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Risotto salsiccia e funghi

Un primo piatto davvero gustoso ed accattivante, un classico della nostra cucina piemontese, molto apprezzato durante tutto il periodo “buono da funghi”, ovvero dalla primavera fino a tardo autunno. Ovviamente, se usate i porcini, il piatto diventa pura poesia.

Ora non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti (dosi per 4 persone):

  • 320 gr. di riso (carnaroli)
  • 300 gr. di salsiccia
  • 400 gr. di funghi (possibilmente porcini)
  • 1/2 bicchiere di vino bianco di qualità
  • 1 cipolla bionda
  • 50 gr. di formaggio grattugiato
  • brodo vegetale q.b. (su come prepararlo, cliccate qui)
  • olio extravergine d’oliva q.b.
  • sale q.b.
  • prezzemolo (2 ciuffetti)

Per prima cosa pulite con cura i funghi (su come fare cliccate qui) quindi riduceteli a tocchetti piuttosto piccoli.

Pulite e lavate la cipolla quindi tritatela piuttosto finemente.

Procuratevi ora una pentola sufficientemente capiente dove verserete un filo corposo di olio extravergine d’oliva, accenderete il fuoco (fiamma media) quindi unite prima il trito di cipolla quindi la salsiccia (che precedentemente avrete debudellato e sbriciolato a mano).

Cuocete il tutto fin quando la cipolla non sarà diventata e “trasparente” e la salsiccia ben rosolata. A questo punto aggiungete i funghi a tocchetti. Mescolate con cura, lasciate insaporire per 2/3 minuti quindi sfumate con il vino bianco.

Inglobate ora il riso, fatelo tostare per bene quindi fate assorbire il brodo piano piano ogni qual volta la cottura lo richieda.

Ultimate, a fiamma bassa, rispettando la tempistica indicata sulla confezione del riso.

Spegnete quindi il fuoco, mantecate usando il formaggio grattugiato.

Lasciate riposare un paio di minuti quindi impiattate, spolverizzate con un po’ di prezzemolo tritato grossolanamente e presentate in tavola ai vostri ospiti.

Sarà un indiscusso successo.

 

Agnello delle Dolomiti Lucane – P.A.T.

Carne ottenuta da agnelli, maschi e femmine, nati da pecore e arieti di razza derivata merinos (merinizzata, gentile, sopravvisana). L’agnello viene allevato con sistema brado/semibrado, alimentato esclusivamente con latte materno, foraggi e materie prime (cereali e leguminose) prodotti nell’area di allevamento. Gli agnelli sono distinti in due categorie: 1) Agnello delle Dolomiti Lucane categoria B (peso della carcassa fra 7,1 e 10 kg); 2) Agnello delle Dolomiti Lucane categoria C (peso della carcassa fra 10,1 e 13 kg).

Fonte: sapori-italia.it

Per saperne di più:

Agnello Dolomiti Lucane P.A.T. - per la foto si ringrazia

Agnello Dolomiti Lucane P.A.T. – per la foto si ringrazia

Farina di…grillo.

Alcune industrie alimentari si stanno concentrando sulla produzione di alimenti a base di insetti. Tra le varie Specie, una in particolare sembra prestarsi notevolmente all’allevamento: il grillo di terra (Genere Acheta).

Questo animale pare avvalersi di caratteristiche nutrizionali a dir poco eccellenti, ragion per cui si prevede una rapidissima espansione del suo impiego nell’alimentazione umana già a partire dalla seconda metà del XXI secolo.

L’azienda che per prima ha elaborato un prodotto destinato all’alimentazione umana a base di grillo è la “Tiny Farms”, con sede in California. Questa società, dopo un notevole investimento economico, ha immesso sul mercato una vera e propria farina animale a base di insetti: la farina di grillo.

Farina di Grillo: Caratteristiche

La farina di grillo non sembra avere molte caratteristiche in comune con la maggior parte delle farine di origine animale (farina di pesce, farina di corna ossa zoccoli e sangue ecc.), in quanto risulta:

  • commestibile per l’uomo;
  • igienicamente sicura;
  • eco-sostenibile;
  • anche se per il momento risulta estremamente onerosa.

Da quanto affermano i suoi produttori, la farina di grillo non dovrebbe essere né a rischio di contaminanti (come le diossine e il metilmercurio del pesce), né a rischio di prioni (come quelli responsabili della “Bovine Spongiform Encephalopathy” o BSE o Mucca Pazza).

Il costo della farina di grilli (100% a base di grillo di terra) è di circa 25-45$ a pound (poco meno di mezzo chilogrammo). Ovviamente, si tratta di un prezzo decisamente superiore rispetto sia alla media degli sfarinati di origine animale, sia a quella delle farine alternative destinate al miglioramento dell’apporto proteico per l’uomo. Se ne evince che, per il momento, l’impiego di farina di grilli per l’alimentazione umana o animale risulta del tutto insostenibile (soprattutto contestualizzata in una produzione su larga scala).

Dal canto loro, gli inventori della farina di grillo “puntano tutto” su di una caratteristica decisamente invidiabile e auspicabile, ovvero l’eco-sostenibilità (invece estranea agli altri prodotti della stessa categoria). Non è una novità che il pianeta Terra stia esaurendo le proprie risorse naturali a causa dell’eccessivo sfruttamento da parte dell’uomo; nonostante ciò, si continua a produrre una quantità a dir poco eccessiva di energia ed alimenti.

Basti pensare che, per ottenere 1 libbra di carne (poco meno di mezzo chilogrammo), è necessario impiegare mediamente 25 libbre di mangime. Al contrario, per produrre 1 libbra di grilli, sono sufficienti 2 libbre di mangime. Una bella differenza. Ciò è imputabile al fatto che, rispetto agli animali da macello tradizionali (uccelli e ancor più i mammiferi), gli insetti crescono in maniera esponenzialmente più veloce.

Le previsioni di marketing indicano che, entro il 2054, le fonti alternative supereranno il 33% della produzione globale proteica e, in questo contesto, la farina di grilli giocherà un ruolo fondamentale.

Costi della Farina di Grillo: Ne Vale la Pena?

A questo punto, molti lettori si chiederanno: “Perché la farina di grillo costa così tanto se, per produrla, è necessario utilizzare così poco mangime?”

Sottolineando che si tratta di un prodotto ancora in fase di sviluppo, è necessario tenere in considerazione che le aziende produttrici hanno dovuto investire enormi capitali per: la ricerca, gli impianti all’avanguardia, la formulazione dei mangimi, i software ecc. Ovviamente, le spese verranno ammortizzate nel tempo ed ulteriormente ridotte grazie alla ricerca e all’impegno tecnologico; tuttavia, al momento è necessario continuare ad investire capitale per ottimizzare il metodo di allevamento e il processo di lavorazione.

Personalmente credo che, per quanto l’introduzione sul mercato di un prodotto simile possa risultare difficoltosa, soprattutto a causa dello scetticismo collettivo, un tentativo da parte della popolazione occidentale sia quantomeno doveroso.

La velocità di crescita dei grilli è di molte volte superiore a quella dei grossi mammiferi, ragion per cui il loro impiego nell’alimentazione umana potrebbe costituire una parziale ma efficace soluzione ai problemi di: allevamento intensivo, presenza di farmaci e contaminanti nel prodotto finale, sfruttamento delle risorse terriere e disboscamento a scopo agricolo.

Vantaggi Nutrizionali della Farina di Grillo

Perché mangiare degli insetti?

Effettivamente, leggendo questo articolo, anche i lettori meno schizzinosi si saranno fatti una domanda simile. La risposta è tutt’altro che scontata e, in effetti, ha quasi dell’incredibile.

La maggior parte degli insetti destinati all’alimentazione umana, senza eccezione per i grilli, contiene pochissimi grassi e, oltretutto, si avvale di una concentrazione proteica ad alto valore biologico, che sfiora il 60-70% della massa totale.

Inoltre, i grilli sono ricchissimi di calcio, ferro e vitamina B12 (cobalamina); in conclusione, sembrerebbero un vero e proprio toccasana per l’accrescimento osseo, per la prevenzione all’anemia sideropenica e anche di quella megaloblastica.

Utilizzo della Farina di Grillo nell’Alimentazione Umana

Come si utilizza la farina di insetti nell’alimentazione umana?

Pare che, ad oggi, l’impiego principale della farina di grillo sia come ingrediente nella formulazione di barrette proteiche.

Le aziende che si occupano della commercializzazione di farina di grillo stanno aumentando a vista d’occhio. Oltre alla Tiny Farms, sono oggi (2015) presenti sul mercato americano la Cricket Flours (Oregon), la Next Millennium Farms (Ontario), la Big Cricket Farms (Ohio), l’Aspire Food Group (Texas) e l’All Things Bugs (Georgia).

Inoltre, più di un’azienda sta attualmente producendo alimenti a base di farina di grillo. Le più importanti sono la Chapul (con sede in Salt-Lake City) e la EXO (con base in Brooklyn), grazie alle suddette barrette proteiche.

Anche in questo caso, il mercato della farina di grillo ha dimostrato di essere fertile. Alle suddette aziende, seguono la San Francisco (con sede a Bitty) che produce biscotti alla farina di grillo, e la Six Food (con sede a Cambridge) che produce Chirps, ovvero degli snack a base di legumi, riso e farina di grillo, simili a delle patatine chips.

Fonte: my-personaltrainer.it

Farina di grillo - per la foto si ringrazia

Farina di grillo – per la foto si ringrazia

 

Dice il saggio….

“La gente quando non capisce inventa e questo è molto pericoloso”

Alda Merini

Insalata di finocchi, melagrana, noci e Parmigiano

L’insalata di finocchi, melagrana, noci e Parmigiano è un antipasto leggero e molto saporito. La croccantezza del finocchio e delle noci, ben si abbinano alla dolce acidità della melagrana ed alla sapidità del formaggio grana.

Ottimo per tutte le occasioni, ben si adatta sia a pranzi conviviali tra amici che a cene più formali.

Ora non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti (dosi per 4 persone)

  • 1 finocchio di medie dimensioni
  • 1 melagrana
  • 100 gr. di gherigli di noci
  • 100 gr. di Parmigiano Reggiano (o simile) in scaglie
  • 30 gr. di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • olio extravergine d’oliva q.b.
  • sale q.b.
  • pepe q.b. (facoltativo)

Per prima cosa pulite e lavate con cura il finocchio. Asciugatelo quindi affettatelo piuttosto sottilmente aiutandovi con una mandolina

Riponete la verdura in una ciotola.

Sgranate la melagrana quindi unitela nella ciotola.

Tagliate i 100 gr di Parmigiano in tocchetti o piccole scaglie che incorporerete agli altri ingredienti.

Aggiungete i 100 gr. di gherigli di noci.

Condite ora il tutto con un poco di olio extravergine d’oliva, un pizzico di sale e (facoltativa) una macinata di pepe.

Mescolate con cura, a questo punto incorporate i 30 gr. di formaggio che avrete grattugiato in precedenza.

Rimestate ulteriormente fino a quando gli ingredienti si saranno perfettamente amalgamati.

Ora non vi resta che impiattare e servire in tavola ai vostri ospiti.

Gradevole leggerezza.

Insalata di finocchi, melagrana, noci e Parmigiano

 

 

Insalata di trota salmonata con pomodori e noci

L’insalata di trota salmonata con pomodori e noci è una ricetta tutta nostra, frutto di un momento di estrosità estrema. Gustosa, leggera, fantasiosa ed invitante, racchiude le caratteristiche peculiari di un antipasto ideale per tutte le occasioni conviviali. Perfetta per una cena tra amici come per un pranzo più formale.

Gli ingredienti sono semplici e genuini, le tempistiche di preparazioni rapide, il procedimento assolutamente elementare.

Non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti (dosi per 4 persone).

  • 1 trota salmonata
  • 4 pomodori san marzano maturi
  • 2 peperoni california gialli 
  • 12/14 noci (dipende dalla grandezza)
  • 1 cucchiaio di maionese
  • sale q.b.
  • olio extravergine d’oliva q.b.

Per prima cosa pulite, lavate e sfilettate la trota salmonata con cura, mettetela in una pirofila, insaporitela con un po’ di sale e poche spezie, un filo d’olio extravergine d’oliva quindi cuocetela in forno a 180° (preriscaldato) per una quindicina di minuti circa.

Trascorso il tempo, sfornate e lasciate raffreddare a temperatura ambiente.

Pulite e lavate i peperoni dunque arrostiteli in forno per una mezz’ora.

Una volta lavati i pomodori, riduceteli a tocchetti aiutandovi con tagliere e coltello. Versateli in una ciotola dove poi aggiungerete i gherigli delle noci.

Quando la trota sarà fredda, tagliatela a pezzi non troppo piccoli ed uniteli nel contenitore agli altri ingredienti.

Stessa cosa farete con i peperoni che, una volta tiepidi, affetterete a quadratini.

Salate, condite con un filo di olio extravergine d’oliva e, volendo, con un cucchiaio di maionese.

Mescolate con cura e delicatezza.

Ora non vi resta che impiattare e servire in tavola ai vostri ospiti.

Antipasto appetitoso.

Insalata di trota salmonata con pomodori e noci

Insalata di trota salmonata con pomodori e noci

Insalata di trota salmonata con pomodori e noci

Insalata di trota salmonata con pomodori e noci

Insalata di trota salmonata con pomodori e noci

Insalata di trota salmonata con pomodori e noci

 

Crostata salata di zucca, porri, speck e gorgonzola

La crostata salata di zucca, porri, speck e gorgonzola è davvero golosissima, un trionfo di sapori, una delizia per il palato. Se dobbiamo scegliere una torta salata da cucinare, questa è la nostra preferita.

Provatela e ne rimarrete entusiasti, perfetta per una cena tra amici, per un brunch, ideale per un pic-nic oppure un’apericena. Insomma, un antipasto estremamente versatile che si abbina a tutti le occasioni.

Non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Non vi resta che prendere nota e mettevi all’opera.

Ingredienti (dosi per una torta da 24 cm di diametro):

  • 1,5 rotoli di pasta brisée
  • 1 porro di medie dimensioni
  • 550 gr. di zucca
  • 120 gr. di speck a listarelle
  • 250 gr. di ricotta vaccina
  • 100 gr. di formaggio grattugiato (Grana, Parmigiano, etc.)
  • 60 gr. di gorgonzola dolce
  • 1 tuorlo
  • latte q.b. per spennellare
  • olio extravergine d’oliva q.b.
  • semi di sesamo q.b.
  • rosmarino q.b.
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

Per prima cosa pulite e lavate con cura il porro quindi tagliatelo a rondelle. Pelate la zucca e riducetela a cubetti.

Procuratevi una padella, versatevi un filo di olio extravergine d’oliva, aggiungete il porro, la zucca ed un poco di rosmarino necessario per aromatizzare.

Stufate il tutto fin quando le verdure non si saranno ammorbidite, a questo punto, aiutandovi con i rebbi di una forchetta schiacciate per bene la zucca.

Lasciate asciugare  BENE (in padella) il miscuglio di verdura a fiamma bassa per alcuni istanti quindi trasferite il composto in un contenitore. Una volta che si sarà raffreddato incorporate la ricotta, lo speck a listarelle ed il formaggio grattugiato. Amalgamate tutto aiutandovi con una spatola. Aggiustate di sale e di pepe.

Prendete ora la teglia da forno, foderatela con l’apposita carta quindi stendetene la pasta brisée.

Versate poi il composto di verdure e formaggi ottenuto in precedenza.

Tagliate ora delle strisce di brisée con la pasta avanzata utilizzando l’apposita rotella dentellata e decorate la vostra torta come fosse una crostata formando i classici quadratini in superficie.

A questo punto guarnite ogni quadratino con un poco di gorgonzola.

Chiudete bene la pasta sui bordi e spennellate in superficie con il tuorlo d’ovo ed il latte intiepidito. Terminate la decorazione con i semi di sesamo.

Accendete il forno e portatelo in temperatura a 180° quindi infornate la vostra torta e cuocete (in modalità statica) per 35/40 minuti.

Golosità gourmet.

Crostata salata di zucca, porri, speck e gorgonzola

Crostata salata di zucca, porri, speck e gorgonzola

Crostata salata di zucca, porri, speck e gorgonzola

Crostata salata di zucca, porri, speck e gorgonzola

Crostata salata di zucca, porri, speck e gorgonzola

Crostata salata di zucca, porri, speck e gorgonzola

Crostata salata di zucca, porri, speck e gorgonzola

Crostata salata di zucca, porri, speck e gorgonzola

Crostata salata di zucca, porri, speck e gorgonzola

Crostata salata di zucca, porri, speck e gorgonzola

Crostata salata di zucca, porri, speck e gorgonzola

Crostata salata di zucca, porri, speck e gorgonzola

Crostata salata di zucca, porri, speck e gorgonzola

Porri

Il porro è una pianta utilizzata comunemente a scopo alimentare come ortaggio o verdura; quello comune, detto porro delle vigne, appartiene alla famiglia delle Liliaceae ed al Genere Allium, proprio come cipolla, aglio, scalogno ed erba cipollina. La nomenclatura binomiale che lo identifica è Allium ampeloprasum L.

Il porro si presenta di forma allungata, cilindrica, con foglie contrapposte, spesse, di colore verde all’apice e bianco verso il bulbo, dal quale si protendono alcune piccole radici. Il porro produce dei fiori di colore bianco con forma molto simile a quella dell’aglio e della cipolla.
E’ un alimento tipico del bacino del Mediterraneo, anche se la sua provenienza è verosimilmente riconducibile a zone più meridionali ed orientali; le coltivazioni di porro più antiche risalgono infatti all’epoca classica (Romani ed Egizi, ai quali probabilmente si deve la diffusione alle culture occidentali).
Il porro cresce rigoglioso anche con climi differenti da quelli dei territori di origine, come in Gran Bretagna, purché il terreno sia roccioso, drenante e possibilmente sabbioso; per il porro è ideale una disposizione colturale in prossimità delle coste. In Galles, ad esempio, se ne coltivano buone quantità poiché, oltre alla funzione gastronomica, rappresenta il simbolo nazionale.
Dal porro di origine, forse attraverso alcuni incroci, se ne sono poi ricavate altre diverse varietà; di queste, tre sono le più diffuse: porro comune (quello diffuso in quasi tutto il Mondo, anche in Italia), aglio elefante (Asia Centrale) e kurrat o porro egiziano (Africa e Medio-Oriente). In Virginia, il porro è conosciuto col nome di “cipolla di Yorktown” (città degli USA).

Usi Gastronomici

Del porro si mangia quasi tutto, eliminando solo le radici e le punte delle foglie. Dal punto di vista gastronomico, la tendenza comune è quella di scartare tutta la porzione verde utilizzando solo il fusto bianco, poi tagliato a rondelle e stufato o impiegato per fondi di cottura, sughi e brodi; tuttavia, si tratta di uno spreco inutile: delle foglie verdi si dovrebbero scartare solo pochi centimetri all’apice (circa 2-3cm, a seconda delle dimensioni), mentre il resto può essere lavato, bollito, condito ed utilizzato come contorno. E’ bene precisare che si tratta comunque di una preparazione che non si conviene a tutti i palati, per consistenza fibrosa e gusto deciso.
Le proprietà medicamentose del porro sono riferite soprattutto alla capacità diuretica (anche dei semi) e lassativa; è utile nella lotta alla litiasi renale (renella e calcoli), alla ritenzione d’urina, all’idropisia (edema) e alla stipsi. Un tempo si riteneva che potesse aumentare la fecondità femminile.
Il porro è un ortaggio poco calorico e ricco di fibre; le proteine sono scarse e i grassi quasi assenti. L’apporto energetico è conferito prevalentemente dal fruttosio. Tra i sali minerali e le vitamine non si apprezzano quantitativi particolarmente elevati o degni di nota (anche se mancano le traduzioni di sodio – verosimilmente contenuto – e potassio – ipoteticamente in buone quantità).

Fonte: www.my-personaltrainer.it

Porri – per la foto si ringrazia

 

Panna cotta salata al Parmigiano

La panna cotta salata al Parmigiano è un antipasto gustoso, intrigante e molto scenografico. Una ricetta con un procedimento di esecuzione semplice e rapido che vi permetterà di fare un figurone pur senza essere necessariamente degli chef stellati.

Anche gli ingredienti sono pochi e facilmente reperibili.

Un antipasto freddo ideale per tutte le occasioni e per tutte le stagioni con “effetto woow” assicurato.

Non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti (15 monoporzioni):

  • 15 stampini monoporzione in plastica monoporzione
  • 250 ml di panna da cucina
  • 150 gr. di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 20 gr. di acqua
  • 3 gr. di colla di pesce in fogli
  • (per la gelatina al pomodoro)
  • 120 gr. di passata di pomodoro
  • 2 gr. di colla di pesce in fogli
  • 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • 1 pizzico di sale

Per prima cosa procuratevi un pentolino dove andrete a versare la panna (se troppo densa, aggiungete un paio di cucchiai di latte) per poi sciogliervi, a fiamma bassa, piano piano, il formaggio grattugiato mescolando  gli ingredienti di tanto in tanto.

Nel frattempo mettete i 3 gr. di colla in ammollo nell’acqua.

Quando il formaggio e la panna si saranno perfettamente amalgamati, aggiungete la colla di pesce e mescolate fino a quando non si sarà completamente assorbita.

Riempite quindi gli stampini con il composto  per ¾ della capienza totale.

Lasciate ora raffreddare il tutto a temperatura ambiente quindi riponete in frigorifero per almeno un paio di ore.

Nel frattempo preparate la salsa di pomodoro versando la passata in un pentolino, facendola scaldare a fuoco lieve per una decina di minuti. Condite con i due cucchiai di olio extravergine d’oliva ed un pizzico di sale.

Contemporaneamente ammollate i due gr. di colla di pesce in acqua.

Una vola pronta la salsa, unite la colla di pesce, mescolate con cura fin quando non si sarà assorbita perfettamente con la passata.

Decorate con un sottile strato tutte le monoporzioni, lasciate raffreddare a temperatura ambiente quindi per alcuni minuti in frigorifero.

Per completare la decorazione finale, noi abbiamo posto in superficie un tarallo con al centro una foglia di basilico.

La panna cotta salata di Parmigiano è ora pronta per essere servita in tavola ai vostri ospiti.

Panna cotta salata al Parmigiano

Panna cotta salata al Parmigiano

Panna cotta salata al Parmigiano

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Panna cotta salata al Parmigiano

Panna cotta salata al Parmigiano

Panna cotta salata al Parmigiano

Panna cotta salata al Parmigiano

Panna cotta salata al Parmigiano

Panna cotta salata al Parmigiano

Panna cotta salata al Parmigiano

Panna cotta salata al Parmigiano

Risotto alla barbabietola e crema di gorgonzola

Il risotto alla barbabietola e crema di gorgonzola è un vero portento, sia dal punto di vista del gusto che da quello visivo/cromatico.

Perfetto il connubio di gusti tra la dolcezza della barbabietola rossa precotta in forno e la forza saporita del gorgonzola.

Anche la preparazione è estremamente semplice e rapida da eseguire.

Un piatto ideale per tutte le stagioni, per tutte le occasioni, per tutti gli ospiti.

Ora non vi resta che prendere nota e mettervi all’opera.

Ingredienti (dosi per 4 persone):

  • 280 gr. di riso carnaroli
  • 300 gr. di barbabietola rossa precotta al forno
  • 200 gr. di gorgonzola dolce
  • 80 gr. di formaggio grattugiato
  • 1 bicchiere di vino bianco di buona qualità
  • 1 cipolla bianca media
  • brodo vegetale q.b. (800 ml. Circa)
  • olio extravergine d’oliva q.b.
  • latte q.b.
  • sale q.b.

Per prima cosa pulite e pelate con cura la cipolla quindi riducetela in un trito piuttosto fine e trasferitela in una padella adeguatamente capiente.

Unite un filo di olio extravergine d’oliva e soffriggete fin quando la verdura non sarà appassita.

A questo punto aggiunte il riso, fatelo tostare prestando attenzione al fatto che la cipolla non bruci.

Sfumate con il vino bianco quindi iniziate la cottura vera e propria aggiungendo il brodo vegetale un mestolo alla volta non appena il precedente si sarà assorbito.

Procedete per 17/18 minuti o comunque fin quando non lo ritenete a puntino per i vostri gusti.

Nel frattempo provvedete a preparate la barbabietola, che va pelata, tagliata a tocchetti quindi ridotta in crema con l’aiuto di un mixer (consigliamo di aggiungere un paio di cucchiai di brodo vegetale per rendere più semplice il procedimento).

Procuratevi poi un pentolino dove andrete a far sciogliere (a fiamma molto bassa) il gorgonzola unitamente ad un poco di latte. Basteranno pochi minuti per ottenere una salsa piuttosto densa e corposa.

Quando mancheranno due/tre minuti al termine cottura del riso, unite in padella la crema di barbabietola e mescolate con estrema cura. Trascorso il tempo, spegnete il fuoco e mantecate con il formaggio grattugiato.

Ora non vi resta che impiattare, condire in decorazione con la salsa di gorgonzola e servire in tavola ai vostri ospiti.

Un successo assicurato.

Risotto alla barbabietola con crema al gorgonzola

Risotto alla barbabietola con crema al gorgonzola

Risotto alla barbabietola con crema al gorgonzola

Risotto alla barbabietola con crema al gorgonzola

Risotto alla barbabietola con crema al gorgonzola

Risotto alla barbabietola con crema al gorgonzola

Risotto alla barbabietola con crema al gorgonzola

Risotto alla barbabietola con crema al gorgonzola

Risotto alla barbabietola con crema al gorgonzola

Risotto alla barbabietola con crema al gorgonzola

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