

Pita

Pita

Pita

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Insalata dell’orto (di Fabiola Marchi)

La nostra amica Fabiola ci propone questa gustosissima insalata tipicamente estiva, ideale per un pic-nic al mare oppure per un pranzo veloce in piscina. Ottima anche come antipasto in un pranzo comodamenti seduti al tavolo oppure come contorno.

Se avete fretta, va benissimo anche come piatto unico.

Nel periodo estivo risulta essere un piatto anche piuttosto economico, quasi a km zero  per chi dispone di qualche gallinella ed di un orto provvisto (come appunto la nostra amica che ci scrive questa ricetta).

Ingredienti (dosi per 4 persone):

  • 4 patate medie
  • 1 cipollotto
  • 12/13 pomodori datterini
  • 4 uova
  • 1/2 zucchina
  • 2 scatolette di tonno sott’olio
  • peperoncino q.b.
  • origano q.b.
  • sale q.b.

Sbucciate e lavate le patate quindi lessatele a vapore (ci vorrenno circa 25/30 minuti, dipende dalla dimensione dei tuberi). Lasciatele quindi raffreddare per poi tagliarle a cubetti.

Pulite e lavate la zucchina, quindi tagliatela a fettine sottilissime.

Lavate i pomodorini e tagliateli a rondelle.

Cuocete quindi le uova in modo da renderle sode a puntino (su come fare, cliccate qui). Lasciatelo intiepidire quindi riducetelo quindi a cubetti.

Procuratevi un’insalatiera, versatevi dentro il tonno con il suo olio, sminuzzatelo per bene, unite le patate a cubetti, la zucchina a fettine, i pomodorini a rondelle e l’uovo cubettato.

Condite con un pizzico di peperoncino, un po’ di origano, qualche goccia di aceto ed aggiustate di sale.

Mescolate per bene tutti gli ingredienti e quindi lasciate riposare il tutto per 40/45 minuti in modo che i sapori si amalgamino perfettamente.

La vostra insalata sarà quindi pronta per essere servita in tavola, oppure per essere consumata magari sotto l’ombrellone.

 

Insalata dell'orto di Fabiola Marchi

Insalata dell’orto di Fabiola Marchi

 

 

 

Come riconoscere un uovo fresco….

Voi direte…è semplice… che ci vuole? Leggiamo la data di scadenza sulla confezione…. Noi rispondiamo…giusto…però magari per qualche motivo avete tolto le vostre uova dalla confezione originaria oppure avete in frigo delle uova che vi ha dato il vostro vicino di casa che alleva con cura galline che mangiano solo mais e cavallette…

Di conseguenza, due consigli in merito non fanno mai male visto che è assolutamente sconsigliabile mangiare uova vecchie che possono essere causa scatenante di gravi mallattie gastrointestinali, la più conosciuta delle quali è la salmonella.

Dunque, occhio alla penna, ripetiamo, quando possibile, confidate nella data di scadenza quando non lo è, rimettetevi a questi consigli che di seguito vi andiamo ad elencare.

Inziamo con il dire che un uovo è fresco per legge nei primi 28 giorni dalla deposizione. In più, le uova di categoria A, cui appartengono tutte le uova fresche, devono avere le seguenti caratteristiche:

  • guscio e cuticola: normali, puliti, intatti;
  • camera d’aria: altezza non superiore a 6 mm, immobile; tuttavia, per le uova commercializzate la dicitura «extra», l’altezza non deve superare i 4 mm;
  • albume: chiaro, limpido, di consistenza gelatinosa, esente da corpi estranei di qualsiasi natura;
  • tuorlo: visibile alla speratura soltanto come ombratura, senza contorno apparente, che non si allontani sensibilmente dal centro dell’uovo in caso di rotazione di questo, esente da corpi estranei di qualsiasi natura;
  • germe: sviluppo impercettibile;
  • odore: assenza di odori estranei.

Detto di quella che è la legge, esistono poi alcuni “trucchi della nonna” per sapere che tipo di uova abbiamo dinnanzi in mancanza di confezione o data di scadenza a portata di mano.

Lo stratagemma più conosciuto è quello della bacinella d’acqua, ovvero, prendete un recipiente capiente, riempitelo di acqua fredda salata quindi immergetevi l’uovo, 1) se questi si adagia sul fondo orizzontalmente, significa che è fresco (diciamo deposto da meno di 7 gg). 2) Se si posiziona verticalmente (ovvero sta quasi “in piedi”) pur rimanendo sul fondo, vuol dire che è in uno stato medio di freschezza (deposto diciamo nell’arco dei precedenti 15 gg) e può essere consumato COTTO in molti modi (sodo, in camicia, al padellino, etc.) mentre non è consigliabile mangiarlo crudo o alla coque. Se invece 3) l’uovo galleggia vuol dire che è stato deposto da almeno 20 gg quindi si consiglia vivamente di gettarlo e non consumarlo.

Rompendo adeguatamente in un piatto l’uovo, se questi è fresco si presenterà  con il tuorlo sodo e l’albume gli rimarrà compatto attorno e più fluido all’esterno. Se l’uovo non è più molto fresco invece il tuorlo tende a sfaldarsi ed a mescolarsi con l’albume.

Altro accorgimento è quello di agitare l’uovo accanto all’orecchio, se non udirete alcun rumore significa che l’uovo è fresco, viceversa, se udirete una specie di scialacquio, significa che il tuorlo sbatte contro le pareti del guscio, quindi l’uovo non è fresco.

L’uovo fresco si presenta inoltre esteriormente con un guscio poroso ed opaco, mentre se non è fresco tende ad essere lucido.

Detto questo, ultimo consiglio, non acquistate MAI uova che possano presentare crepe nel guscio (o peggio ancora rotte) perchè esse possono facilmente essere preda di batteri anche molto pericolosi.

Uovo...dimmi come sei....

Uovo…dimmi come sei….

 

 

 

 

Come cuocere l’uovo sodo alla perfezione….

A prima vista può sembrare una delle operazioni di cucina più facili del mondo…invece…tutto sommato non è poi semplice cuocere un uovo sodo alla perfezione…una volta il tuorlo ancora un tantino liquido….un’altra…troppo cotto.

Eccoci a darvi alcuni piccoli consigli per cucinarlo come si deve.

Prendete il vostro uovo fresco di medie dimensioni (o le vostre uova, non cambia nulla) e mettetelo in una pentola con dell’acqua fredda.

Accendete il fuoco e portatelo ad ebollizione.

Da quando l’acqua inizia a bollire, cronometro alla mano, lasciate passare 8 minuti (se le uova dovessero essere particolarmente grandi,  9/10 minuti)

Trascorso il tempo, scolate l’uovo (o le uova) e fatelo raffreddare sotto un getto di acqua fredda allor quando inzierete a sgusciarlo.

Ad operazione ultimata, aprendolo in due, noterete che  il tuorlo sarà colore giallo vivo, senza traccia di aloni verdi di contorno (cottura eccessiva) oppure parti ancora molli (cottura scarsa).

A questo punto il vostro uovo sodo è pronto per essere servito in tavola (magari accompagnato con qualche salsa) oppure per essere adoperato per preparazioni ulteriori.

Uovo sodo

Uovo sodo

 

 

Marmellata di susine (con Fruttapec)

L’estate è sinonimo di frutta fresca, di prodotti dell’orto, dunque non potevano mancare due indicazioni (speriamo utili) su come preparare una gustosa marmellata di susine.

In questo frangente, vi illustriamo una ricetta piuttosto rapida e semplice, utilizzando il Fruttapec che riduce in maniera esponenziale i tempi di preparazione.

Ingredienti (dosi per 4 vasetti da 250 gr.)

  • 1 kg. di susine denocciolate
  • 350 gr. di zucchero
  • 1 bustina (dose) di Fruttapec

Prendete le susine, lavatele in abbondante acqua fredda quindi lasciatele asciugare distese su un canovaccio pulito.

Armatevi di santa pazienda, denocciolate i frutti, uno ad uno, quindi, pelatali (se gradite, potete anche mantenere la buccia).

Terminata l’operazione, trasferite le vostre susine in una pentola,versate  lo zucchero ed il Fruttapec quindi, mescolando, portate ad ebollizione.

Da quando inizierà a bollire, lasciate ancora cuocere per 2/3 minuti, non smettendo MAI di rimestare (onde evitare che la frutta si attacchi al fondo, rovinando l’intero preparato).

Trascorso il tempo, spegnete ed invasate immediatamente nel barattoli che sigillerete con forza per poi lasciarli raffreddare capovolti.

Così facendo otterrete il sottovuoto (comunque premuratevi, una volta freddi, che la latta del coperchio rimanga bella rigida, sintomo che l’operazione è avvenuta con successo).

A questo punto, la vostra marmellata è pronta per essere conservata e consumata in un secondo momento.

Marmellata di susine

Marmellata di susine

marmellata di susine

marmellata di susine

 

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